Il finanziamento del trasporto pubblico nel 2014 - Aggiornamenti

Scritto a novembre 2014

Eravamo rimasti all'estate 2013 e al racconto della Legge di stabilità (L 228/2012) che aveva reinventato la centralizzazione statale delle risorse per il TPL, in controtendenza rispetto al processo di decentramento dei 15 anni precedenti. Ne era uscito un nuovo Fondo Nazionale, di circa 4,9 miliardi di euro, che doveva coprire le esigenze di finanziamento di tutto il trasporto pubblico delle Regioni a statuto ordinario, ma che in realtà lasciava ambiguamente fuori circa un miliardo e mezzo. Nel contempo la legge richiedeva un Piano di riprogrammazione dei servizi, quasi che fosse la panacea a tutti i mali accumulati in anni di malagestione (o meglio, non-gestione) del trasporto locale.

Proseguo dunque il resoconto con quello che è successo dall'autunno 2013 in poi. Come già in passato, un testo molto simile a questo è stato reso disponibile a Legambiente, affinché, se lo desidera, possa utilizzarlo nel redigere il suo consueto e utile Report Pendolaria.


Il valore del Fondo Nazionale per l'anno 2013 è rimasto confermato in 4929 M€ così come era stato preannunciato dallo Stato ad inizio anno. Al di là della genesi del Fondo (ottenuto dalla somma di vari addendi preesistenti), esso è oggi considerato dallo Stato come un totale indistinto e come tale è erogato. Di conseguenza qualsiasi attribuzione di quote del Fondo alle ferrovie o al TPL gomma resta puramente formale.

Per l'anno 2014 lo Stato ha ridotto il Fondo di circa 10 milioni (totale 4918 M€). Si ricorda infatti che il valore del Fondo non è fissato da nessuna legge, ma risulta legato di volta in volta alle disponibilità di bilancio dello Stato (è uno dei tanti aspetti critici della vicenda).

Per quanto riguarda l'applicazione della normativa statale:


Quindi sintetizzando:


Il riparto del Fondo tra le Regioni

Per quanto attiene il riparto del Fondo tra le Regioni (e il tema connesso dei cosiddetti Costi standard):


Un ruolo fondamentale per la buona riuscita di tutto il metodo dei costi standard (o di qualsivoglia altro riparto) è dato dalla disponibilità, accuratezza e completezza dei dati. Il compito di raccolta dati è stato attribuito per legge all'Osservatorio TPL, costituito in seno al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (L 244/2007 art.1, c.300) che ha cominciato di fatto ad operare nel 2013, in concomitanza con l'istituzione del Fondo Nazionale (5 anni abbondanti per iniziare a operare: evidentemente la fretta non è un difetto degli organi dello Stato...).

L'Osservatorio, finanziato con una piccola percentuale del Fondo (0,025% pari comunque a circa 1,2 milioni l'anno) nella primavera 2014 ha definito un insieme di tabelle di raccolta dati (rivolte alle singole aziende di TPL, non agli enti regolatori). L'Osservatorio ha esplicitamente prescritto alle aziende di compilare le tabelle con i dati 2012, ma di attendere ulteriori istruzioni prima di inviarle, dal momento che non era ancora disponibile un software per la loro gestione ed elaborazione. Ad oggi, pertanto - ottobre 2014 - l'Osservatorio non ha ancora fisicamente in mano i dati previsti (salvo forse un piccolo sottoinsieme per alcune grandi aziende di TPL urbano).


Per la Lombardia, si è scelto di procedere come segue:


Argomenti correlati


[Indice della sezione / This Section]

[Home page]