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Cose storiche quasi per caso

 Piacenza.  L'alternativa alle campanelle erano i quadri luminosi con le provenienze: la campanella era una sola, ma la scritta della provenienza a cui si riferiva era retroilluminata: a Piacenza il quadro è ancora perfettamente conservato, anche se la linea da Cremona è ormai chiusa da anni ai servizi viaggiatori.
Cose storiche quasi per caso - Piacenza.

 

 Abbiategrasso.  Ad Abbiategrasso non posso tralasciare l'indicatore di binario, che ha il pregio di essere ancora funzionante: il binario indicato come 2 è l'ex 3 (il primitivo binario 2 è stato rimosso da vari anni). In questo caso, Mortara illuminata è la destinazione del treno (di norma gli indicatori di questo tipo indicano invece le provenienze, come nell'esempio precedente).
Cose storiche quasi per caso - Abbiategrasso.

 

Lierna.  Le stazioni della linea Lecco-Colico si caratterizzano per una raffinata decorazione in cotto.
Cose storiche quasi per caso - Lierna.

 

Lierna.  
Cose storiche quasi per caso - Lierna.

 

Varallo.  Capitare a Varallo in un giorno normale, e non nelle 5-6 occasioni all'anno in cui si effettua un treno storico, significa trovare una stazione in perfette condizioni, ma anche tristemente priva di treni. Tuttavia, se anche il meteo aiuta, come in questa splendida giornata di giugno 2022, si può ugualmente cercare di ottenere buoni risultati: l'antica colonna idraulica in primo piano è un indubbio punto d'attrazione.
Cose storiche quasi per caso - Varallo.

 

Varallo.  La sagoma limite per i carri merci - ovviamente oggi inutile, ma anch'essa ben restaurata - si presta a questo gioco prospettico, incorniciando il Sacro Monte in cima alla collina.
Cose storiche quasi per caso - Varallo.

 

Varallo.  Anche la gru a mano è stata oggetto di restauro e ci ricorda il servizio merci che, nei tempi antichi della ferrovia, era sempre presente anche in ogni stazione minore.
Cose storiche quasi per caso - Varallo.

 

Nuovo! Castelvetro.  La ferrovia Cremona-Piacenza è stata attivata nel 1933, quindi in epoca tarda rispetto alla maggior parte delle linee italiane, tanto è vero che era già allora del tutto priva di passaggi a livello e dotata di sottopassi pedonali nelle stazioni. E' stata poi elettrificata nel 2001, anche se dal 2014 non vede più traffico viaggiatori, per scelta della Regione Emilia-Romagna che ne ha la competenza (rimangono comunque alcuni servizi merci in transito). Al di là di queste vicende non del tutto edificanti, una piacevole particolarità della linea è lo stile architettonico "neoromanico" dei fabbricati di Castelvetro e Caorso.

Castelvetro è la località da cui diverge la precedente linea Cremona-Fidenza, ma il fabbricato è stato edificato ex-novo proprio all'apertura della linea per Piacenza. Mi capita per la prima volta di passare di qui per una cena tra colleghi, e, nonostante sia già quasi sera, non mi lascio sfuggire la possibilità di qualche ritratto. Come in altre realizzazioni degli anni '30 (Borgo S.Dalmazzo, Lesegno, ...), le scale dei sottopassi sono realizzate all'interno di piccole costruzioni separate.

Cose storiche quasi per caso - Castelvetro.

 

Nuovo! Castelvetro.  Il primo piano lato binari mostra le eleganti decorazioni in cotto e i raffinati elementi in ferro battuto: non solo il lampione, ma anche la gabbia che avvolge la suoneria Leopolder.
Cose storiche quasi per caso - Castelvetro.

 

Nuovo! Castelvetro.  Il nome della località lato binari è danneggiato, ma per fortuna sul fianco è ancora integro.
Cose storiche quasi per caso - Castelvetro.

 

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