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Nuovo! Dopoguerra a Priverno. Per il pittore che si accinge a ricreare una scena del passato, il bello di eseguire lavori su commissione č la possibilitā di esplorare luoghi nuovi e storie antiche. In questo caso, il committente voleva ridare vita a un luogo della memoria, con cui ha un profondo legame affettivo. Siamo sulla Velletri-Terracina, attorno al 1950. La 625.017 (Ansaldo, 1910) in quegli anni era assegnata a Viterbo. Durante la seconda guerra mondiale aveva subito gravi danneggiamenti ed era stata ricostruita con la sostituzione della caldaia, con il relativo spostamento della guida a sinistra. Qui la vediamo in testa a un merci, in un pomeriggio di maggio, con i ferrovieri che conversano chissā di cosa in attesa di un treno incrociante. Questa unitā č una delle 625 che si č salvata dalla demolizione, il committente l'ha scelta perché ha avuto modo di ammirarla in servizio in testa a treni rievocativi. Il dipinto vuole trasmettere serenitā, e anche la radiosa giornata di sole rappresenta idealmente la rinascita di un Paese dopo un periodo buio e difficile. |