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I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50

Carrozze passeggeri.  La carrozza letti mostra un'ultima sorpresa: l'illuminazione interna! Una lunga lampadina longitudinale è alimentata da due pulsanti molleggiati, striscianti sulle rotaie, uno per carrello. L'immagine mostra anche chiaramente la struttura costruttiva, simile a quella dei modelli attuali: cassa e telaio sono due differenti pezzi in fusione metallica, assemblati con viti. I carrelli portano il gancio a occhiello (rivettato per permettere una piccola rotazione) e sono collegati da una molla che aiuta a tenerli allineati (oggi questa molla è del tutto scomparsa). Il cellofan originale dei finestrini è andato perduto: nella carrozza letti era satinato, per diffondere meglio la luce interna (per lo stesso scopo il telaio appare dipinto di bianco), mentre nelle altre carrozze era trasparente.
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Carrozze passeggeri.

 

Carrozze passeggeri.  E oltre sessant'anni più tardi... la lampadina funziona ancora! Ecco l'effetto dell'illuminazione interna sulla carrozza letti. Ovviamente, dato che la carrozza monta ancora i pulsanti di presa corrente dalle rotaie, per accendere la luce su un binario Märklin ho realizzato un apposito collegamento volante a uno de pulsanti.
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Carrozze passeggeri.

 

I treni FAGE a scartamento 22 mm

Locomotiva.  Raccontare dei modelli CO.MO.G.E. mi ha fatto venir voglia di proseguire, così ho recuperato dall'armadio qualcosa di ancora più singolare: non più normale H0, ma un inconsueto scartamento di 22 mm, locomotiva in pressofusione di zama, carri merci con telaio in fusione e cassa in lamierino, binari in lamiera piegata. Sotto un carro avevo scritto una data del 2002, ovviamente l'anno in cui l'ho avuto in mano: penso l'avesse recuperato mio padre, non so proprio dove. La marcatura "FS Italia" sul carro non lascia dubbi sull'origine italiana, ma non è stato banale capire quale fosse la marca, mancando qualsiasi scritta.

Mi è venuta in aiuto una lettera dell'esperto modellista Pietro Merlo pubblicata sulla rivista iTreni: Si tratta di treni FAGE, Fabbrica Artigiana Giocattoli Elettrici, risalenti alla fine degli anni Quaranta.

Ulteriori informazioni: cuccioloazzurro.com e ferramatori.it.

I treni FAGE a scartamento 22 mm - Locomotiva.

 

Locomotiva.  Il confronto con una quasi coeva carrozza Märklin in lamierino - l'intramontabile articolo 4000 - dà un'idea delle dimensioni generose dei treni FAGE: la scala è identificata come S e lo scartamento, per l'esattezza, è di 22,5 mm. L'osservazione della cassa della locomotiva mostra anche un livello di conservazione più precario di quella CO.MO.G.E.: non siamo certamente alla disgregazione della zinkpest ma la fusione metallica mostra cretti, deformazioni e perdita degli strati superficiali.
I treni FAGE a scartamento 22 mm - Locomotiva.

 

Locomotiva.  Apriamo dunque la macchina e vediamo come è fatta dentro. Anche in questo caso si fa largo uso di viti (biellismo incluso) ma vi sono importanti differenze rispetto alla macchina CO.MO.G.E.: dal punto di vista strutturale, il telaio non è in metallo fresato ma in robusta lamiera tranciata; dal punto di vista del funzionamento, il motore non è a magnete permanente ma a bobina di campo, esattamente come i modelli Märklin. Questo significa che può essere alimentato anche a corrente alternata, ma che l'inversione di marcia non può essere ottenuta per semplice inversione di polarità: bisogna alimentare l'uno o l'altro degli avvolgimenti della bobina di campo. Come noto, nella tradizione Märklin questo è ottenuto con un relè azionato dalla sovratensione a 24 V: una tecnologia sicuramente troppo complessa per la FAGE, che ha scelto invece una semplice levetta di commutazione manuale (sporgente da una fessura della cassa, a modello montato). La levetta alimenta l'uno o l'altro dei due fili gialli, determinando il verso del campo magnetico dello statore e quindi la direzione di marcia.

La presa di corrente è affidata a rustici fili metallici striscianti sui cerchioni (soluzione che rimarrà comune negli anni a venire) e le spazzole non hanno il "tappo" ma sono tenute in posizione da mollette (anche questa è stata una soluzione del tutto abituale per Märklin, ma anche per Rivarossi). La plastica stampata è utilizzata soltanto per i centri ruota, mentre il disco (marrone) su cui sono montati i portaspazzole è un classico isolante elettrotecnico. Forse per eccessivo scrupolo nella circolazione in curva, le ruote dell'asse centrale sono sprovviste di bordino.

