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Evoluzione

Märklin 4000 e Fleischmann.  La vista dal basso, oltre a mostrare i dettagli di ganci e telaio, rivelano una inaspettata sorpresa "storica": mentre il Märklin riporta un tradizionale "Made in Germany", il Fleischmann reca una singolarissima dicitura "Made in U.S. Zone Germany", ovvero nella zona della Germania amministrata dagli Stati Uniti al termine della Seconda Guerra Mondiale! Questo dovrebbe permettere di datare il modello entro il 1949, anno di fondazione della Repubblica Federale Tedesca (Wikipedia).
Evoluzione - Märklin 4000 e Fleischmann.

 

Märklin 4005.  La tipica centoporte prussiana a tre assi è un modello un po' più complesso della spartana 4000, e sfrutta abilmente sia il lamierino sia la plastica per ottenere un ottimo risultato, soprattutto se si tiene conto che compare a catalogo ancora prima dell'altra, nel 1951! Nata come 330/2 (la 330/1 era quella senza garitta del frenatore), resterà a catalogo fino all'inizio degli anni '80. Va detto che questo esemplare, essendo già munito di gancio Relex, non è una delle prime produzioni.

Le fiancate della cassa sono dunque in lamierino - con iscrizioni in quattro colori - mentre le testate e la garitta sono in plastica. Anche nella parte bassa convivono plastica e metallo, rispettivamente per le balestre/boccole e per i ceppi dei freni.

Evoluzione - Märklin 4005.

 

Märklin 4005.  La carrozza è scomposta nelle sue parti principali: da sinistra, il tetto (plastica); cassa e telaio (unione di cinque pezzi principali: le due fiancate della cassa in lamierino, le due testate in plastica e il telaio con riproduzione delle boccole in plastica); il complesso dei predellini in lamierino; infine il telaio vero e proprio, anch'esso in lamierino, su cui è avvitata la lampadina dell'illuminazione interna. L'asse centrale è montato su un telaietto a parte, che garantisce un'ampia escursione trasversale.
Evoluzione - Märklin 4005.

 

Märklin 4005.  Nell'immagine in alto si vedono gli assi estremi, ruotanti come di consueto nel telaio in lamierino, e soprattutto l'illuminazione interna 7074, costituita dal pattino, nella forma corta tipica degli anni '50 e dal portalampada a vite con lampadina. Questa illuminazione, prodotta dal 1953 al 1997, cioè per ben 45 anni, si colloca nelle prime posizioni per longevità tra gli articoli Märklin (il pattino corto rimarrà in produzione così a lungo solo per questo articolo).

L'immagine in basso mostra la cassa aperta: le linguette delle fiancate in lamierino tengono in posizione la striscia di cellofan dei finestrini (uno dei vantaggi del lamierino, rispetto alla plastica, è proprio lo spessore sottile, che permette di ottenere i finestrini "a filo" anche con semplice cellofan).

Evoluzione - Märklin 4005.

 

Märklin 4510.  Il carro con botti per trasporto vino appartiene alla serie 4500, ovvero ai carri merci di tipo economico, prodotti dall'inizio degli anni '50 e progressivamente sostituiti dalle riedizioni in plastica della serie 4400 a partire dal 1975. Nei carri della serie 4500 il telaio era unificato, in lamierino, da 10 cm di lunghezza, mentre la differente sovrastruttura era normalmente realizzata in plastica. Le iscrizioni erano assai semplici: "308" è semplicemente il numero di catalogo d'origine.

L'assenza di ganci Relex colloca questo esemplare negli anni '50, ma una piccola sorpresa arriva dal sottocassa: la decalcomania del celebre negozio di giocattoli Noè, in via Manzoni a Milano (che chiuse poi l'attività verso il 1985): come mi ha detto chi me lo ha venduto "vale la pena di comprarlo anche solo per questa scritta".

Evoluzione - Märklin 4510.

