La Regione Piemonte chiude il 24% della propria rete ferroviaria.
Cronaca di uno scempio

Scritto a giugno 2012

CONTENUTO

 
NEW Sept 2012 English abstact: Italian Rails in 2012: Euthanasia of the Regional Railway Service.


SINTESI

Con il cambio orario del 17 giugno 2012, la Regione Piemonte ha deciso di sopprimere il servizio ferroviario su 11 linee (460 km pari al 24% della rete RFI piemontese):

  1. Santhià-Arona
  2. Pinerolo-Torre Pellice
  3. Cuneo-Saluzzo-Savigliano (rimarrebbe il servizio merci)
  4. Cuneo-Mondovì
  5. Ceva-Ormea
  6. Asti-Castagnole-Alba (già chiusa da Castagnole ad Alba dal 2010 per galleria pericolante)
  7. Alessandria-Castagnole (-Alba)
  8. Asti-Casale-Mortara (già chiusa da settembre 2010 per galleria pericolante)
  9. Asti-Chivasso (già chiusa da settembre 2011 per galleria pericolante)
  10. Novi-Tortona (rimarrebbe il servizio merci e i treni per/da Milano)
  11. Alessandria-Ovada (rimarrebbe il servizio merci)

In parallelo, sono stati "rimodulati", cioè sensibilmente ridotti i servizi su altre 10 linee, soprattutto al sabato e nei festivi.

I treni soppressi sono stati almeno in parte sostituiti da autobus, gestiti non da Trenitalia ma direttamente dalle province.

Il comunicato stampa parla di un risparmio complessivo netto di 11,5 milioni, a fronte di un contratto Trenitalia di 228 milioni (5%).

Su molte di queste linee sono stati fatti di recente investimenti infrastrutturali di vario tipo, anche nei giorni immediatamente precedenti la chiusura, e tutte sono già state dotate dei corretti sistemi di sicurezza (SCMT o SSC).

Alcune di queste linee avevano un oggettivo problema di utenza, dovuto sia a situazioni demografiche/geografiche (aree poco urbanizzate, stazioni lontane dal paese), sia a un livello di servizio molto scarso (10-15 corse/giorno) e non strutturato.

Negli ultimi 6 mesi si sono avute continue soppressioni completamente casuali, che spesso superavano il 50% delle corse programmate.

Vari comitati pendolari e alcuni sindaci hanno fortemente osteggiato la chiusura, anche se va detto che sulle tre linee già chiuse nel biennio scorso non si è avuta alcuna sostanziale protesta da parte dell'utenza.

Alcuni comitati pendolari hanno esplicitamente chiesto a Trenord e a Regione Lombardia di occuparsi almeno delle linee interessanti la Lombardia, anche se questa speranza appare purtroppo remota, almeno nel breve periodo.

Dalle linee da chiudere sono state depennate la Novara-Varallo e la Vercelli-Casale; gli oppositori politici segnalano che esse riguardano l'area di provenienza del Presidente regionale.

 

Mappa dei tagli 2012

Linee chiuse:

  • 460 km, 24% della rete RFI in Piemonte
  • 1,5 milioni di trenikm (8% del servizio regionale Trenitalia in Piemonte)
  • stima di 6000 viaggiatori/giorno

Yellow: Lines with reduction of service
Red: Lines closed on 17 June 2012 (including lines closed in 2010/2011, for which the closure has been confirmed):

  • 460 km, 24% of railway network in Piemonte
  • 1,5 milion trainkm (8% of Trenitalia regional service in Piemonte)
  • about 6000 passengers per day

 


Le linee e il servizio

 

Linea km rete Corse/ giorno Chiusa festivi Chiusa estate e Natale Trenikm % Costo a catalogo
M€
1. Santhià-Arona 65 16     348.245 23% 4.0
2. Pinerolo-Torre Pellice 17 22 x   102.756 7% 1.6
3. Cuneo-Saluzzo-Savigliano 49 22 x in parte 177.063 12% 2.1
4. Cuneo-Mondovì 30 16 x x 111.890 7% 1.4
5. Ceva-Ormea 36 9 x x 67.286 4% 1.0
6. Asti-Castagnole (-Alba)
[già chiusa lato Alba]
34 19 x x 80.693 5% 1.1
7. Alessandria-Castagnole (-Alba) 53 15 x x 181.254 12% 3.1
8. Asti-Casale-Mortara
[già chiusa]
74 17 x x 230.261 15% 2.5
9. Asti-Chivasso
[già chiusa]
52 10 x x 103.966 7% 1.9
10. Novi-Tortona 19 10 x x 37.444 2% 0.6
11. Alessandria-Ovada 34 8 x x 71.896 5% 1.0
               
