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Märklin Classic

3162 (E.424).  Un po' di scatole di binari multicolori (verde anni '60, azzurro inizio anni '70, blu anni '70-80) fa da sfondo all'E.424 in versione navetta, che ha seguito l'evoluzione della locomotiva vera: la 292, primo esemplare trasformato, uscì d'officina nel 1986, il modello due anni più tardi. Le carrozze sono le attraenti MDVE di Lima, che alla loro comparsa nell'estate 1986 erano un compromesso tra qualità e costo decisamente azzeccato.
Märklin Classic - 3162 (E.424).

 

3142 (D.236).  Aria italiana con la D.236.002, versione FS della V36 tedesca, arrivata in Italia in soli tre esemplari e ambientabile a Savona negli anni '60. Sul secondo binario, la Bz 33.010 in castano e Isabella e un secondo esemplare riverniciato in tutto castano.
Märklin Classic - 3142 (D.236).

 

3471 (TEE RAm).  ... ed atmosfera internazionale, con il TEE olandese-svizzero RAm che precede due convogli TEE tedeschi, di cui uno al traino della BB9200 francese.
Märklin Classic - 3471 (TEE RAm).

 

Expo Verona.  Impianto rigorosamente vintage con binari M e linea aerea originale, durante la mia gita all'Expo di Verona. La locomotiva è una classicissima 3021 (V200).
Märklin Classic - Expo Verona.

 

Expo Verona.  Ambientazione portuale con la celebre gru 7051 (realmente in grado di sollevare elementi ferrosi grazie alla sua elettrocalamita) e i binari M ben "mimetizzati" nella banchina. La locomotiva diesel V36 italianizzata in 236.002 FS è una realizzazione Märklin degli anni '80.
Märklin Classic - Expo Verona.

 

Expo Carnate.  Un impianto in stile rigorosamente anni '60-70 alla consueta mostra di Carnate di dicembre 2018. In primo piano la piattaforma girevole, abbinata a due rimesse in lamierino. Sulla destra, due degli elementi di binario più complessi: lo scambio inglese e quello triplo.
Märklin Classic - Expo Carnate.

 

Expo Carnate.  Sullo stesso impianto, la stazione, totalmente elettrificata, vede una BR 103 prototipo in partenza, mentre a destra transita un treno di carrozze da 24 cm.
Märklin Classic - Expo Carnate.

 

La piattaforma girevole

Piattaforma 7186.  Primavera 2017: è arrivata la piattaforma girevole!

Si tratta di una delle pietre miliari della produzione Märklin in lamierino, rimasta a catalogo per ben 41 anni, dal 1951 al 1991 (quando venne sostituita da un nuovo modello in plastica, realizzato in collaborazione con Fleischmann). Tra l'altro, come si vede, la piattaforma è stato l'unico accessorio a mantenere sempre la terza rotaia continua, come si usava negli anni '50, anziché i consueti punti di contatto. Il motore di azionamento è nascosto nella cabina a lato del ponte, e il funzionamento è tutt'altro che banale, come andremo a vedere nelle prossime immagini.

La piattaforma girevole - Piattaforma 7186.

 

Contatti elettrici.  Cominciamo con la parte elettrica, smontando il ponte (è fissato al perno tramite una copiglia) e guardandolo da ambo i lati. Nella vista da sotto (a sinistra) si notano i collegamenti della corrente di trazione: i binari da 7 a 10 sono permanentemente collegati tra loro, mentre i binari 1-6, quelli pensati per accedere agli stalli della rimessa circolare, sono dotati di collegamento individuale. A destra, nella vista dall'alto, si notano i quattro anelli collettori (normalmente nascosti dal ponte). Dei corrispondenti pattini striscianti, montati sul ponte e che vedremo in seguito, realizzano il contatto con gli anelli. In particolare l'anello più esterno viene utilizzato per prendere la corrente di trazione da uno qualunque dei binari 7-10, alimentare il ponte e, solo se questo è allineato a uno dei binari 1-6, dare corrente al binario stesso. In questo modo le locomotive poste nella rimessa restano ferme fin tanto che il ponte non arriva al loro binario.

I tre anelli interni alimentano il meccanismo di rotazione. Più precisamente, il primo e il terzo, corrispondenti alle due spine rosse che arrivano dal quadro di comando, alimentano l'uno o l'altro avvolgimento della bobina di campo del motore, permettendo la rotazione oraria o antioraria del ponte, in base a quale dei due pulsanti rossi viene utilizzato. Il secondo anello (spina blu) serve a dare l'impulso all'elettrocalamita di avvio, che illustreremo nella prossima foto.

La piattaforma girevole - Contatti elettrici.

 

Azionamento.  Guardiamo ora il cuore del meccanismo, costituito da due apparecchi elettrici: il motore di rotazione (che è del tutto simile a un motore Märklin di locomotiva con collettore a disco) e l'elettrocalamita di avvio. In condizioni normali, il motore è isolato e dunque fermo, dato che il corrispondente contatto risulta aperto. Azionando un pulsante del quadro di comando, si dà un impulso all'elettrocalamita (attraverso la spina blu della foto precedente). Questa sposta di conseguenza la leva di azionamento nel senso della freccia e chiude il contatto, facendo partire il motore di rotazione.

I pulsanti del quadro di comando, oltre a dare (entrambi) il contatto impulsivo per l'elettrocalamita, spostano anche un ulteriore contatto basculante (stabile) che dà tensione all'uno o all'altro cavo con le spine rosse: questo fa sì che il pulsante scelto determini il verso di rotazione del motore e dunque del ponte. Rilasciando il pulsante, l'elettrocalamita non risulta più eccitata (contatto impulsivo sul quadro), ma il motore continua a girare nel verso scelto (contatto stabile). Come avviene questo? Bisogna guardare che cosa c'è sotto al ponte.

La piattaforma girevole - Azionamento.

 

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