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Evoluzione "Tin plate"

Nuovo! Märklin Tinplate.  Coerentemente con l'unificazione europea delle carrozze Tipo X, sin dagli anni '60 Märklin arricchisce la scelta delle carrozze tin-plate da 24 cm con modelli di varie nazioni. Alla prima classe blu DB (4027), già a catalogo dal 1959, si affianca quindi nel 1966 la carrozza danese in rosso scuro (4045), nel 1968 la cuccette belga in verde scuro (4069, che in verità non è una Tipo X ma un modello nazionale) e infine nel 1972 la celebre FS in grigio ardesia (4063).

A titolo di curiosità, la carrozza danese riproduce le porte a libretto, che sarebbero andate benissimo anche per quella italiana, per la quale invece è stato utilizzato il modello tedesco con porte a battente, inesatto per le FS.

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Nuovo! Märklin Tinplate.  Un'altra vista d'insieme delle carrozze "internazionali", sullo sfondo delle scatole tradizionali, che vedremo meglio tra un momento. Nei riquadri in basso, la rimozione del tetto (ad incastro) mostra la struttura semplice e razionale delle carrozze da 24 cm. La 4027 blu è nella versione basic senza arredi (che arriveranno con la rinumerazione 4052 nel 1972). La 4063 FS ha invece gli arredi e il portalampada 7077 che realizza l'illuminazione interna.
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Nuovo! Märklin 4086, 4063.  Sistemi di illuminazione a confronto: le TEE utilizzano l'illuminazione 7320, dotata di un "corpo luce", cioè un elemento sagomato in plastica trasparente che aiuta a diffondere per tutta la carrozza la luce delle due lampade collocate agli estremi. La 4063 FS utilizza il precedente portalampada 7077, senza corpo luce.

In basso, la vista da sotto mostra i carrelli Minden-Deutz a cui sono solidali non solo i ganci ma anche i respingenti (ovviamente per evitare interferenze in curva). Sulla TEE è avvitato il pattino 7175 che alimenta l'illuminazione (il pattino è comunque identico per entrambi i modelli di illuminazione). Caratteristica peculiare di questi carrelli è il fatto che le fiancate sono imperniate al telaio del carrello stesso (attraverso quella specie di pomello rotondo che si intuisce a destra, a metà tra le ruote): questo permette alle ruote di adattarsi anche a eventuali sghembi di binario, una raffinatezza che scomparirà con le successive carrozze in plastica da 27 cm.

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Nuovo! Märklin 4086, 4063.  Ed ecco il risultato dell'illuminazione. E' evidente l'ottima resa del corpo luce, sulla TEE, con una diffusione pressoché omogenea dell'illuminazione, mentre nella carrozza FS risultano inevitabilmente "abbaglianti" i due scompartimenti in corrispondenza della lampada.
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Nuovo! Märklin Tinplate (2012).  Intorno al 2010, Märklin torna a produrre delle serie limitate di carrozze tin-plate da 24 cm, applicando ancora una volta questa tecnologia antica e fascinosa. Ecco un primo piano di una Tipo X tedesca con scomparto ristoro, di cui si apprezza tra l'altro la decorazione a cinque colori.
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Nuovo! Scatole.  In questa immagine racchiudo almeno quattro generazioni di grafica delle scatole. Negli anni '60 i carri merci avevano la scatola in arancio scuro, mentre le carrozze passeggeri erano verdi. La scatola del carro frigorifero 4620 è datata 1/1963. La scatola verde è in realtà una replica, perché è quella della carrozza ristoro 0766 che abbiamo appena visto, ed è datata 7/2012 (la scatola stessa è anche di dimensioni leggermente superiori). Nella seconda metà degli anni '60 arriva l'azzurro chiaro, sia per i carri, sia per le carrozze. Entrambe le scatola, della carrozza DSB 4045 e della bar TEE sono datate 2/1966.

Con gli anni '70 l'azzurro diventa blu. Sia la salone TEE 4086, sia la Tipo X FS sono datate 2/1973, anche se notiamo che quest'ultima abbandona il disegno di tre quarti della carrozza e ne introduce uno perfettamente laterale; inoltre il logo Märklin, naturalmente nella versione maiuscola dell'epoca, appare anche sul davanti (in precedenza era stampato solo di costa).

L'ultima evoluzione delle scatole blu è quella sempre blu, ma con il nuovo logo a lettere minuscole: la scompartimenti TEE 4085 è datata 3/1981. La scatola del carro merci 4635 è uno dei rarissimi casi privi dell'indicazione della data ma è sicuramente della stessa epoca. Va osservato che in tutti i casi sul davanti la descrizione della carrozza è in tedesco, ma sugli altri lati della scatola la stessa descrizione è riportata in altre lingue, incluso sempre l'italiano.

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Pocher CIWL.  Se Märklin diventa il simbolo della produzione metallica, gli anni '60 portano allo sviluppo di tecnologie sempre più raffinate nello stampaggio della plastica. Rivarossi ne è l'esempio migliore, ma la nostra antologia dedica un posto alla ditta torinese Pocher (Wikipedia) con questa carrozza letti, ricca di soluzioni interessanti.
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Pocher CIWL.  Nelle carrozze in plastica, tipicamente la cassa è in pezzo unico con il tetto oppure con il telaio. Pocher sceglie quest'ultima soluzione. Anche per questo, l'illuminazione interna si monta tutta "dal sotto": i cavi provenienti dal telaio del carrello e dal pattino (la carrozza è realizzata per il sistema Märklin) alimentano due portalampade semplicemente infilati a pressione in appositi fori del sottocassa.

Come si può ben vedere, il carrello è pressoché identico a quello delle carrozze Märklin degli anni '50: fiancate in pressofusione, gancio articolato sul telaio e pattino di tipo corto, molleggiato "a sbalzo" a centro carrello.

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Pocher CIWL.  E' guardando l'interno della carrozze che si scoprono le raffinatezze più interessanti: l'arredamento interno è integralmente riprodotto (salvo nel vano centrale, dove fanno luce le due lampadine) ed è distinto in scompartimenti in versione giorno, con i sedili azzurri, e in versione notte, con i letti beige, con tanto di personaggi, persino sotto le coperte! E sulle pareti degli scompartimenti è addirittura applicata in cartoncino la riproduzione delle grandi litografie di paesaggio tipiche della CIWL!

E' un peccato che Pocher non abbia utilizzato l'illuminazione con corpo-luce, cioè con un diffusore di plastica trasparente, montato tra le due lampadine, contro il cielo della carrozza, che Märklin introdusse nel 1964 (articolo 7197) e che avrebbe valorizzato molto di più questi singolari interni.

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Anni '70

Rivarossi "Corbellini".  La carrozza "Corbellini" Bz 34.700 era un modello storico di Rivarossi, ma già realizzato con una fedeltà e un dettaglio sicuramente all'avanguardia. La visione in esploso ne mostra i numerosi componenti: la cassa con il tetto (che era un pezzo a parte), i finestrini stampati in dettaglio con le cornici (anziché il semplice foglio di plastica trasparente in uso in precedenza), il telaio e l'arredamento interno (che avevo colorato io). Il gancio era articolato sul carrello e io vi avevo incollato il gancio corto Roco.
Anni '70 - Rivarossi

 

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