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Ferrovia Parma-Suzzara

 Nuovo! Gualtieri.  Mentre i viaggiatori salgono e scendono, si possono variare le inquadrature.
Ferrovia Parma-Suzzara - Gualtieri.

 

 Nuovo! Sorbolo.  Ora mi si presentano due possibilità: tornare a Suzzara, 17 km in 1h, oppure andare fino a Parma, 30 km in 2h05 (naturalmente rispetto ai treni per rincasare). La prima era davvero tirata, così ho scelto la seconda, che tuttavia è facile intuire fosse "un pochino provante". Cercando di dosare il passo, mi fermo a Sorbolo a prendere uno yogurt a un distributore e... chi sta ritornando verso Suzzara? Ma certo, nemmeno ci pensavo, ancora la 2463!

Mancano ancora 10 km buoni, ma arrivo infine al marciapiede della stazione di Parma alle 18.59. L'RV per Milano era alle 19.03, direi perfetto!

Ferrovia Parma-Suzzara - Sorbolo.

 

Intorno al treno

 Brescello.  Il racconto prosegue con alcune immagini di contorno alla ferrovia: la prima è questa fascinosa villa, lungo la statale 62, poco prima di entrare a Brescello, piena di elementi di interesse, dalla raffinata cancellata alle accurate decorazioni sull'intonaco ocra.
Intorno al treno - Brescello.

 

 Brescello.  In questo collage riassumo i segni più evidenti del legame di Brescello con il Mondo Piccolo cinematografico: le statue di Don Camillo e Peppone, agli angoli opposti della piazza Matteotti (sono state collocate nell'occasione del cinquantenario del primo film), e poi il Crocifisso dei film: fu realizzato appositamente per le riprese ed è stato poi donato alla parrocchia; oggi è conservato nella prima cappella laterale della chiesa di Santa Maria Nascente.
Intorno al treno - Brescello.

 

 Brescello.  Municipio e chiesa, allora come oggi, si affacciano entrambi sulla centrale piazza Matteotti. Sulla facciata del Municipio, un poster ricorda i protagonisti dell'epopea cinematografica: Giovannino Guareschi, Fernandel e Gino Cervi. La foto d'epoca della chiesa la mostra priva del protiro: esso venne infatti realizzato inizialmente in modo provvisorio come scenografia per i film e solo in seguito costruito in muratura.
Intorno al treno - Brescello.

 

 Boretto.  La chiesa parrocchiale di San Marco e il Municipio si trovano affacciati alla medesima piazza anche a Boretto. In occasione della mia visita, una 500 con targa originale di Reggio Emilia attende gli sposi fuori dal Municipio e diventa un imperdibile arricchimento delle mie foto!
Intorno al treno - Boretto.

 

 Boretto.  Boretto è il nucleo urbano costruito più a ridosso dell'argine maestro del Po: l'abside della chiesa è infatti adiacente all'argine, ovvero alla statale 62. Mentre inquadro la scena, un gruppo di ciclisti sta svoltando verso la statale: "mamma ma il signore sta facendo la foto..." "beh allora sorridi!".
Intorno al treno - Boretto.

 

Mondo Piccolo

Don Camillo (1952). Concludo il racconto con cinque sequenze di fotogrammi tratti dalle parti più "ferroviarie" dei film di Don Camillo. Ho scelto di montare i fotogrammi come fossero una vera pellicola 35 mm; in verità non è del tutto banale azzeccare quella giusta perché nel corso degli anni se ne sono succeduti innumerevoli tipi, tra posizione della colonna sonora, rapporto di aspetto del fotogramma, colore della pellicola intorno alle perforazioni... Per il primo film del 1952, il fotogramma dovrebbe essere nel cosiddetto Academy Standard, ovvero di dimensioni 22x16 mm (rapporto d'aspetto di 1,375:1), con una banda nera di 3 mm tra i fotogrammi.

Dal primo film, scelgo la sequenza finale in cui Don Camillo deve lasciare Brescello, trasferito in un paesino dell'Appennino. Si vede l'arrivo del treno, inequivocabilmente a Brescello, con il "comitato di saluto"; il treno è composto da carrozze a due assi della Società Veneta, ma Don Camillo è a bordo di una Centoporte di terza classe tipo FS.

Mondo Piccolo - Don Camillo

 

Don Camillo e l'onorevole Peppone (1955). La ferrovia compare anche nelle ultime scene del terzo film, quando Peppone, eletto senatore, deve partire per Roma, ma poi cambia idea e scende dal treno alla fermata successiva, cioè a Boretto. A Brescello arriva la locomotiva SV 240, originale della linea, costruita nel 1883 da Henschel come n. 1 "Spezia" (Wikipedia). Le carrozze a terrazzini sono anch'esse della Società Veneta, correttamente di terza classe (il film è del 1955 e la terza classe verrà abolita in tutta Europa nel giugno 1956) e di una si legge la marcatura A.C.533. La torre dell'acqua di Boretto esiste ancora oggi, anche se si è persa la scritta con il nome della località.
Mondo Piccolo - Don Camillo e l'onorevole Peppone

 

Don Camillo e l'onorevole Peppone (1955). La sequenza continua con Peppone che a sorpresa scende dal treno a Boretto e il film si conclude con i due protagonisti che si inseguono ironicamente lungo l'argine maestro del Po che, come abbiamo visto, passa proprio alle spalle della chiesa di San Marco, in un contesto rimasto ancor oggi sorprendentemente immutato: anche il traliccio dell'elettrodotto che scavalca il fiume esiste ancora oggi, così come la costruzione al suo fianco, connessa alle prese d'acqua del canale di bonifica. In coda al treno si distingue un carro merci a pianale, con un carico coperto da un telone.
Mondo Piccolo - Don Camillo e l'onorevole Peppone

 

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