Vercelli-Casale
[mantenuta aperta]
23 20 x x 102.383 - 1.4
Novara-Varallo
[mantenuta aperta]
54 20     337.019 - 4.7
               
TOTALI              
Già chiuse 2010/11 139 27     334.227 22% 4.4
Chiuse ora 321 134     1.178.527 78% 15.9
TOTALE CHIUSE 459 161     1.512.754 100% 20.3
% su intero Piemonte 24%       8%   7%
               
Per ora mantenute aperte 77 40     439.402 - 6.1
TOTALE GENERALE 536 201     1.952.156 - 26.4

Nota: l'ultima colonna riporta il "costo a catalogo" come divulgato dalla Regione e non il "prezzo" (corrispettivo, sottratti gli introiti) - Vedi anche l'approfondimento "Catalogo e pedaggio".


Buona parte delle linee erano già abitualmente chiuse nei mesi estivi. Quindi la decisione di sopprimerle a giugno significa che, nel tentativo di minimizzare l'impatto sulla popolazione, si è pensato di fare la chiusura estiva, ma di non riaprire più a settembre.

La stessa soppressione in estate è stata già fatta nei due anni scorsi (settembre 2010 e settembre 2011) per le due linee chiuse allora; in quei casi si è usata l'argomentazione della galleria pericolante, ora le chiusure sono state esplicitamente legate alle esigenze di risparmio: "la Regione non può più permettersi di sprecare milioni di euro di soldi pubblici per treni che viaggiano vuoti" [dal comunicato stampa dell'Assessore]. Varie persone hanno provato a domandare che cosa abbia fatto la Regione Piemonte, nei 10 anni di competenza sulla materia, per non farli viaggiare vuoti. Nessuna risposta è pervenuta, perché la Regione per 10 anni non ha fatto assolutamente nulla.

Si noti infine che ancora a fine maggio, verosimilmente per sedare le possibili contestazioni, era stata diffusa la voce che la chiusura fosse rinviata a dicembre, e ne erano convinti anche i ferrovieri che lavoravano sulle linee in questione.


I tagli alle autolinee e il "recupero" sul ferro

In Piemonte i fondi per le autolinee sono già stati tagliati nel biennio scorso. Le province e le aziende del TPL gomma hanno aperto in proposito vari ricorsi contro la Regione. Nel corso del 2012, alle aziende è stata prefigurata la possibilità di recuperare parte del taglio a scapito della ferrovia (una chiave di lettura più completa). Si veda in proposito questa notizia d'Agenzia:

[Ferpress 17/5/2012] La Regione ha previsto 108 milioni in più per il trasporto pubblico locale, garantendo sin da ora nel bilancio le risorse per il prossimo triennio, sottolinea l'assessore regionale ai Trasporti del Piemonte, che in cambio chiede ad aziende ed enti locali di ritirare i ricorsi al Tar contro i tagli.[...]
"Abbiamo compiuto il massimo sforzo [...]. Garantiamo che eventuali contrazioni nei trasferimenti statali nel prossimo triennio ricadranno sul gestore del trasporto su ferro. E ancora, alle aziende che si sono aggiudicate le gare provinciali di trasporto locale verrà affidato il servizio sostitutivo per le linee ferroviarie temporaneamente non utilizzate".

Da fine 2011 i servizi sostitutivi Trenitalia sono stati sottratti dal normale contratto di servizio ferroviario e dati in gestione ad operatori TPL direttamente dalle Province.

La Regione, con inimitabile buon gusto (...), ha pubblicamente evidenziato che questo comporta il vantaggio di dare appalti ad aziende locali anziché "laziali, umbre e campane" (riferimento alla compagine sociale della società Sogin del Gruppo FS).

La Regione Piemonte e il Gruppo FS hanno altresì dichiarato che il taglio di alcune linee era necessario per "concentrare le risorse su quelle con maggiore domanda"; tuttavia con il medesimo cambio orario di giugno 2012 nessun treno risulta aggiunto su alcuna linea piemontese.

