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Ortona-Casalbordino

 Fossacesia.  Sullo sfondo del segnale di avviso di Fossacesia, transita un merci di furgoni diretto a nord. La locomotiva è la E.645.034: sette anni prima, era stata la prima E.645 di seconda serie riportata in colorazione castano e Isabella a Milano Smistamento. Ora è difficile definirla migliorata, nel bianco-verde XMPR, ma pazienza: in riva al mare rimane comunque un bel servizio merci.
Ortona-Casalbordino - Fossacesia.

 

 S.Vito-Lanciano.  Il mattino seguente, da Ortona, raggiungo subito San Vito su un'ALn 776, e nella luce caldissima dell'alba, fotografo l'incrocio con la corsa da Lanciano per Pescara.
Ortona-Casalbordino - S.Vito-Lanciano.

 

 S.Vito-Lanciano.  e da qui mi porto al rettifilo a nord, che guarda verso l'altopiano di Ortona e la punta dell'Acquabella, dove si intravede il portale della galleria Moro, con sezione per il doppio binario. Nella luce dell'alba, arriva il "Treno della Valle": ideato come servizio turistico, è l'unico treno a proseguire oltre Lanciano, fino ad Archi (negli anni precedenti arrivava fino a Villa S.Maria). Sopravviverà ancora qualche mese, fino a settembre 2006.
Ortona-Casalbordino - S.Vito-Lanciano.

 

 San Vito.  Poco dopo, a sorpresa, arriva un Lupetto, cioè il Minuetto FAS - ma in una ben più attraente colorazione rosso e argento! - allora nuovissimo e in corsa prova (ETR S03-01, ovvero ALe 502.701 SG nella marcatura RFI).
Ortona-Casalbordino - San Vito.

 

 San Vito.  Tre pezzi di ALe 582 si dirigono verso Pescara. La foto cerca di raccogliere le sensazioni di quel mare di ottobre: il sole tiepido, la lieve foschia del mattino, il robusto profilo dei massi frangiflutti in pietra chiara, il lungo rettifilo che poi curva verso la punta dell'Acquabella, sotto all'altopiano di Ortona. Il segnale che si vede di spalle è l'avviso di San Vito.
Ortona-Casalbordino - San Vito.

 

 San Vito Marina.  Ritorno in paese per la corsa delle 11.10 su Lanciano, e stavolta vi trovo l'ALe 01, splendidamente in posa sul binario di Marina, accanto al cartello e al segnale di partenza della stazione FS. Nel 2005 le ALe originali non viaggiano più su rete FS, ma si limitano alle spole San Vito-Lanciano. Il pantografo utilizzato è pertanto solo quello a strisciante largo, tipico della Sangritana (l'altro, abbassato, è a norma FS).
Ortona-Casalbordino - San Vito Marina.

 

 San Vito Trasbordo.  Il nome di questa stazione richiama inequivocabilmente il "trasbordo" delle merci dallo scartamento ordinario a quello ridotto: La ferrovia nacque infatti a scartamento ridotto 950 mm, gestita dalla FAA, Ferrovie Adriatico Appennino, e venne ricostruita a scartamento ordinario solo nell'ultimo dopoguerra. Da Marina a Trasbordo c'erano quattro rotaie: le locomotive a carrelli serie 20, a scartamento ridotto, avevano i doppi respingenti, adatti agli standard dei due scartamenti, e trainavano i carri FS a scartamento ordinario fino a qui, dove le merci venivano appunto trasbordate, e proseguivano nell'interno sui carri FAA.

Davanti al Lupetto è in sosta la 343.D32 (ex D.343.1010 FS), mentre transita un'ALn 776 bicabina.

Ortona-Casalbordino - San Vito Trasbordo.

 

 Torino di Sangro.  Con un regionale mi porto a Torino di Sangro. La posizione, non affacciata al mare, è meno interessante di San Vito, ma il classico fabbricato viaggiatori FS circondato da palme, è comunque piacevole, così come il minuscolo ma ameno lungomare. In stazione fotografo una composizione a piano ribassato (con E.646 in coda). La pilota, che da lontano lungo la costa tende ad essere fin troppo mimetica, almeno in stazione si vede bene.
Ortona-Casalbordino - Torino di Sangro.

 

 Torino di Sangro.  Un poco più a nord, il lungo ponte sul Sangro è percorso dalla E.444 con il suo bell'intercity fatto con le Tipo X nell'elegante livrea blu della lunga percorrenza. Tra l'altro il ponte stradale lì accanto è crollato, e ritornare a Fossacesia è una lunga "circumnavigazione" per la valle del Sangro, in una spettacolare lecceta a balcone sulla valle!

L'indomani, ultimo giorno di gita, rimango in zona Ortona e poi mi ciclotrasporto a Pescara, da cui rincaso in serata.

Ortona-Casalbordino - Torino di Sangro.

 

 S.Vito-Lanciano.  Arriviamo alla seconda gita, quella di novembre. Visto il meteo - che poi si aprì l'indomani - il primo giorno avevo fatto il turista ad Ancona, riuscendo persino a viaggiare su un'ALe 601, da Ancona a San Benedetto del Tronto (la bici non si sa proprio dove metterla, ma si capisce subito che è tutt'altra classe: l'elettromotrice corre via liscia liscia, non una scossa di troppo, non uno strattone; appena appena si vede la lancetta dell'amperometro che rintocca l'esclusione del reostato e poi i cinque gradini dell'indebolimento di campo, e il mezzo si adegua al servizio locale, mentre provo i divani della Le 780, signorilmente robusti).

Così arrivo a San Vito che è già buio; ma c'è il rumore del mare; e lievemente percepibile, ma preciso, il suo profumo, nel freddo della sera di novembre. Il segnale verde, giù in fondo, sembra ancora più solo, e transita un Intercity con E.656. Poi si ferma, e al volo riparte, il Lanciano-Pescara con l'ALn 776 isolata, la più bella. Scattare foto notturne a pellicola era certo un azzardo, ma stavolta tutto va per il meglio.

Ortona-Casalbordino - S.Vito-Lanciano.

 

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