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Locomotive a vapore con tender separato


Locomotive a vapore con tender separato - Gr. 746 Walschaerts
Gr. 746 Walschaerts (1922-27, 50 unità). Le 746 appartengono all'ultima generazione di macchine a vapore italiane, prima del definitivo abbandono di nuove progettazioni, in favore della trazione elettrica. Con quattro assi accoppiati e ruote di grande diametro ottenevano un buon mix di potenza e velocità (1280 kW e 100 km/h) mantenendo un carico assiale di appena 16,5 t, necessario a garantire la circolazione nel maggior numero possibile di linee. Ne sopravvivono due unità, la 031 a Pietrarsa e la 038, conservata per molti anni nelle Officine di Verona Porta Vescovo e ora a Pistoia.

 


Locomotive a vapore con tender separato - Gr. 746 Caprotti
Gr. 746 Caprotti (1922-27, 10 unità). Dieci unità 746 vennero realizzate con distribuzione a valvole secondo il sistema Caprotti, che garantiva un miglior rendimento energetico. Dal punto di vista estetico, il biellismo Caprotti si presenta molto più semplice, con la sola biella motrice, dato che mancano tutte le bielle legate alla normale distribuzione Walschaerts.

 


Locomotive a vapore con tender separato - Gr. 744
Gr. 744 (1927, 25 unità). Con la seconda metà degli anni '20 si conclude la progettazione ex-novo di locomotive a vapore per le FS. Da lì in poi vennero realizzate solo ricostruzioni e adattamenti, che abbiamo già incontrato - segnatamente Franco-Crosti e Caprotti. L'ultimo Gruppo a vapore delle FS fu pertanto costituito dai 50 esemplari di 744, una edizione migliorata delle 745, ora con normali cilindri esterni, anziché interni. Le prime 25 avevano la tradizionale distribuzione Walschaerts e in particolare l'unità 024, oggetto del nostro disegno, venne dotata nel 1956 di un eiettore Giesl, che si distingueva soprattutto per l'insolito fumaiolo a sezione fortemente ovale, anziché circolare.

 


Locomotive a vapore con tender separato - Gr. 744 Caprotti
Gr. 744 Caprotti (1928, 25 unità). Le altre 25 unità furono fin dall'origine dotate di distribuzione Caprotti, in linea con le tendenze tecniche della fine degli anni '20.

 


Locomotive a vapore con tender separato - Gr. 691
Gr. 691 (1928-31, 33 unità). Nel 1911-14 vennero realizzate in 33 esemplari le prime e uniche locomotive "Pacific" - cioè di rodiggio 2'C1 - delle FS, classificate nel Gruppo 690. Penalizzate dall'elevato carico assiale, che ne limitava la circolazione alle linee principali, e da prestazioni non del tutto soddisfacenti, le 690 vennero rimaneggiate già al principio degli anni '30, tra l'altro con l'installazione di un preriscaldatore Knorr (visibile alla sinistra del fumaiolo), ottenendo il nuovo Gruppo 691; ora con buone prestazioni, le 691 rimasero in servizio soprattutto sulla Milano-Venezia fino alla sua elettrificazione (1957). L'unico esemplare sopravvissuto, la 691.022, è conservata al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano.

 


Locomotive a vapore con tender separato - A.691.026
A.691.026 (1938, esemplare unico). Se la carenatura delle 683 era principalmente dovuta alla necessità di occultare i preriscaldatori Franco-Crosti, la carenatura applicata nel 1939 alla 691.026 poteva essere giustificata solo con i benefici aerodinamici, che in realtà diventano solitamente rilevanti oltre i 120 km/h, proprio la massima velocità ammessa per tutte le carrozze FS anteguerra! Ma la passione aerodinamica era un aspetto tipico degli anni Trenta, e la A.691.026 (A sta appunto per Aerodinamica) può essere considerata come un interessante prodotto di quella moda, impreziosito anche dal grande monogramma FS dipinto di rosso sulla fiancata. La carenatura tuttavia complicava parecchio le ordinarie operazioni di manutenzione, e pochi anni più tardi venne rimossa.

 


Locomotive a vapore con tender separato - Gr. 736
Gr. 736 (1940-43, 243 unità). La seconda guerra mondiale ha portato in Italia un cospicuo numero delle celebri locomotive da guerra statunitensi USATC S160, immediatamente distinguibili dalle macchine italiane per tutti i dettagli di chiara foggia americana, dalla caldaia alla cabina, dal biellismo al duomo. Al termine della guerra hanno avuto un ruolo chiave nel trainare i primi treni durante gli anni della ricostruzione, quando la maggior parte delle macchine FS era fuori uso in attesa di riparazione. Varie unità sono state adattate per l'alimentazione a nafta anziché a carbone. Hanno concluso la carriera attiva entro l'inizio degli anni '60, ma alcune macchine sono state reimpiegate negli anni seguenti come generatori fissi di vapore nei depositi.

L'autore ha fotografato l'unità 114 accantonata a Verona nel 1979.


 

Locotender


Locotender - Gr. 851
Gr. 851 (1898-1911, 207 unità). Progettate dalla Rete Adriatica per il servizio di linea sulle ferrovie appenniniche e costruite anche dopo la nascita delle FS, le locomotive del Gruppo 851, a partire dagli anni '20, diventarono classiche macchine da manovra, insieme alle 835 (che derivavano invece dalla Rete Mediterranea). Rimasero in servizio fino agli anni '60. Anche grazie alle piccole dimensioni, circa una dozzina di macchine è sopravvissuta e usata come locomotiva monumento.

 


Locotender - Gr. 870
Gr. 870 (1903-11, 168 unità). Sono una versione di minore potenza delle 851, realizzate negli ultimi anni della Rete Adriatica, e poi sotto la gestione FS. Hanno la particolarità di essere state utilizzate anche presso reti in concessione: sin da nuove, dalla Società Veneta per la Valsugana, dalla SIFT per la Cremona-Fidenza, e sulla Bergamo-Clusone, e poi, come macchine di seconda mano, sulla Mantova-Peschiera e presso le Ferrovie del Sud Est, dove sono arrivate agli anni '60.

 


Locotender - Gr. 910
Gr. 910 (1905-07, 54 unità). Le locomotive di questo Gruppo vennero sviluppate dalla terza delle grandi reti nate con le convenzioni del 1885. La Rete Sicula le progettò infatti principalmente per la Messina-Palermo. Il rodiggio simmetrico permetteva di marciare senza limitazioni in entrambe le direzioni. Il motore era a doppia espansione, con il cilindro ad alta pressione dal lato sinistro (cioè a destra nella vista frontale) e quello a bassa pressione, di sezione maggiore, dell'altro lato. Costruite quando ormai si erano istituite le FS, le 910 furono in realtà utilizzate nel continente: divennero tipiche soprattutto dell'area di Milano e rimasero in servizio fino ai primi anni del secondo dopoguerra.

L'autore ha fotografato l'unità 001, unica sopravvissuta, accantonata a Merano nel 1978, prima che venisse trasferita a Pietrarsa, dove si trova tuttora.


 

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