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Quadri di Francesco Dall'Armi

Treno Azzurro.  Si tratta del celeberrimo Rapido Milano-Napoli che, nei primi anni '60, ricevette una colorazione specifica basata sulle tinte blu e celeste. La locomotiva è una delle E.646 di prima serie, in particolare la 013 (poi trasformata in E.645.021 per servizi merci, che ha concluso la carriera proprio nella storica colorazione verde magnolia). A centro treno si notano le tre carrozze Pullman e ristorante della CIWL. Il paesaggio toscano è di fantasia, ma rappresenta naturalmente la vecchia linea Firenze-Roma.

Il quadro è stato scelto per apparire sulla copertina del libro di Claudio Vianini e Stefano Zicche "Composizioni ferroviarie anni '60" (2019).

Quadri di Francesco Dall'Armi - Treno Azzurro.

 

Ritratto di famiglia.  Completata, a metà degli anni '60, l'immissione in servizio delle E.646, le E.428 perdettero il ruolo di ammiraglie della flotta FS in corrente continua. Vennero destinate ai servizi minori (merci e treni locali), la loro velocità massima venne ridotta da 130 a 100 km/h e nel 1968 il deposito di Milano Centrale perse tutte le unità precedentemente assegnate. Nonostante ciò, in questo impianto la loro presenza continuò ad essere regolare ancora per molti anni e il dipinto ne raffigura tre unità, una per ciascuna serie costruttiva, in sosta attorno al 1970, come si può dedurre dall'assenza dei captatori per la ripetizione dei segnali e dalla presenza del corrimano orizzontale sulle unità aerodinamiche.
Quadri di Francesco Dall'Armi - Ritratto di famiglia.

 

Primavera lomellina.  Arriviamo in Lomellina, dove un'automotrice ALn 773 (OM, 1956-1962) con il suo rimorchio Ln 664 effettua un servizio locale tra risaie e filari di pioppi. Il segnale di protezione di seconda categoria (il "2" sull'ala) è relativo a una stazione evidentemente nascosta dietro al treno.
Quadri di Francesco Dall'Armi - Primavera lomellina.

 

Vapore in Brianza.  Le 940 del deposito di Lecco, nella prima metà degli anni '70, furono le protagoniste degli ultimi merci a vapore sulla linea di Como, una tratta che, correndo a ridosso delle Prealpi, offriva scorsi paesaggisticamente molto suggestivi, come in questo dipinto caratterizzato dalla inconfondibile cresta del monte Resegone. La 006 (Officine Meccaniche di Napoli, 1922) è stata proprio l'ultima 940 a svolgere servizio a Lecco, trasferita poi nel 1980 in Centro Italia, dove avrebbe conosciuto una nuova stagione al traino di treni turistici.
Quadri di Francesco Dall'Armi - Vapore in Brianza.

 

Nuovo! Tram a Nova Milanese.  
Quadri di Francesco Dall'Armi - Tram a Nova Milanese.

 

L'Angelus.  Il suggestivo dipinto dei contadini raccolti in preghiera sul calar del giorno, che il pittore francese Jean-François Millet ha mirabilmente ritratto nel 1858, e che è oggi esposto al Musée D'Orsay a Parigi, è qui riproposto con l'aggiunta di un treno a vapore sullo sfondo, coerente con l'epoca e il contesto ambientale.

Il convoglio, la cui presenza vuole essere discreta per non togliere importanza al soggetto principale, è rimorchiato da una locomotiva che dalla sagoma possiamo identificare come una delle 12 macchine di rodiggio 2B costruite in Inghilterra da Cockerill tra il 1853 e il 1860 per conto delle SFSP, le Strade Ferrate dello Stato Piemontese, società che, dopo l'Unità d'Italia, confluì nella SFAI (Società Ferrovie Alta Italia). Con il successivo avvento della Rete Mediterranea, nel 1885, queste locomotive andarono a costituire il gruppo 2000, ed infine le superstiti giunsero nel 1905 alle FS, dove furono classificate nel gruppo 499. Nella loro lunga carriera cambiarono quindi quattro proprietari, ma il loro campo d'azione restò confinato tra il Piemonte e la Liguria. E proprio nello scenario della campagna piemontese si può collocare questa versione dell'Angelus.

Quadri di Francesco Dall'Armi - L'Angelus.

 

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