|
Piattaforma 7186. Maggio 2017: è arrivata la piattaforma girevole! Si tratta di una delle pietre miliari della produzione Märklin in lamierino, rimasta a catalogo per ben 41 anni, dal 1951 al 1991 (quando venne sostituita da un nuovo modello in plastica, realizzato in collaborazione con Fleischmann). Acquistata su ebay in Olanda, mi è costata appena 135 euro, un ottimo prezzo. Tra l'altro, come si vede, la piattaforma è stato l'unico accessorio a mantenere sempre la terza rotaia continua, come si usava negli anni '50, anziché i consueti punti di contatto. Il motore di azionamento è nascosto nella cabina a lato del ponte, e il funzionamento è tutt'altro che banale, come andremo a vedere nelle prossime immagini. |
|
Contatti elettrici. Cominciamo con la parte elettrica, smontando il ponte (è fissato al perno tramite una copiglia) e guardandolo da ambo i lati. Nella vista da sotto (a sinistra) si notano i collegamenti della corrente di trazione: i binari da 7 a 10 sono permanentemente collegati tra loro, mentre i binari 1-6, quelli pensati per accedere agli stalli della rimessa circolare, sono dotati di collegamento individuale. A destra, nella vista dall'alto, si notano i quattro anelli collettori (normalmente nascosti dal ponte). Dei corrispondenti pattini striscianti, montati sul ponte e che vedremo in seguito, realizzano il contatto con gli anelli. In particolare l'anello più esterno viene utilizzato per prendere la corrente di trazione da uno qualunque dei binari 7-10, alimentare il ponte e, solo se questo è allineato a uno dei binari 1-6, dare corrente al binario stesso. In questo modo le locomotive poste nella rimessa restano ferme fin tanto che il ponte non arriva al loro binario. I tre anelli interni alimentano il meccanismo di rotazione. Più precisamente, il primo e il terzo, corrispondenti alle due spine rosse che arrivano dal quadro di comando, alimentano l'uno o l'altro avvolgimento della bobina di campo del motore, permettendo la rotazione oraria o antioraria del ponte, in base a quale dei due pulsanti rossi viene utilizzato. Il secondo anello (spina blu) serve a dare l'impulso all'elettrocalamita di avvio, che illustreremo nella prossima foto. |
|
Azionamento. Guardiamo ora il cuore del meccanismo, costituito da due apparecchi elettrici: il motore di rotazione (che è del tutto simile a un motore Märklin di locomotiva con collettore a disco) e l'elettrocalamita di avvio. In condizioni normali, il motore è isolato e dunque fermo, dato che il corrispondente contatto risulta aperto. Azionando un pulsante del quadro di comando, si dà un impulso all'elettrocalamita (attraverso la spina blu della foto precedente). Questa sposta di conseguenza la leva di azionamento nel senso della freccia e chiude il contatto, facendo partire il motore di rotazione (ho indicato la leva come "a mano", perché è azionabile anche manualmente, dato che sporge dalla "cabina" che ricopre il meccanismo. I pulsanti del quadro di comando, oltre a dare (entrambi) il contatto impulsivo per l'elettrocalamita, spostano anche un ulteriore contatto basculante (stabile) che dà tensione all'uno o all'altro cavo con le spine rosse: questo fa sì che il pulsante scelto determini il verso di rotazione del motore e dunque del ponte. Rilasciando il pulsante, l'elettrocalamita non risulta più eccitata (contatto impulsivo sul quadro), ma il motore continua a girare nel verso scelto (contatto stabile). Come avviene questo? Bisogna guardare che cosa c'è sotto al ponte. |
|
Ponte della piattaforma. Il ponte smontato, visto dal basso, mostra innanzitutto i contatti agli anelli collettori esaminati in precedenza. I due contatti per i binari toccano l'anello esterno e, come abbiamo visto, alimentano sia il ponte, sia l'eventuale binario della rimessa ad esso connesso. I tre contatti interni alimentano i due avvolgimenti della bobina di campo del motore (con i due fili rossi) e l'elettrocalamita (con il filo nero). Ma la parte forse più interessante è quella prettamente meccanica. Il problema chiave della rotazione della piattaforma è che il ponte deve fermarsi esattamente in corrispondenza di ciascun binario. Per far questo, si utilizza un dente di arresto, che, sporgendo dal ponte, va a impegnarsi in un corrispondente intaglio nel corpo della piattaforma, allineato a ciascun binario. Ecco dunque il funzionamento: quando si preme un pulsante sul quadro, si alimenta l'elettrocalamita, che muove la