 

Santhià-Arona, ecco pronto il Bus Gran Turismo

Di tutte le ferrovie chiuse, la Santhià-Arona era forse il caso più anomalo: collegamento trasversale tra Torino e il Lago Maggiore, funzionante anche nei festivi e d'estate, aveva persino una relazione diretta festiva Torino-Arona, prolungata a Stresa nei mesi estivi. Nel 2010, con il divieto di circolazione dei mezzi diesel nel Passante di Torino (idiozia senza pari che dovrebbe far riflettere sulla capacità progettuale dell'ingegneria italiana), la relazione era stata spezzata in due, con trasbordo a Santhià, ma era sopravvissuta. Tra l'altro, sempre nei festivi, a Santhià era preceduta da un altro treno, 20 minuti prima. Ad esempio sabato 2 giugno 2012, giorno festivo, si contavano 50 viaggiatori sul primo treno e 60 sul secondo. Aggiungendo un significativo "saliscendi" nelle fermate intermedie, i viaggiatori complessivamente trasportati sono stati circa 140, l'equivalente di tre bus pieni.

Soppresso il treno, nel giro di due settimane che cosa compare? Ma certo: la relazione turistica festiva in autobus Torino-Lago Maggiore, con in bella mostra i loghi di Regione e Province! "L'incontro tra arte e natura" per tutte le Amministrazioni a cui il treno faceva ribrezzo.

 

 

 

Se andiamo a vedere gli orari, scopriamo che non hanno dovuto nemmeno lavorare di fantasia. Ricalcano pari pari quelli del treno:

Solo al ritorno il treno era più lento perché aveva un'inspiegabile sosta di 15 minuti ad Arona. Nel 2004, ad esempio, quando la sosta non c'era, il tempo scendeva a 2:08 (p. 18:27, a. 20:35). E sul rispetto dei tempi del bus la domenica sera in A4, chi ci scommetterebbe?

 

Aggiungo un'ultima importante osservazione sul collegamento Torino-Lago Maggiore: di questo nuovo servizio si potrà dire che è un successo se riuscirà a riempire il bus, cioè a trasportare una cinquantina di persone. Il treno ne muoveva tre volte tanto. Così. Bell'e pronto. Senza inventare niente, senza pubblicità e senza "collaborazioni" particolari. Servono altre prove per dire che la scelta della Regione Piemonte è una scelta perdente?


Il servizio offerto in Piemonte e i problemi

L'orario del 2004 e il taglio del 2005

Tutto l'orario del basso Piemonte è un orario strutturato, basato su cadenzamento e corrispondenze ai nodi, che era stato realizzato per iniziativa di Trenitalia nel 2004 e pubblicizzato con il nome di Memorario (analogamente alla Toscana).

Ad esempio, sulla Torino-Savona, Carmagnola è un nodo .30, Cavallermaggiore 15/45, Fossano un nodo .00, Ceva di nuovo .30. Nell'orario originale del 2004, le linee afferenti, come la Cuneo-Mondovì e la Savigliano-Saluzzo (oggi chiuse), erano "sincronizzate" con questi nodi.

Con il dicembre 2005 la Regione Piemonte attuò un primo ridimensionamento delle proprie linee, sopprimendo un significativo numero di corse e di fatto rendendo inefficace il Memorario. Ad esempio:

Non è difficile interpretare le chiusure del 2012 come il completamento di un progetto di dismissione attuato dalla Regione e in sintonia con Trenitalia fin dal 2005, dopo la breve parentesi del Memorario correttamente proposto da Trenitalia nel 2004.


Le soppressioni degli ultimi 6 mesi

Nella prima metà del 2012 quasi tutte le linee di cui era prevista la chiusura sono state interessate da soppressioni completamente casuali, che spesso superavano il 50% delle corse programmate.

Su alcune linee si sopprimevano tutte le corse per un singolo giorno alla settimana. Su altre (in particolare quelle di Castagnole) si sono soppresse circa il 75% delle corse ininterrottamente per settimane.

Ad esempio, spulciando a caso tra gli ultimi giorni:

Non risulta che sia mai stato comunicato al pubblico in anticipo un programma di soppressioni, né che esse siano state giustificate formalmente. Gli operatori dei servizi bus sostitutivi hanno dichiarato di venir informati della necessità di sostituzione anche pochi minuti prima dell'orario di partenza. Hanno anche evidenziato che i bus non erano in grado di mantenere l'orario dei treni, accumulando ritardi particolarmente cospicui, che si ripercuotevano da una corsa all'altra.

Difficilmente poteva trovarsi un metodo più scientifico e più efficace per far scappare i viaggiatori del treno, anche i più motivati.