I treni FAGE a scartamento 22 mm - Locomotiva.

 

Locomotiva.  La vista frontale evidenzia ancor meglio la struttura costruttiva, con le due fiancate del telaio realizzate in lamiera tranciata, tenuta in posizione da tiranti avvitati: una soluzione tutto sommato assai più simile alla locomotiva vera, rispetto al telaio pieno in fusione metallica ancor oggi normalmente utilizzato nel modellismo. Sono invece in fusione i due blocchi cilindri. Per semplicità, la trasmissione a ingranaggi aziona solo l'asse posteriore: gli altri assi sono trascinati dalle bielle di accoppiamento, come al vero.

Sulla cassa, i respingenti sono in metallo bianco tornito, un po' più spartani che nei modelli CO.MO.G.E. e i fanali sono imitati solo da un tocco di vernice bianca, senza illuminazione. In quanto alle sembianze della loco, va detto che, pur ravvisando alla lontana una qualche forma "tedesca", questa è nettamente opera di fantasia.

I treni FAGE a scartamento 22 mm - Locomotiva.

 

Carri merce.  Veniamo ai due carri: essi sono accomunati dall'utilizzo del medesimo telaio in fusione (probabilmente di alluminio, con uno stato di conservazione ottimale, nettamente migliore di quello della locomotiva). Il primo carro è poi caricato con listelli di vero legno, tenuti in posizione da stanti in lamierino, uniti da molle. Il secondo, simile al modello CO.MO.G.E., ha però le sponde realizzate in lamierino smaltato, anziché in fusione. I ganci sono del comune tipo ad occhiello, un po' più piccoli del CO.MO.G.E. (nonostante la scala maggiore).
I treni FAGE a scartamento 22 mm - Carri merce.

 

Carri merce.  Primo piano sulle iscrizioni del carro: la dicitura FS Italia non lasciava dubbi sull'origine del modello, ancor prima di scoprirne la marca. Le ruote sono montate come sul modello CO.MO.G.E. più antico, cioè con l'asse calettato rigidamente nella boccola: se ne vede infatti la testa.
I treni FAGE a scartamento 22 mm - Carri merce.

 

Carri merce.  La vista dal basso mostra la struttura classica dei ganci a occhiello, con la molla che ne garantisce l'allineamento. Le ruote sono l'unico elemento di plastica del modello: realizzate nella forma di due semiassi che ruotano sull'asse vero e proprio, fisso (il filo metallico verde sembra fare da distanziale).

Il binario è tutto metallico, in lamierino tranciato e piegato, sia per le traverse, sia per le rotaie. Come d'uso tipicamente nella scala 0 degli anni '30, le traverse sono solo tre per binario (addirittura due soltanto per i rettifili). L'isolamento tra le due rotaie è garantito da un inserto di cartone tra rotaia e traversa. I binari sono ancora perfettamente efficienti e la locomotiva è in grado di viaggiarvi anche adesso, almeno 70 anni dopo la sua costruzione.

I treni FAGE a scartamento 22 mm - Carri merce.

 

Evoluzione

Märklin 4000 e Fleischmann.  Il nostro excursus sull'evoluzione tecnologica del modellismo ci fa esplorare il passaggio dal lamierino alla plastica, cominciando da due vetture quasi identiche: l'intramontabile 4000 di Märklin, rimasta a catalogo per 24 anni, dal 1957 al 1980, e una pressoché gemella di Fleischmann: la prima acquistata nel 2008 ai soliti mercatini, la seconda che proveniva sempre da mia zia, come il treno CO.MO.G.E. Il cellofan ai finestrini è un'aggiunta mia: entrambe nascevano con i finestrini semplicemente traforati.

La tecnologia del lamierino si è sempre accompagnata a una decorazione impeccabile: bella verniciatura semilucida e iscrizioni nitide e dettagliate, in più colori: nero, giallo e bianco, più il rosso della dicitura "Fumatori" sulla Fleischmann, coerentemente al vero. Quest'ultima vince anche sulla precisione della marcatura: 12140 NUR (Compartimento di Norimberga) è una numerazione realistica, mentre Märklin riporta come marcatura il proprio numero di catalogo, 327/1 (numerazione originale a 3 cifre, usata fino al 1956 - un'altra piccola singolarità, perché la carrozza compare a catalogo solo dal 1957, e già con il numero 4000 a quattro cifre).

Evoluzione - Märklin 4000 e Fleischmann.

 

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