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I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50

Treno merci.  La locomotiva traina due carri merci. Quello caricato con un'autovettura è di produzione più antica, probabilmente dei primissimi anni '50, l'altro è invece coevo con la locomotiva e le carrozze. Tra poco ne esamineremo le differenze costruttive. Entrambi i carri sono in fusione metallica; anche la cassa di quello a sponde è in fusione: nei miei modelli CO.MO.G.E. la tecnologia del lamierino non risulta mai utilizzata. La Wikipedia menziona anche un brevetto del 1949 relativo a un "Pianale in lega leggera fusa, per l'applicazione di differenti tipi di cassa, per la costituzione di vagoncini per merci in impianti ferroviari in miniatura" e questi carri utilizzano proprio quel concetto di pianale modulare: i due pianali in verità non sono identici, appunto perché risalenti ad anni diversi, ma l'altro carro (rotto) che posseggo, anch'esso caricato di un'autovettura, utilizza il medesimo pianale del carro a sponde.
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Treno merci.

 

Locomotiva 4000.  Liberando la sovrastruttura, trattenuta da viti, appare il robusto cuore della macchina: un telaio metallico (che credo sia ottenuto per fresatura) ospita un motore per corrente continua, con statore a magnete permanente, ovvero una semplice calamita toroidale. Le spazzole sono trattenute all'interno delle loro sedi da un "tappo" avvitato (in foto è presente il tappo di sinistra e omesso quello di destra). Il montaggio fa ampio uso di viti: anche il biellismo e persino gli ingranaggi sono tutti trattenuti da viti. Il biellismo del lato sinistro è però andato perduto.

Pochi elementi in plastica hanno il ruolo di isolanti: una corona sul mozzo delle ruote destre, la piastra portaspazzole, il supporto della vite tra primo e secondo asse, che fa da connessione principale dell'impianto elettrico: vi convergono infatti l'alimentazione delle lampadine e del motore, e il filo rosso che poi io ho collegato al pattino (filo giallo). In origine la corrente era presa da due pulsanti molleggiati, striscianti sulle rotaie, montati dietro il terzo asse. Il gancio anteriore è un semplice uncino, quello posteriore, solidale alla sovrastruttura, è invece del tipo a occhiello, come sul materiale rimorchiato.

I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Locomotiva 4000.

 

Carri merce.  I due carri, simili come impostazione, differiscono in alcuni dettagli tecnici, che si sono evoluti nella produzione CO.MO.G.E. Il carro più antico, a sinistra, oltre a respingenti un po' più tozzi, mostra un gancio manuale che riproduce il gancio reale, in modo semplificato ma anche assai evocativo. Il carro a destra, al pari di tutto il resto della mia collezione, utilizza un gancio a occhiello, di dimensioni più grandi ma dal funzionamento del tutto analogo ai ganci a occhiello che diventeranno di uso universale nei decenni seguenti.

Inoltre il carro di destra usa assi con ruote come siamo abituati a vederle, cioè con l'asse solidale alla ruota e tenuto fermo dalla boccola. Questa però, in pressofusione, non può contare per il montaggio sull'elasticità di un telaio in plastica o in lamierino (come nei modelli tradizionali Märklin), e utilizza quindi una minuscola vite tarabile, di cui si vede chiaramente l'intaglio, che blocca l'asse lasciandogli il giusto gioco. Inoltre il cerchione è realizzato in lamierino sagomato: una soluzione molto economica che poi cadrà in disuso. Nel carro più antico invece il cerchione è in metallo tornito, ma l'asse è solidale con la boccola, su cui è calettato, e la ruota gli gira attorno grazie a un cilindro cavo. Notiamo infine la raffinatezza delle scritte realizzate con decalcomania, che tra l'altro connotano inequivocabilmente l'origine italiana del modello.
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Carri merce.

 

Locomotiva 4000.  Il primo piano della locomotiva mostra la cabina di aspetto "tedesco" (ma con la curiosa decalcomania "FS"!), la scritta CO.MO.G.E ricavata nella fusione, la trasmissione a ingranaggi, la cura del biellismo, con l'incavo della biella motrice addirittura verniciato, il gancio a occhiello dal lato posteriore, accoppiato a una carrozza passeggeri.

Il dettaglio del carro con l'autovettura mostra il gancio manuale e soprattutto la raffinata decalcomania di fabbrica: la città di Milano fa probabilmente riferimento alla sede della ditta (per vari anni lo stabilimento fu a Bollate), mentre Como è forse menzionato per assonanza con la parte iniziale dell'acronimo.

I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Locomotiva 4000.

