| Nuovo! Cantù. Domenica 7 settembre 2025, l'indomani della mia gita a Trieste, circola un Como-Lecco con D.445. Il passaggio a Cantù è atteso alle 10.40, così ho tutto il tempo per la messa delle 8, raccattare il socio a Bovisa e attraversare con calma la Brianza. La stazione si presenta semplice ma pulita, di un bel rosso mattone. Evito di immaginarne la versione "riqualificata" con i lavori di elettrificazione prossimi venturi. |
| Nuovo! Moiana. Arrivare a Moiana prima del treno non è affatto scontato ma, anche grazie alla sua sosta a Merone, ci riusciamo, e il transito è un classico imperdibile. |
| Nuovo! Vercurago. Il traffico di Lecco impedisce di essere per tempo al ponte, così andiamo diretti ad aspettare l'invio verso Calolziocorte, impreziosito come sempre dai pali ex-trifasi, più che centenari. |
| Nuovo! Valmadrera. In attesa del viaggio di ritorno è sempre proficuo dedicarsi alla navigazione, poi puntiamo su Valmadrera. |
| Nuovo! Casletto-Rogeno. In un lampo siamo a Casletto per l'ultima foto nella "stazione sul prato". |
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Nuovo! Cantù "Potrebbe esser peggio. Potrebbe piovere". Chi è stato in Brianza domenica 16 novembre non faticherà a riconoscersi nella celebre citazione. E' infatti previsto un treno a vapore Como-Lecco con la 940.041, per riprese fotografiche di Fondazione, tenendo conto che la linea dovrebbe chiudere a giugno 2026 per elettrificazione e ancor più a breve, cioè a fine mese, la 940 scadrà di revisione. A questo punto è quasi superfluo dire che, da una settimana, le previsioni asserivano domenica piove. Giungiamo dunque a Cantù sotto un cielo plumbeo ma ancora asciutto. Il tempo di un caffè al bar... e ha iniziato a piovere: non ha più smesso fino a sera. Vabbè, appunto si sapeva. Il treno è arrivato a Como al traino della E.636.161 (che vedremo alla fine) e da qui è ripartito con la 940 in testa. Le 940 erano di casa sulla Como-Lecco fino alla prima metà degli anni '70: allora trainavano i treni merci (i pochi servizi viaggiatori erano già da tempo effettuati con automotrici, di norma ALn 556 Fiat); oggi rievocare un servizio merci è pressoché impossibile, così siamo ugualmente contenti di fotografare un treno viaggiatori dalla composizione molto assortita: l'esemplare unico di bagagliaio inox Piaggio del 1939, due bagagliai a due assi, una Tipo X mista (con riscadamento a vapore!) e una centoporte. Rispetto alle classiche quattro centoporte dei treni turistici, resta un mix più vicino a quanto si incontrava davvero ai tempi. |
| Nuovo! Cantù A Cantù è prevista una sosta abbastanza lunga, per il rifornimento idrico, che avviene con autobotte. Il convoglio fa anche una manovra e si porta sul primo binario. |
| Nuovo! Casletto-Rogeno. A Casletto il fabbricato è di un bel rosso mattone vivacizza la partenza, che avviene sempre sotto una pioggia battente. |
| Nuovo! Sala al Barro. Trascuriamo il prato prima di Oggiono, abbastanza improponibile con questa giornata, e andiamo a Sala (che peraltro sarebbe totalmente controluce con il sereno). Personalmente è la sosta che mi è piaciuta di più, con tanti spunti e un'atmosfera ovviamente autunnale, in cui la nebbiolina ben si mescola al vapore. |
| Nuovo! Sala al Barro. Per la vista più in teleobiettivo, scelgo un panoramix, mentre il capotreno attende pazientemente. |
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