 

Märklin 346/3 J.  Se fino ad ora, con i carri merci o con carrozze di tipo antiquato come le centoporte prussiane, si è sempre vista una commistione tra plastica e metallo, è con le moderne carrozze a carrelli che la tecnologia del lamierino - tin plate - produce i risultati migliori e diventa uno dei simboli di Märklin. Guardiamo dunque i modelli 346/3 J e 346/5 (4011 e 4013 nella numerazione a quattro cifre), ovvero la vettura letti blu della CIWL e il postale verde. Compaiono a catalogo rispettivamente nel 1951 e 1952, insieme alle vetture ristorante e letti della DSG (rosse), al bagagliaio (verde) e alla carrozza di prima classe (sia verde, sia blu) e resteranno in produzione solo fino al 1957, rese rapidamente obsolete dalle nuove vetture unificate (equivalenti alle Tipo X italiane) introdotte dal 1958 e comunemente note come le carrozze da 24 cm.
Evoluzione - Märklin 346/3 J.

 

Märklin 346/3 J.  A differenza delle carrozze da 24 cm, che utilizzano la plastica per alcuni dettagli (fiancate dei carrelli, intercomunicanti e, nella successiva evoluzione, finestrini e arredi interni), le carrozze a carrelli degli anni '50 sono rigorosamente tutte in metallo: più precisamente, le fiancate dei carrelli sono in pressofusione, i respingenti sono i classici torniti, mentre il resto - proprio tutto! - è in lamierino, smaltato, tranciato e piegato.

Nei riquadri vediamo vari dettagli della carrozza aperta, comprese le linguette di fissaggio degli elementi (che trattengono anche la striscia di cellofan dei finestrini, unico elemento ovviamente non metallico). Sul carrello, la linguetta all'estremità opposta al gancio serve per fissare il pattino per l'illuminazione interna. Nell'evoluzione successiva si manterrà il carrello con le fiancate articolate (si intuisce l'articolazione nell'ultimo riquadro, osservando che la fiancata è inclinata rispetto al telaio); si perderà invece l'articolazione tra carrello e gancio, realizzando quest'ultimo solidale al telaio del carrello, senza più la molla di allineamento. Infine una copiglia sostituirà la vite di fissaggio alla cassa.

Evoluzione - Märklin 346/3 J.

 

Märklin 4063.  L'epoca d'oro delle carrozze in lamierino da 24 cm, introdotte dal 1958, va dalla metà degli anni '60 (con l'introduzione delle splendide carrozze TEE, nel 1966) alla metà degli anni '70 (a seguito della nascita delle carrozze da 27 cm, in plastica, nel 1972). E' pertanto particolarmente appropriato scegliere di rappresentarle con la 4063, cioè la Tipo X italiana in grigio ardesia, prodotta dal 1972 al 1976: un magico sogno di allora che si è tradotto in realtà quando l'ho acquistata su ebay quarant'anni più tardi, nel 2017, a "soli" 160 euro, nemmeno un'esagerazione vista la sua rarità.

Anche se alcuni dettagli - in particolare le porte a battente - ripetono la versione tedesca, la decorazione è impeccabile, e in particolare questo esemplare sembra davvero nuovo di fabbrica.

Evoluzione - Märklin 4063.

 

Märklin 4063.  Il dettaglio mostra la qualità delle iscrizioni raggiunta con la tecnologia del lamierino (ad essere precisi la cassa avrebbe dovuto essere tutta grigia, il bordo inferiore nero è per assonanza alla versione tedesca).
Evoluzione - Märklin 4063.

 

Pocher CIWL.  Se Märklin diventa il simbolo della produzione metallica, gli anni '60 portano allo sviluppo di tecnologie sempre più raffinate nello stampaggio della plastica. Rivarossi ne è l'esempio migliore, ma la nostra antologia dedica un posto alla ditta torinese Pocher (Wikipedia) con questa carrozza letti, ricca di soluzioni interessanti.
Evoluzione - Pocher CIWL.

 

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