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Forme antiche

Carta delle linee.  La carta mostra tutte le linee elettrificate in trifase. La maggior parte venne ovviamente rielettrificata in corrente continua. Fanno eccezione la Ceva-Ormea (de-elettrificata nel 1973), la Limone-Ventimiglia (distrutta nel 1944 e ricostruita senza elettrificazione nel 1979) e le linee chiuse (Bricherasio-Barge, Cuneo-Boves-Borgo S.Dalmazzo). Mappa dal libro "A vent'anni dal trifase", ed. Anzani, Pinerolo, 1996. Vedi anche la cronologia completa in più immagini.
Forme antiche - Carta delle linee.

 

Le locomotive.  Vista d'insieme. Vedi anche i dati tecnici di ciascun Gruppo.
Forme antiche - Le locomotive.

 

Elettromotrice trifase.  Se si escludono le due locomotive E.430 per treni merci, il sistema trifase fece il suo esordio con treni di elettromotrici, le dieci E.1/E.21 del 1901-02, in analogia con le sei elettromotrici ad accumulatori del 1898-1901 per la Milano-Monza e la Bologna-S.Felice e le ben più numerose elettromotrici a terza rotaia delle Varesine (41 unità tra il 1901 e il 1904). Nel caso della trazione trifase, esse rimasero tuttavia un caso isolato nella storia successiva, che fu caratterizzata esclusivamente dalle locomotive da treno.
Forme antiche - Elettromotrice trifase.

 

Varenna.  Qualche anno più tardi una non comune cartolina Vera Fotografia mostra un'elettromotrice E.21 - E.25 in uscita dalla galleria di Varenna, accanto al segnale di protezione a disco della stessa stazione di Varenna (situata all'altro estremo della galleria).
Forme antiche - Varenna.

 

Elettromotrice 3a rotaia.  Per confronto, due elettromotrici Varesine: l'esperimento a terza rotaia fu portato avanti dalla Rete Mediterranea (il trifase era della Rete Adriatica, i due esperimenti ad accumulatori erano uno per Rete). Benché destinate a una ferrovia che rimase sempre "minore", quasi a scala suburbana, le elettromotrici a terza rotaia fecero servizio per esattamente mezzo secolo; l'ultima generazione (E.623), una volta trasformata per l'uso con la normale linea aerea, arrivò fino ai primi anni '80. Appunto a differenza del mondo trifase, il mondo a terza rotaia delle Varesine fu sempre caratterizzato dalla predominanza delle elettromotrici sulle locomotive.
Forme antiche - Elettromotrice 3a rotaia.

 

E.550.  La più "rivoluzionaria" tra le macchine trifasi: la prima che, dal 1908, dimostrò in maniera inequivocabile l'assoluta superiorità della trazione elettrica sul vapore per i servizi merci lungo le linee di montagna (per arrivare a dimostrarne la superiorità su ogni linea e anche per i servizi più veloci sarebbero stati necessari ancora un paio di decenni). L'immagine è la scansione di una stampa originale d'epoca, verosimilmente di una foto di fabbrica della Westinghouse, gentilmente fornita da Cristina Pellegrino. I trolley non sono stati ancora montati. A sinistra, sui toni scuri (ruote) si nota l'affioramento bianco lucido dell'argento, tipico di questo genere di stampe fotografiche antiche.
Forme antiche - E.550.

 

E.550.  Il particolare ingrandito mostra la numerazione originale a quattro cifre (unità n. 68 del gruppo 0500), la targa della Società Westinghouse, la biella triangolare nella primitiva versione traforata (poi sulle E.550 venne realizzata piena) e, sulla sinistra, la struttura che copre gli anelli collettori, cioè gli anelli che collegano elettricamente il rotore del motore trifase di trazione.
Forme antiche - E.550.

 

Francobollo E.550.  Se occorre stendere un velo pietoso sulla scarsissima emissione di francobolli ferroviari italiani, non può che far piacere il ritrovare due belle viste di una E.550 addirittura in una emissione di Tuvalu, sperduto Stato polinesiano costituito da nove atolli! La numerazione antica E.550.55 a grandi cifre in bronzo non è coerente con la colorazione castano e Isabella (la macchina avrebbe dovuto essere nera), ma... si può perdonare.
Forme antiche - Francobollo E.550.

 

E.550, Albisola.  Una celebre e spettacolare fotografia, scattata ad Albisola, mostra la E.550.50 al traino di una composizione di "centoporte": è il 1916, l'anno dell'elettrificazione della Genova-Savona (dalla collezione di Gianfranco Ferro).
Forme antiche - E.550, Albisola.

 

E.330, Albisola.  Stesso luogo, stessa data, con l'altra importante macchina degli anni Dieci, la E.330 per treni viaggiatori. L'inquadratura è talmente simile alla foto precedente che qualche lettore ha pensato a un fotomontaggio, ma con buona certezza si può sostenere che si tratta di due riprese distinte, in cui è stata sostituita la locomotiva, mantenendo le stesse carrozze e il punto di scatto.
Forme antiche - E.330, Albisola.

 

E.550, E.330, Vado Ligure.  "Ritratto di famiglia" per i due gioiellini del Tecnomasio degli anni '10: la E.550 per treni merci, in produzione a partire dal 1908, e la nuovissima E.330 per treni viaggiatori da 100 km/h, consegnata nel 1914. Entrambe le macchine sono nella colorazione grigia opaca, che assicurava una resa migliore nelle foto ufficiali, senza riflessi eccessivi.
Forme antiche - E.550, E.330, Vado Ligure.

 

E.330.  Alla nuova arrivata, una delle 16 unità del Gruppo E.330, è dedicato anche il primo piano, ripreso senz'altro nella medesima occasione.
Forme antiche - E.330.

 

E.550.  L'importanza storica delle E.550 si desume anche da questa cartolina, in cui la nuova locomotiva elettrica è utilizzata come soggetto per i tradizionali "Saluti a grande velocità", insieme a tre viste della città di Genova.
Forme antiche - E.550.

 

Torino P.N.  Il sistema di elettrificazione trifase comincia a connotare anche le grandi stazioni. Torino è raggiunta nel 1917 con l'elettrificazione della linea di Pinerolo (quella ben più importante per Bussoleno e il Frejus verrà completata nel 1920) e il sistema trifase rimarrà in uso fino al maggio 1961. Negli anni '20 i binari arrivano fin sotto la tettoia ottocentesca, oggi ancora esistente ma occupata dai vari servizi di stazione.
Forme antiche - Torino P.N.

 

E.554, Santuario.  La E.554.019 è ripresa a Santuario in corsa prova nel 1928, appena uscita dal TIBB di Vado Ligure, naturalmente nella colorazione nera lucida d'anteguerra.
Forme antiche - E.554, Santuario.

 

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