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Uno sguardo in Z

8857 (BR 151).  Allentando quattro viti possiamo scomporre il telaio nei suoi tre componenti: il corpo in fusione metallica, il circuito stampato e un lungo elemento in plastica nera, che fa da isolante e supporta le piastrine metalliche che alimentano un polo delle lampadine dei fari e prendono un polo dalle lamelle sui carrelli. L'altro polo è preso direttamente dal telaio e portato al circuito stampato dalle viti di fissaggio, anche in questo caso evitando ogni cavo.

I carrelli sono vincolati da un tondino di acciaio infilato in una fessura del telaio, dove è libero di ruotare. Le spazzole (8988) sono montate su linguette metalliche elastiche, a loro volta ancorate al circuito stampato. Dei tre tipi di spazzole dei motori Z, questo è a mio avviso il più efficace e comodo da maneggiare.

Uno sguardo in Z - 8857 (BR 151).

 

8857 (BR 151).  Estraendo il motore dal suo alloggiamento, si evidenzia la catena di trasmissione, dal suo pignone alla ruota centrale del carrello, attraverso un albero intermedio su cui è montata la vite senza fine. La soluzione costruttiva con il motore disposto longitudinalmente a centro cassa e trasmissione a entrambi i carrelli, inizialmente adottata dalla Roco, è diventata quella standard in scala H0 a partire dalla metà degli anni '80, ma va detto che nel 1975 nessuno tra i grandi costruttori tradizionali - Märklin, Fleischmann, Rivarossi e Lima - la stava utilizzando, nemmeno in H0. In questo senso le macchine in Z possono considerarsi davvero innovative. Va sottolineato infine che le tolleranze tra vite senza fine e ruota dentata permettono la rotazione del carrello in modo molto semplice, evitando i classici giunti cardanici della scala H0, improponibili in Z.
Uno sguardo in Z - 8857 (BR 151).

 

Stazione.  Ora che abbiamo scoperto come è fatta una locomotiva elettrica in Z, soffermiamoci ad ammirarla accanto a una tipica stazione FS, che realizzai in plasticard a metà anni '90 (tetto, porte, finestre e relativi infissi sono quelli del modello 8971). I fanali accesi della locomotiva ferma si ottengono con il consueto trucco di togliere le spazzole al motore, in modo che quest'ultimo non sia alimentato.
Uno sguardo in Z - Stazione.

 

Stazione.  Nella vista laterale, oltre alla carrozza 8721, che avevo acquistato nel 1988, metto anche la versione che nei primi anni '90 riverniciai in colorazione FS rosso fegato, con riproduzione della carenatura, ritocco del finestrino della porta (più stretto) e cornici dei finestrini ripassate in ottone anziché argento.
Uno sguardo in Z - Stazione.

 

Stazione.  Alla stazione e al treno stavolta affianco... una tazzina di caffè!
Uno sguardo in Z - Stazione.

 

Dettagli.  I primissimi cataloghi Märklin Mini Club del 1972-73 avevano sperimentato il singolare abbinamento tra i nuovi modelli in Z e oggetti casalinghi quotidiani: una scelta a mio avviso feconda, che poi ha avuto pochi seguiti. Provo a riproporla oggi sul tavolo della cucina...
Uno sguardo in Z - Dettagli.

 

Dettagli.  Con la zuccheriera...
Uno sguardo in Z - Dettagli.

 

E.432  Nel 1998, raggiunta ormai una certa pratica nel lavorare i fogli di plasticard anche degli spessori maggiori, avevo realizzato in parallelo una E.432 in H0 e una in Z (riguardo all'H0, allora nessuno avrebbe immaginato che 12 anni dopo sarebbe arrivato il modello Roco!). Naturalmente in Z era impensabile, almeno per le mie capacità, costruire rodiggio e motorizzazione, così avevo ritenuto che la cosa più somigliante ad un'E.432 fosse la locomotiva a vapore tedesca BR 96 (8896). Nella foto si vede il telaio della locomotiva, privato di blocco cilindri e bielle motrici, e la cassa della E.432 quasi completata e pronta a calzarlo.
Uno sguardo in Z - E.432

 

E.432  In testa a un merci d'epoca...
Uno sguardo in Z - E.432

 

E.432  Anche i pantografi sono ovviamente quelli standard Märklin, e la verniciatura manca ancora del castano, eppure la macchina mi pare ben riconoscibile e in grado di trasmettere le sensazioni di quella vera, anche così in piccolo e con il compromesso di cui ho detto.
Uno sguardo in Z - E.432

 

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