Nel quadro del tema "la città che sale" appare proficuo osservare anche quello che accade nell'hinterland della nascente metropoli. Lo facciamo con una mappa Vallardi, acquistata presso l'antiquario Daniele Squaglia (altre città italiane), databile verso il 1886, cioè pochi anni dopo quell'autentico boom delle tranvie extraurbane a vapore, che si irradiarono da Milano nel giro di pochissimi anni, intorno al 1880. Oltre alla ben nota Milano-Monza, capostipite nel 1876, osserviamo così la Milano-Saronno-Tradate (1877-78), la Saronno-Como (1880-81) che nel 1898 darà origine alla linea delle Ferrovie Nord Milano, la Milano-Magenta/Castano (1879-80, più info), la Milano-Gallarate (1880-81), la Milano-Corsico (1884, proseguirà per Abbiategrasso solo nel 1914, già a trazione elettrica). Continuando nel quadrante nord e poi est, la Milano-Seregno-Giussano (1881, mentre manca la diramazione per Carate del 1886), la Milano-Affori (1882), la Milano-Concorezzo-Vimercate (1880) e la diramazione Brugherio-Monza (1881), la Milano-Vaprio/Cassano (1878-80), la Monza-Arcore-Barzanò (1879-80, che proseguirà per Oggiono nel 1890). A sud, la Milano-Pavia (1880) e la Pavia-S.Angelo (1884), le linee da Treviglio per Cassano, Lodi, Caravaggio e Bergamo (1879-83), la Milano-Lodi con prosecuzione per Crema e Soncino (1880), le linee da S.Angelo per Lodi e Melegnano (1881). Manca la Monza-Vedano-Carate (1888), mentre la Monza-Trezzo-Bergamo (1890) è indicata solo fino a Trezzo: questa è l'unica tratta che daterebbe la mappa lievemente oltre il 1886.

Le linee elencate sommano complessivamente 465 km, attivati nel decennio 1876-1885, di cui ben 340 nel triennio 1879-1881 - in maggioranza addirittura nel solo 1880! - senza contare le tranvie fuori dalla Lombardia, di cui non ho dati sottomano. Si tratta di uno sviluppo realmente significativo, proprio per la sua notevole concentrazione nel tempo. Per confronto, nell'intera Italia, i km di nuove ferrovie nello stesso periodo oscillavano intorno a cifre simili, tra i 280 e i 470 all'anno (più dettagli).

Dal punto di vista delle ferrovie, analizzando la rete delle Ferrovie Nord Milano, l'elemento discriminante per la datazione è la presenza della Saronno-Malnate (1884) e della Como-Malnate (1885), e invece l'assenza della Novara-Saronno del 1887. La Saronno-Seregno, pure del 1887, è indicata invece a tratteggio. Tutti questi dati fanno ragionevolmente proporre il 1886 come anno di riferimento della mappa.

Per quanto riguarda la rete che diventerà FS (e che dal 1885 era suddivisa nelle due reti Mediterranea e Adriatica), appare pure a tratteggio la Como-Lecco del 1888, a conferma della datazione proposta. La Seregno-Carnate-Ponte S.Pietro (1888-89), comprendente il grande viadotto di Paderno d'Adda, sembra indicata con un tratto più chiaro (in costruzione o un'aggiunta successiva?). Le altre linee presenti non risultano particolarmente utili per la datazione, in quanto per la maggior parte sono parecchio anteriori al 1880: dal 1840-49 della Milano-Como, al 1854-58 delle linee convergenti su Novara, al 1873 della Monza-Lecco e così via. La cintura sud di Milano, indicata a tratteggio, verrà aperta nel 1891.

I confini provinciali sono a colori anche nell'originale, mentre ho evidenziato digitalmente in azzurro i Navigli e i canali di irrigazione (Villoresi e Cavour), anch'essi significativi nel disegnare la trama del territorio ottocentesco. Il canale Cavour è del 1866 mentre il Villoresi venne realizzato tra il 1884 e il 1888, ovviamente procedendo dal Ticino all'Adda, il che è coerente con l'indicazione a tratteggio a est del Seveso. Notiamo comunque che il tracciato reale del Villoresi si discosterà abbastanza significativamente dalla parte a tratteggio, passando più a sud: ad esempio sotto il centro di Monza, anziché attraverso il suo Parco.

Un ulteriore spunto per i più curiosi è la longitudine di Milano indicata in circa 27° Est. Oggi siamo abituati a una longitudine per Milano di circa 9° E rispetto a Greenwich o, al limite, 3° W rispetto a Monte Mario (Roma) nella mappe un po' datate, ma a partire da Tolomeo e fino a metà dell'Ottocento il meridiano di riferimento era quello dell'Isola del Ferro (nelle Canarie). L'Impero austro-ungarico rimase particolarmente legato a questo meridiano, nonostante le nuove tendenze a usare il meridiano di Parigi o quello di Greenwich. Nel 1886, in Italia era già in uso il riferimento del meridiano nazionale di Monte Mario, ma è probabile che la mappa sia stata elaborata a partire da edizioni precedenti, almeno dell'epoca di Ferdinando I d'Asburgo o di Francesco Giuseppe, in cui si usava rigorosamente il meridiano dell'Isola del Ferro. Nessun problema, invece, per la latitudine: Milano è più o meno a metà strada tra l'Equatore e il Polo Nord, e quindi è sempre apparso un valore poco sopra il 45° parallelo N.


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