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Spoleto-Norcia

Ferrovia Spoleto-Norcia  La ferrovia Spoleto-Norcia è considerata uno dei più spettacolari esempi di tecnica ferroviaria di tipo "alpino" realizzati in Italia. Attraverso un tracciato composto da tre percorsi elicoidali, due tornanti e una galleria di valico di 2 km, univa Spoleto con S.Anatolia di Narco, in val Nerina, proseguendo poi fino a Norcia, per un totale di 51 km, a scartamento ridotto da 950 mm e trazione elettrica 2600 V in corrente continua. Inaugurata nel 1926 dalla Società Subalpina Imprese Ferroviarie (SSIF, la stessa impresa che eserciva la Ferrovia Vigezzina), è stata poi chiusa nel 1968 dalla Società Spoletina di Imprese Trasporti (SSIT) che l'aveva gestita negli ultimi 3 anni (Wikipedia). Le immagini mostrano una serie di fotografie ufficiali, verosimilmente a linea nuova, con le elettromotrici TIBB A1-A5 nella versione d'origine (negli anni '50 vennero ricostruite con cassa bombata e infine, dopo la chiusura, ebbero una nuova vita sulla Genova-Casella).
Spoleto-Norcia - Ferrovia Spoleto-Norcia

 

Viadotto di Caprareccia.  L'elicoidale dal lato di Spoleto si svolgeva tutto a cielo aperto e culminava nel celebre viadotto di Caprareccia. Gli altri due elicoidali, dal lato di S.Anatolia, erano invece realizzati nella più comune forma in galleria.
Spoleto-Norcia - Viadotto di Caprareccia.

 

Viadotto di Caprareccia.  
Spoleto-Norcia - Viadotto di Caprareccia.

 

Norcia.  La stazione capolinea.
Spoleto-Norcia - Norcia.

 

Centro e sud

San Marino.  La ferrovia Rimini-San Marino è stata inaugurata nel 1932, già a trazione elettrica, utilizzando le classiche elettromotrici Carminati e Toselli, comuni a molte altre linee del tempo. Eccezionalmente panoramica e ardita, a causa del dislivello da superare di oltre 500, la linea è stata distrutta durante la seconda guerra mondiale e mai riattivata. Dato il ridotto periodo di attività, le cartoline non sono certo numerose: questa è forse la più celebre. Recentemente è stata restaurata un'elettromotrice, che era rimasta ricoverata per decenni all'interno di una galleria e che ora è in grado di funzionare su un breve tratto di binario, ricostruito presso la stazione superiore.
Centro e sud - San Marino.

 

San Marino (francobolli).  La Repubblica di San Marino ha stampato anche una serie di quattro francobolli dedicati alla ferrovia (nella scansione ne manca ovviamente uno). Come era prassi abbastanza comune al tempo, il soggetto è sempre lo stesso e cambia il colore del francobollo in base al valore (vedi anche l'esempio per il cinquantenario delle FS nel 1939).
Centro e sud - San Marino (francobolli).

 

Ferrovia Alto Pistoiese.  La linea Pracchia-San Marcello Pistoiese-Mammiano, lunga 17 km, è stata realizzata nel 1926, a scartamento ridotto italiano da 950 mm e trazione elettrica a 1200 V in corrente continua. A Pracchia si connetteva con la linea FS del valico appenninico della Porrettana, proveniente da Pistoia, che fino all'apertura della Direttissima Bologna-Firenze (1934) aveva rappresentato il principale collegamento ferroviario nord-sud: la Ferrovia Alto Pistoiese nasceva quindi come connessione turistica della Montagna Pistoiese a tale asse ferroviario (Wikipedia). Il tratto finale di circa 1 km da San Marcello a Mammiano prevedeva un regresso in uscita da San Marcello e venne chiuso già nel 1956, mentre l'intera linea venne chiusa nel 1965.
Centro e sud - Ferrovia Alto Pistoiese.

 

Ferrovia Saline-Volterra.  Per raggiungere la città di Volterra, la ferrovia da Cecina prevedeva un primo tratto di 30 km pressoché in piano, fino alla località di Saline, raggiunta già nel 1863. Da qui, nel 1912, venne inaugurato il proseguimento in rampa di 8 km fino a Volterra, di cui quasi 4 a cremagliera (Wikipedia). Il tratto da Saline a Volterra è stato chiuso nel 1958, generando una specie di "incompiuta di ritorno": mentre varie ferrovie sono state considerate incompiute per non aver mai raggiunto la destinazione principale, come ad esempio la Aosta-Pre S.Didier che non arriva a Courmayeur, qui si è chiuso il pezzo finale, facendo diventare monca una linea che era già completa e condannando la Cecina-Saline a un'esistenza stentata, sempre a rischio di chiusura.

Nell'immagine, risalente ai primi tempi dell'esercizio, una locomotiva 980 di costruzione svizzera SLM sta percorrendo la tratta a cremagliera. Come in molti impianti simili, la locomotiva era sempre orientata dal lato valle, per motivi di sicurezza.

Centro e sud - Ferrovia Saline-Volterra.

 

Ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone.  Si trattava di un'importante e lunga linea a scartamento ridotto 950 mm e con trazione elettrica, che in oltre 130 km connetteva Roma con Frosinone, passando per Palestrina, Fiuggi e Alatri. Inaugurata nel 1916-17, venne chiusa già nel 1935 nella tratta finale Fiuggi-Frosinone. La chiusura della parte restante avvenne per fasi tra il 1960 e il 1984. A partire da quell'anno, rimaneva in servizio la sola tratta più prettamente suburbana, dal capolinea a fianco della stazione Termini fino a Pantano Borghese. Da ultimo, proprio questa tratta è stata protagonista di una delle consuete storie di pessima ferrovia: chiusa per 10 anni (1996-2006) da Grotte Celoni a Pantano, per essere ricostruita come metropolitana su viadotto(!), ha funzionato per due anni ed è stata nuovamente chiusa nel 2008, per essere ri-ricostruita come parte della nuova Metropolitana C, tanto che ancora nel 2013 risultava senza servizio, con la vecchia linea limitata a Giardinetti (Wikipedia). Nell'immagine, uno dei 10 elettrotreni articolati TIBB entrati in servizio negli anni '50 lascia la stazione di Genazzano, a una cinquantina di kilometri da Roma.
Centro e sud - Ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone.

 

Ferrovia "Fermana".  La ferrovia Porto San Giorgio-Fermo-Amandola era una linea ferroviaria marchigiana di 57 km, a scartamento ridotto 950 mm, dismessa nel 1956. Venne inaugurata con trazione a vapore nel 1908, su progetto dell'ing. Ernesto Besenzanica, lo stesso artefice della Ferrovia Sangritana. A partire dal 1928 si attivò l'esercizio a trazione elettrica a 2600 volt, curato dal Tecnomasio Italiano-Brown-Boveri, che colloca la linea tra le realizzazioni pionieristiche della corrente continua italiana. Una volta chiusa la ferrovia, sulla tratta Porto San Giorgio-Fermo venne realizzata una filovia, attiva dal 1958 al 1977. La cartolina ritrae la diramazione di 2,5 km per Fermo Città, aperta nel 1909, dal tracciato impegnativo, con pendenza fino al 70 per mille: è in arrivo una delle tre elettromotrici a carrelli Carminati & Toselli.
Centro e sud - Ferrovia

 

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