Prezza. Una nuova sosta in linea fa abbracciare la valle sottostante e il grosso borgo di Raiano. Questo è servito dalla linea diesel Sulmona-L'Aquila, di cui si intuisce la curva in uscita dalla stazione, appena a destra della cabina della locomotiva. |
Prezza. In un altro viadotto affacciato alla valle, scelgo un primo piano sull'E.636. |
Prezza. Ed ecco la vista ampia nel medesimo punto. |
Prezza. Un passaggio tipico, comune a varie linee di montagna, è quello sotto un ponte idraulico, pensato per far sì che le acque di pioggia scavalchino la ferrovia senza allagarla. Mentre il treno si avvicina, è spontaneo pensare a un trittico in sequenza. |
Prezza. Il primo piano sotto al ponte idraulico. |
Prezza. Da un po' più lontano, si apprezza meglio l'intero manufatto. |
Prezza. Anche il treno stesso, visto affacciandosi al finestrino, è un tema da esplorare. Con una composizione piuttosto corta come questa è un po' più difficile rendere la sensazione, ma sono soddisfatto di questo scatto al volo verso la galleria. |
Prezza. Siamo arrivati all'ultima sosta. Il meteo si è un po' velato (per fortuna solo alla fine della gita!) e così scelgo ancora un primo piano, accanto alla sequenza di pali vintage. |
Collarmele, Anversa. Due dettagli di stazione, per concludere: la classica fontanella FS ad Anversa, datata 1931 nella fusione, e il tipico indicatore luminoso, abbinato alla suoneria, che specifica qual è il segnale di protezione aperto, da Roma oppure da Sulmona, a Collarmele.Ritornati a Sulmona a metà pomeriggio, i gitanti salutano il loro treno ben soddisfatti della giornata, e io proseguo in auto per essere a Roma in serata. |
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Roccaraso. La parte finale del racconto contiene cinque fotografie storiche, riprese dalla collezione esposta negli ambienti del fabbricato di Roccaraso. Il titolo "La ferrovia che funziona" gioca volutamente sul doppio significato di "essere aperta in servizio regolare", ma anche di "avere viaggiatori", a differenza del lento ma colpevole declino degli ultimi anni. Già anteguerra, Roccaraso si stava imponendo come stazione sciistica, a cui ovviamente si arrivava in treno, come testimonia l'eloquente scritta "Sala sciatori" del locale di sinistra. |
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