 

Treno passeggeri.  Ed ecco due delle tre carrozze passeggeri. Pur identiche per dimensioni, carrelli, telaio, tetto e testate, le tre carrozze usano tre stampi differenti per le fiancate: quella verde riproduce una carrozza a scompartimenti, con tutti i finestrini rettangolari; quella blu è invece una carrozza con letti: i finestrini hanno parzialmente la parte superiore piena, a simulare la riproduzione della grigliatura di aerazione tipica delle carrozze CIWL, e il finestrino della toilette è ovale. La terza carrozza, anch'essa blu, riproduce una vettura ristorante, e ha la finestratura più piccola della cucina a una estremità.
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Treno passeggeri.

 

Carrozze passeggeri.  Le tre carrozze viste d'infilata mostrano i carrelli in fusione metallica, le ruote con i cerchioni in lamierino, un inserto di lamierino non verniciato che simula le apparecchiature del sottocassa e la decorazione ottenuta con decalcomanie, compresa la dicitura completa Compagnie Internationale des Wagons-Lits et des Grand Express Européens. I respingenti sono tutti molleggiati: una raffinatezza notevole, impossibile da apprezzare in foto. Vi è però un'altra singolare semplificazione produttiva: le due fiancate sono ricavate duplicando il medesimo stampo. Di conseguenza il finestrino ovale della toilette, anziché apparire a entrambe le estremità di un lato, appare sempre all'estremità destra di ambo i lati (e analogamente per i finestrini della cucina della vettura ristorante).
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Carrozze passeggeri.

 

Carrozze passeggeri.  Il primo piano sulla carrozza a scompartimenti mostra le viti di taratura delle boccole, il gancio a occhiello in lamiera tranciata e la raffinata decorazione, con due filetti arancio e le due decalcomanie: il bel cartello di percorrenza Milano-Roma" e l'indicazione (con lettere di fantasia) delle nazioni in cui la carrozza è ammessa a circolare in base al regolamento RIC. L'incisione dei dettagli delle porte è più che accettabile per la tecnologia della fusione metallica dell'epoca.
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Carrozze passeggeri.

 

Carrozze passeggeri.  La carrozza letti mostra un'ultima sorpresa: l'illuminazione interna! Una lunga lampadina longitudinale è alimentata da due pulsanti molleggiati, striscianti sulle rotaie, uno per carrello. L'immagine mostra anche chiaramente la struttura costruttiva, simile a quella dei modelli attuali: cassa e telaio sono due differenti pezzi in fusione metallica, assemblati con viti. I carrelli portano il gancio a occhiello (rivettato per permettere una piccola rotazione) e sono collegati da una molla che aiuta a tenerli allineati (oggi questa molla è del tutto scomparsa). Il cellofan originale dei finestrini è andato perduto: nella carrozza letti era satinato, per diffondere meglio la luce interna (per lo stesso scopo il telaio appare dipinto di bianco), mentre nelle altre carrozze era trasparente.
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Carrozze passeggeri.

 

Carrozze passeggeri.  E oltre sessant'anni più tardi... la lampadina funziona ancora! Ecco l'effetto dell'illuminazione interna sulla carrozza letti. Ovviamente, dato che la carrozza monta ancora i pulsanti di presa corrente dalle rotaie, per accendere la luce su un binario Märklin ho realizzato un apposito collegamento volante a uno de pulsanti.
I treni Conti - CO.MO.G.E. degli anni '50 - Carrozze passeggeri.

 

I treni FAGE a scartamento 22 mm

Locomotiva.  Raccontare dei modelli CO.MO.G.E. mi ha fatto venir voglia di proseguire, così ho recuperato dall'armadio qualcosa di ancora più singolare: non più normale H0, ma un inconsueto scartamento di 22 mm, locomotiva in pressofusione di zama, carri merci con telaio in fusione e cassa in lamierino, binari in lamiera piegata. Sotto un carro avevo scritto una data del 2002, ovviamente l'anno in cui l'ho avuto in mano: penso l'avesse recuperato mio padre, non so proprio dove. La marcatura "FS Italia" sul carro non lascia dubbi sull'origine italiana, ma non è stato banale capire quale fosse la marca, mancando qualsiasi scritta.

Mi è venuta in aiuto una lettera dell'esperto modellista Pietro Merlo pubblicata sulla rivista iTreni: Si tratta di treni FAGE, Fabbrica Artigiana Giocattoli Elettrici, risalenti alla fine degli anni Quaranta.

Ulteriori informazioni: cuccioloazzurro.com e ferramatori.it.

I treni FAGE a scartamento 22 mm - Locomotiva.

 

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