Foto 17-26/73  << Pag. precedente   ^ Indice ^   Pag. successiva >>   (foto singola)

Il mare in bianco e nero

La E.645.021, riverniciata in colorazione storica e con la numerazione originale E.646.013, sosta a Taggia-Arma il 21 aprile 2001.
Il mare in bianco e nero - Taggia-Arma

 

L'E.656.481 dell'interregionale Ventimiglia - Milano percorre il "bastione" lungo il mare, all'estremitÓ orientale di San Remo, il 14 agosto 1993.
Il mare in bianco e nero - San Remo

 

L'E.656.407 arriva a San Remo accanto alle palme della passeggiata Trento e Trieste, il 21 gennaio 1993.
Il mare in bianco e nero - San Remo

 

Una domenica d'inverno, l'E.656.078 con l'interregionale del mattino per Milano entra in San Remo accanto alla celebre Passeggiata Imperatrice (6 febbraio 2000).
Il mare in bianco e nero - San Remo

 

Le automotrici ALn 663 per Cuneo sono appena partite dalla della stazione di San Remo, oggi sostituita da una fermata in galleria.
Il mare in bianco e nero - San Remo

 

Il treno merci straordinario Ventimiglia - Imperia Oneglia Ŕ effettuato dalla locomotiva storica E.626.294, a Ospedaletti, il 12 maggio 2001, quattro mesi prima della chiusura della San Lorenzo-Ospedaletti.
Il mare in bianco e nero - Ospedaletti

 

La trazione elettrica

Capitolo 2
La trazione elettrica

Di tutti gli aspetti della ferrovia, ve ne Ŕ uno in particolare per cui le FS si sono distinte fin dal loro nascere: la trazione elettrica. Nella prima metÓ del ventesimo secolo non si contano i primati italiani in questo settore: la prima fabbrica al mondo destinata specificamente alla costruzione di locomotive elettriche (Westinghouse, Vado Ligure, 1908); le rivoluzionarie elettrificazioni trifasi dei valichi alpini e appenninici negli anni '10, che per prime dimostrarono l'assoluta superioritÓ della trazione elettrica sul vapore; il primato mondiale di costruzione in serie di locomotive elettriche (448 esemplari di E.626) e di estensione della rete elettrificata (4700 km) negli anni '30; la prima locomotiva al mondo in grado di raggiungere i 120 km/h a completa aderenza (E.636, 1940); i servizi rapidi degli elettrotreni - o, pi¨ propriamente, la stessa invenzione dell'Elettrotreno - con gli ETR 200 in esercizio sulla Milano-Napoli.

E, concluso quel periodo eroico, anche le realizzazioni pi¨ mature della tecnica tradizionale sono state significative, dalle oltre mille macchine con il "rodiggio italiano" a tre carrelli su due semicasse (B0'B0'B0'), per decenni colonna portante del parco di trazione, alla nuova generazione di elettrotreni di prestigio che ha accompagnato la rinascita del paese nel dopoguerra. NÚ Ŕ da dimenticare l'avventura dell'alta velocitÓ, negli anni '60, con mezzi allora all'avanguardia in Europa, dalle ALe 601 alla Tartaruga, per finire con il Pendolino e l'invenzione dell'assetto variabile, che ha poi fatto scuola in mezza Europa.

Grazie alla vita utile estremamente lunga dei mezzi a trazione elettrica (un altro degli aspetti "ecologici" del treno, spesso sottovalutato) molte delle pi¨ gloriose locomotive elettriche ed elettromotrici delle FS sono state in servizio fino a pochi anni fa, o lo sono tuttora: nelle prossime pagine se ne vedranno alcuni esempi.


 

L'E.636.262 Ŕ in posa nello scenario solenne di Milano Centrale, il 23 marzo 1993.
La trazione elettrica - Milano Centrale

 

La locomotiva trifase E.554.078 attende la demolizione in deposito ad Alessandria, il 2 giugno 1984 (foto G. Demuru).
La trazione elettrica - Alessandria

 

E.424, Novara, 29 luglio 1995.
La trazione elettrica - Novara

 

Foto 17-26/73  << Pag. precedente   ^ Indice ^   Pag. successiva >>

[Indice analitico]   [Indice della sezione / This Section]   [Switch to English]

[Home page]