Rondò Rivella. Di buon mattino prendiamo la Freccia delle 7.53 e per le 9 sbarchiamo a Porta Susa. La prima tappa, immancabile, è la colazione al Bicerin, il celebre locale storico di fronte al Santuario della Consolata. Poi in piazza Castello le strade si dividono: chi va a passeggio per negozi e chi, di buona lena, raggiunge il Rondò Rivella, uno dei pochi luoghi con speranza di sole. Infatti quest'anno, completati i lavori in via Po, il giro tranviario è tornato in centro, con partenza da piazza Castello e giro antiorario: piacevole, ma fotograficamente ostico per la luce invernale.Ho comunque fatto la scelta giusta: i tram devono percorrere l'anello del Rondò per 270 gradi, permettendo almeno due foto al sole, senza grossi problemi di auto, grazie al ciclo semaforico favorevole. La prima che arriva è la bolognese 201, tutta lustra. |
Rondò Rivella. Passa la triestina 447. |
Rondò Rivella. La 502 a due assi vivacizzerebbe qualunque scena, con il suo bel rosso e crema. |
Rondò Rivella. Negli anni scorsi la Due Camere non aveva fatto molti giri, così mi fa senz'altro piacere vederla spuntare dai giardini. |
Rondò Rivella. Per la 2598 scelgo una vista laterale, estesa fino al bel palazzo dal lato nord del Rondò. |
Rondò Rivella. |
Rondò Rivella. Per il successivo passaggio della 447 mi sposto sul lato nord del Rondò, con lo sfondo di nobili palazzi (il tram è anche utile a nascondere la retrostante insegna "Colf badanti", davvero poco intonata all'atmosfera vintage!). |
P.za Vittorio Veneto. Quando torna la 201 e dunque si è completato il ciclo di tutti i mezzi, lascio il Rondò dirigendomi verso via Po e piazza Vittorio Veneto, l'unica sufficientemente ampia da dare garanzia di sole lungo il tracciato della parata, che si snoda da piazza Statuto per via Cernaia e via Po. Nel frattempo arriva anche qualche nuvoletta, così il compito del fotografo diventa piuttosto sfidante, tra le ombre, le auto in transito, la folla e i tram che procedono a scatti fino alla svolta del Lungo Po. Bisogna essere agili, ma non mi lamento e direi che me la cavo bene. Tra le prime, arriva la bellissima 312 STEFER che non era in turno nel giro mattutino. |
P.za Vittorio Veneto. È la volta della Due Camere. La punta della Mole Antonelliana chiude sempre il panorama, sopra la cortina di palazzi porticati. |
P.za Vittorio Veneto. Torna la 201. |
P.za Vittorio Veneto. Mi piace anche questa vista controcampo, non solo per mostrare lo schieramento di fotografi, ma soprattutto perché la fila di tram tutti verdi mi riporta alle immagini tradizionali di quando il paesaggio urbano era dominato più dai tram che dalle auto. |
P.za Vittorio Veneto. La soddisfazione maggiore della parata è però riuscire a vedere il T450, il trattore di Superga, insolitamente a spasso per le vie cittadine: sta trainando la 209, la vettura restaurata statica, normalmente in mostra alla stazione Sassi della dentiera. Dietro di loro infine la sabbiera T427, altro esemplare piuttosto difficile da incrociare. |
P.za Vittorio Veneto. Spostandomi infine alla svolta verso il Lungo Po, mi dedico al celebre bus a due piani 2002, quello di Italia 61. |
P.za Carlina. Dopopranzo i giri riprendono alle 14.30 e li attendo in piazza Carlina, ma inevitabilmente il sole comincia a scendere molto in fretta. Dapprima in realtà arriva la 2823, tram ristorante, che fotografo nel gioco di un lieve controluce. |
P.za Carlina. Finalmente si palesa la 312, in una luce soffice che trovo molto fascinosa.A questo punto arriva ancora una 2500 e poi ... boh, più nulla. Forse hanno accorciato il giro, pazienza; la luce se ne va e concludiamo la gita con un giretto per la zona di piazza Carlo Alberto, che curiosamente ignoravo, poi merenda e Italo delle 17.20 per tornare a casa. |
Foto 1-15/15 ^ Indice ^
[Indice della sezione / This Section] [Articolo principale / Main Page: TRAM TORINO]