Corso Belgio. Un'altra 5000 attraversa l'incrocio con via Tortona. Alle spalle del tram si trova l'omonimo deposito tranviario. |
Sassi (Superga). La meta del pomeriggio non può che essere la dentiera di Superga, a cui mancavo da vari anni, e che nel 2023 è in servizio solo nel weekend (...). Al mio arrivo, la vettura D.1 e il locomotore da manovra T450 sono in luce perfetta. |
Sassi (Superga). Alla stazione Sassi è ricoverata e in mostra la vettura storica 209, restaurata statica, che ha rappresentato uno dei primi recuperi gestiti da ATTS. Costruita nel 1911 all'interno della serie 174-230, è l'unica unità sopravvissuta con cassa allo stato d'origine delle vetture delle compagnie belghe SBT ed STT (Societè Belge-Turinoise de Tramways e Società Torinese di Tramways e ferrovie economiche). Successivamente trasformata in sabbiera e numerata T426, ma senza ricostruzione della cassa, è stata ritirata dal servizio a metà anni '90 e restaurata nel 2005. |
Sassi (Superga). All'interno del fabbricato, oltre a varia oggettistica e materiale d'archivio, è ospitata la vettura 197 a cavalli, costruita dalla Miani e Silvestri di Milano nel 1880 e originaria della "Società Belga" che gestiva la rete torinese. Rimasta in uso come veicolo di servizio fino alla seconda guerra mondiale, e poi sopravvissuta, è stato restaurata nel 1978 e ospitata a Sassi a partire dal 2000. |
Raddoppio. A questo punto... inizia la salita! A piedi, con la bici a mano (così almeno il ritorno sarà in un lampo) arrivo passo passo fino a Pian Gambino, a circa due terzi del percorso, pari a un dislivello di 270 m! La linea è ahimè infrascatissima, e anche la celebre inquadratura sopra la prima galleria è invisibile dietro i rami.Alla fermata Raddoppio l'inquadratura è obbligata, dal cancello che chiude l'accesso al marciapiede. Con il binario circondato dal bosco, c'è qualche ombra di troppo, ma i vivaci colori del tram ravvivano la scena. |
Pian Gambino. Dalla fermata di Pian Gambino, il punto più in quota che ho raggiunto, realizzo questo primo piano. |
Pian Gambino. Tenendo la fotocamera in alto a braccia tese, minimizzo l'impatto della rete di recinzione, nell'unico punto non immerso nel bosco. |
Pian Gambino. Per ironia della sorte, appena compare il binario libero da alberi, sparisce la vista della basilica, nascosta dietro i rami più alti! Compongo quindi questo collage con la basilica stessa, la D.3 in forte teleobiettivo lungo la rampa, e uno scatto fatto più a valle, attraverso la Prima Galleria. |
Sassi. Tornare a Sassi è ora questione di pochi minuti. La frequenza è appena di una corsa all'ora, e così la partenza delle 16 è comprensibilmente affollatissima. Questo mi dà l'opportunità di documentare la manovra di aggiunta di una seconda rimorchiata. Il locomotore T450 tira fuori la rimorchiata D.12 dal deposito e sale all'inizio della rampa, quindi avanza e la aggancia al treno (sul binario in primo piano). Poi torna indietro da solo e si ricovera a destra. Infine la D.3 parte spingendo due rimorchiate anziché una. Partito il tram, posso puntare a Porta Susa: 8 km, tutti rigorosamente con il vento contrario, chiudono la giornata! |
Sassi. Anche nella mia gita successiva di cui vedremo tra poco la parte urbana, passo da Sassi. Il primo piano della motrice D1, quella a due assi, mostra chiaramente il pattino per la terza rotaia, sotto il predellino della porta. |
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