leva di comando nel senso della freccia gialla e fa ritrarre il dente di arresto, permettendo la rotazione del piatto. Contemporaneamente l'elettrocalamita chiude anche il contatto del motore e questo inizia a girare. Rilasciando il pulsante, l'elettrocalamita viene disalimentata, ma il motore non si ferma, perché il dente di arresto è trattenuto in posizione ritratta (dato che tra un binario e l'altro manca il corrispondente intaglio sulla piattaforma): il dente ritratto mantiene chiuso il contatto del motore anche con l'elettrocalamita inattiva. Arrivato il ponte in corrispondenza del binario successivo, la molla di richiamo fa scattare il dente nel verso della freccia blu: il contatto si apre, il motore viene disalimentato, il ponte si ferma perfettamente allineato al binario. Un nuovo impulso sul quadro di comando permette di ripartire verso il successivo binario. Oppure il mantenere brevemente premuto il pulsante quando il ponte sta avvicinando a un binario consente di "saltare la fermata", dato che l'azionamento dell'elettrocalamita impedisce alla molla di richiamo di far uscire il dente. |
|
Motore e trasmissione. Infine vediamo la trasmissione vera e propria del movimento, che si attua con ben due viti senza fine, necessarie a ridurre in maniera significativa i giri di rotazione del motore, dato che ovviamente la piattaforma deve ruotare molto lentamente. C'è un ultimo accorgimento da tenere in considerazione: disalimentando il motore, questo per inerzia non si ferma di colpo, il che sarebbe incompatibile con l'arresto al binario, che deve essere "preciso" e dunque immediato. Quando il dente di arresto scatta come abbiamo visto nella scorsa immagine, contemporaneamente un altro dente, visibile qui, scatta anch'esso nel senso della freccia gialla: esso va a impegnare una flangia, montata sull'asse di trasmissione, causando il blocco istantaneo della rotazione della trasmissione stessa e dunque del ponte. L'asse di trasmissione è collegato al motore mediante un giunto a frizione (trattenuto da una molla), di modo che il motore può decelerare e fermarsi in base alla sua inerzia, indipendentemente dall'arresto immediato della trasmissione a valle. Questo esemplare di piattaforma risale ai primi anni '60, ma è del tutto funzionante, compreso il meccanismo a frizione, che fa ancora perfettamente il suo lavoro, dopo quasi 60 anni! |
| Nuovo! Locomotiva 3165. La locomotiva francese BB 9200 era stata una novità del 1963 (art. 3028). Nel 1982 uscì la versione in colorazione Corail (3165), che manteneva tutte le caratteristiche tecniche della precedente: telaio in lamiera, cassa in pressofusione e motore tradizionale su un carrello. |
| Nuovo! 3165, telaio. Una vite sul fondo permette di togliere molto semplicemente la cassa: appare il telaio in robusta lamiera tranciata e piegata, con a sinistra il carrello motore, a destra il carrello folle e il relè dell'inversione di marcia. Alle estremità, due lampadine 60015 sono fissate a baionetta, inclinate a 45° verso il basso. |
| Nuovo! 3165, motore. Rimuovendo una vite sotto il carrello, si asporta l'elemento in lamierino sagomato, permettendo di estrarre il blocco in pressofusione del complesso motore-trasmissione-carrello. Le fiancate di quest'ultimo sono un elemento in plastica. Il motore è visto dal lato delle spazzole, con a destra la bobina dell'avvolgimento di campo. Nei motori a corrente alternata, infatti, non è possibile creare il campo magnetico con una normale calamita. |
| Nuovo! 3165, motore. Altre due viti permettono di rimuovere il gruppo statore-rotore dal corpo in fusione, nel quale si vede il primo ingranaggio della trasmissione, trascinato dal pignone del rotore. A sinistra ho anche separato il rotore, di cui si vede il collettore cilindrico da un lato e il pignone dall'altro. Al centro dello statore, le spazzole (60146) sono spinte una contro l'altra dalle loro mollette. |
| Nuovo! 3165, relè. All'altra estremità il classico relè, nella forma in uso per tutti gli anni '70 e '80 (e anche oltre, per le locomotive tradizionali). La bobina del relè è sempre alimentata, ma solo un impulso a 24 V (contro i 16 massimi della marcia normale) dà la forza magnetica sufficiente per vincere la molla di richiamo. L'azionamento del bilanciere alimenta l'uno o l'altro dei due avvolgimenti di campo (avvolti con verso opposto), determinando la direzione di marcia. |
Foto 6-15/20 ^ Indice ^ Pag. successiva >>