 

Soppressioni per tutti

"Encomiabile" la situazione di Asti: questa città stava su cinque linee ferroviarie, oggi ne ha due soltanto (Torino-Genova e Asti-Acqui). Il display mostra, evidenziati dalla freccia, gli autobus programmati per le linee già chiuse, per Chivasso e Casale-Mortara. Nei cerchi appaiono invece gli autobus sostitutivi delle corse ferroviarie soppresse quello specifico giorno per Castagnole. Il binario "PMO" significa Piazzale Medaglie d'Oro, la piazza dove partono i bus.

Comprensibile cartello "artigianale" apposto dalla biglietteria di Santhià, che, nel dichiararsi incompetente sulle soppressioni, di fatto ne conferma l'abbondante esistenza e la totale casualità.

 

Le uniche tre linee dell'Italia Settentrionale in cui si è sperimentata la "chiusura preventiva per neve", durante la nevicata del 10 febbraio 2012 "in relazione al previsto aggravarsi delle condizioni meteorologiche" sono tra quelle poi chiuse: Ceva-Ormea, Cuneo-Mondovì e Pinerolo-Torre Pellice (più dettagli). Sulla Pinerolo-Torre Pellice la chiusura si è poi protratta ben oltre il termine della nevicata, fino al 26 marzo 2012.

Almeno una parte di queste soppressioni è legata a seri problemi organizzativi e di manutenzione dei mezzi della Direzione Regionale Piemonte di Trenitalia. Le soppressioni hanno peraltro interessato anche altre linee (Novara-Torino, Fossano-Savona, Asti-Acqui, ...) e in alcuni casi anche treni a contratto con la Lombardia (ad esempio il 4722, treno in fascia di punta del mattino Mortara-Novara, è stato soppresso per un mese intero a febbraio).


Investimenti sull'infrastruttura da chiudere

Tutte le linee chiuse disponevano di sistemi di sicurezza perfettamente efficienti e rispondenti alla normativa (SCMT sulle linee elettrificate, SSC su quelle diesel). Questi sistemi erano praticamente nuovi, installati negli ultimi 3-5 anni.

In prossimità della chiusura sono stati segnalati almeno i seguenti lavori di potenziamento infrastrutturale condotti sulle linee poi chiuse:

 

Lavori fino all'ultimo. L'importante è che la ferrovia costi.

Circolare del Gestore - disponibile sul web - che segnala l'attivazione della copertura GSM della Chivasso-Asti. Otto mesi dopo la sua chiusura e quando tutto lascia pensare che mai rivedrà un treno.

Effetto grottesco dei nuovi cartelli blu scuro nella stazione di Bergamasco, sulla Alessandria-Castagnole, installati circa tre settimane prima della chiusura. I cartelli azzurri, nella grafia degli anni '80, ma tuttora perfettamente integri, forse non bastavano più?

Un cospicuo numero di stazioni del Piemonte ha il solo binario di transito. Eppure non esiste una stazione in tutta la Regione che sia stata risparmiata dall'implacabile cartello "1", quasi che qualche viaggiatore potesse confondersi. Ogni "1" è in due esemplari, assieme a due cartelli "vietato oltrepassare la linea gialla" e due cartelli per ciascun estremo "vietato oltrepassare il termine del marciapiede" (in due forme diverse), per un totale di almeno 8 cartelli per dire soltanto ovvietà.

Nelle stazioni più grandi (grandi per modo di dire) il diluvio di cartelli non ha fine. A Saluzzo si contano almeno 34 cartelli, tra indicazioni di binari e cartelli monitori. In un surreale loop informativo, i cartelli lunghi orizzontali alternano "vietato attraversare i binari" a "è permesso attraversare i binari sulle passerelle" (manca per fortuna il sottopassaggio, che sarebbe stato del tutto fuori scala per il tipo di servizio).

Una macchina per il rifacimento dei binari transita sulla Mortara-Casale, un sabato di maggio 2010. La linea, con l'armamento completamente rifatto, non riaprirà più dopo la chiusura dell'estate 2010. Il costo di rifacimento dell'armamento è di circa 400-500.000 €/km, tra lavori e materiali.

E intanto... sempre più piano, senza fretta. Con un armamento degli anni '90, caricato soltanto di una decina di passaggi al giorno, e dunque ancora seminuovo, la velocità massima della Ceva-Ormea è andata progressivamente diminuendo, come si evince dal grafico.

Già con questa velocità massima, nel 2007, nel caso di una partenza in ritardo, avevo misurato un tempo di percorrenza reale di esattamente 40 minuti (a fronte dei 46 programmati e dei 55 dei bus). Il sistema di sicurezza SSC, che impone un avvicinamento ai segnali ancora più lento rispetto all'SCMT, ha dato il colpo di grazia.

