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Märklin 346/3 J.  A differenza delle carrozze da 24 cm, che utilizzano la plastica per alcuni dettagli (fiancate dei carrelli, intercomunicanti e, nella successiva evoluzione, finestrini e arredi interni), le carrozze a carrelli degli anni '50 sono rigorosamente tutte in metallo: più precisamente, le fiancate dei carrelli sono in pressofusione, i respingenti sono i classici torniti, mentre il resto - proprio tutto! - è in lamierino, smaltato, tranciato e piegato.

Nei riquadri vediamo vari dettagli della carrozza aperta, comprese le linguette di fissaggio degli elementi (che trattengono anche la striscia di cellofan dei finestrini, unico elemento ovviamente non metallico). Sul carrello, la linguetta all'estremità opposta al gancio serve per fissare il pattino per l'illuminazione interna. Nell'evoluzione successiva si manterrà il carrello con le fiancate articolate (si intuisce l'articolazione nell'ultimo riquadro, osservando che la fiancata è inclinata rispetto al telaio); si perderà invece l'articolazione tra carrello e gancio, realizzando quest'ultimo solidale al telaio del carrello, senza più la molla di allineamento. Infine una copiglia sostituirà la vite di fissaggio alla cassa.

Evoluzione - Märklin 346/3 J.

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