 

L'impressione da questi esempi è che il Gestore dell'infrastruttura, pur non avendo fatto nulla di davvero incisivo per garantire un miglioramento dell'efficacia di queste linee, e - temo - considerando la chiusura come l'obiettivo a cui tendere, si è comportato fino all'ultimo come se avesse davanti delle vacche da mungere, ben protette nell'ineccepibile recinto delle esigenze di SICUREZZA. Fino all'ultimo cartello, fino all'ultimo appalto. Tutto ciò è molto triste.


Autobus paralleli alla ferrovia e sostituzione con bus

Su molte linee chiuse esistevano autobus assolutamente paralleli alla ferrovia (es. Ceva-Ormea, Cuneo-Mondovì, Pinerolo-Torre Pellice, ...). L'osservazione di questi autobus ha generalmente evidenziato che, al di fuori di alcune ristrette fasce studentesche, essi erano mediamente più vuoti dei corrispondenti treni.

In generale la sostituzione con autobus di una corsa o relazione ferroviaria comporta sperimentalmente una significativa riduzione di utenza. Ad esempio in Lombardia la linea Brescia-Parma è stata interrotta dal 2005 al 2009 per lavori dell'Alta Velocità negli ultimi 10 km verso Parma. Questo ha provocato un crollo istantaneo del 50% degli utenti, che solo in seguito si è faticosamente e in parte recuperato (per confronto la linea Brescia-Cremona, simile e contigua, ha avuto un trend di viaggiatori sostanzialmente stabile). Questo lascia pensare che la giustificazione formale fornita dalla Regione "non lasciamo nessuno a piedi" (in quanto sono comunque previsti bus al posto dei treni) non impedirà un sensibile calo dell'utenza. I viaggiatori semplicemente andranno in auto.


Aggiornamento 2013 - In passato, sulle linee chiuse o parzialmente chiuse, di norma le ferrovie continuavano a esercitare il cosiddetto servizio sostitutivo, cioè un insieme di corse di autobus, a tariffa ferroviaria e riportate sugli stessi orari ferroviari. Con le chiusure piemontesi del 2012, si è scelta un'altra strada: la Regione non ha più chiesto a Trenitalia di effettuare alcun servizio sostitutivo e quindi le località delle linee chiuse - Saluzzo, Ormea, Castagnole, Canelli, ... - sono letteralmente scomparse dalla geografia ferroviaria italiana. Rimangono naturalmente i normali servizi bus interurbani (peraltro spesso svolti solo su relazioni parziali rispetto alla linea ferroviaria), ma anche questo dettaglio contribuisce a impoverire l'intero sistema della ferrovia.

Non c'era mercato per il treno?

Una mattina di settembre 2012 (immagine reperita sul web): da Torre Pellice partono interi plotoni di bus per Pinerolo. Proprio non c'era mercato per il treno? Che cosa è globalmente più efficiente? Tutti questi autobus o una ben più capiente elettromotrice?

 


Passeggeri

La Regione Piemonte ha dichiarato il numero di passeggeri che appare in tabella.

Linea Corse/giorno Passeggeri medi giorno feriale Passeggeri per corsa
1. Santhià-Arona 16 939 59
2. Pinerolo-Torre Pellice 21 1006 48
3. Cuneo-Saluzzo-Savigliano 22 (13 Cn-Saluzzo) 768 35
4. Cuneo-Mondovì 16 389 24
5. Ceva-Ormea 9 257 29
6. Asti-Castagnole (-Alba)
[già chiusa lato Alba]
19 467 25
7. Alessandria-Castagnole (-Alba) 16 574 36
8. Asti-Casale-Mortara
[già chiusa]
17 (13 Asti-Casale) 852 50
9. Asti-Chivasso
[già chiusa]
10 254 25
10. Novi-Tortona 10 173 17
11. Alessandria-Ovada 8 315 39
       
Già chiuse 2010/11   1106 41
Chiuse ora   4888 36
TOTALE CHIUSE   5994 37

Il numero totale di viaggiatori per linea è ovviamente modesto, ma un giudizio sulla frequentazione non può prescindere dal fatto che si tratta di linee in cui si offrono mediamente 5-8 corse per direzione. Del resto il numero medio di passeggeri per corsa mostra valori coerenti con il fatto che la maggior parte di esse era effettuata con ALn 663 singole (63 posti a sedere) o al massimo con Minuetti (Torre Pellice, 122 posti a sedere).


APPROFONDIMENTI

Elementi economici e normativi

Tram-treno, caratteristiche, pregi e costi, per evitare troppa confusione

 


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