P.za Solferino. Il giro del pomeriggio parte sempre da piazza Statuto, va verso piazza della Repubblica, scende per via Milano e ritorna per via Pietro Micca e via Cernaia. Solo per pochi minuti il sole è perfettamente in asse a via Milano, ma i tram non sono ancora partiti, così è necessario sfruttare l'unico punto sufficientemente aperto, cioè l'uscita di via Pietro Micca su piazza Solferino. Per fortuna lo scenario di palazzi, torri e portici è davvero di gran fascino: dapprima arriva la 502. |
P.za Solferino. La 2759 è perfetta in mezzo a questi splendidi palazzi torinesi. La luce bassa evidenzia il truck a due assi, rivelando l'origine di ripiego di questa serie, ottenuta ricarrozzando due vecchie vetture a due assi, unite da una cassa intermedia sospesa (cioè senza ruote): da qui nasce il soprannome "Due camere e cucina" con cui sono noti i tram ricavati con questa tecnica. |
P.za Solferino. Arriva la 2592. Solo riguardando la foto a casa, mi accorgo che sullo sfondo appare addirittura la basilica di Superga. |
Via Cernaia. L'ultimo punto in luce, veramente al limite, è l'incrocio tra via Cernaia e corso Galileo Ferraris. Ecco ancora la 2759, con due particolarità semaforiche tipiche di Torino: l'utilizzo del vecchio giallo-verde (anziché solo il giallo) e il semaforo a quattro bracci appeso al centro dell'incrocio. Ma vuoi mettere una semaforizzazione moderna a portale con almeno quattro pali a L che incombono sopra l'incrocio? |
C.so Tortona. Ero già stato a Torino a settembre, per lavoro, in una giornata ostinatamente grigia. Girovagando dopo le riunioni in cerca di qualche spunto, ero salito su un 3, fino al capolinea di corso Tortona. Sceso dal tram, gli dedico due scatti. |
P.za Coriolano. Proprio viaggiando sul 3, mi sono reso conto che, a differenza delle Stanga romane, che hanno sedili moderni in plastica, le 2800 torinesi hanno ancora i sedili originali in legno su ossatura in fusione metallica. Così prendo un 15 per Coriolano e, mentre è fermo al capolinea, documento questi arredi così semplicemente eleganti. |
P.za Coriolano. La vista completa, dalla cabina verso la coda, mostra una spaziosità e luminosità che spesso i tram moderni, presi dall'ansia del pavimento integralmente ribassato, possono solo sognare. |
P.za Bernini. Mentre attendiamo la parata dei tram storici, passano anche delle normali vetture in servizio regolare: la serie 5000, parzialmente ribassata, è un buon compromesso tra accessibilità e razionalità costruttiva- |
P.za Bernini. Visto che me lo trovo proprio davanti, scatto anche a un esemplare della nuova serie 8000 di Hitachi. L'esterno sembra verniciato con l'evidenziatore, l'interno non lo conosco, diciamo che per ora sospendo il giudizio... |
Monte dei Cappuccini. Il weekend a Torino non è stato solo tranviario: il sabato girovaghiamo con calma per la città - in tutto saranno 9 km a piedi! - e dalla Gran Madre, per la prima volta salgo fino alla chiesa dei Cappuccini, con l'attiguo bel museo della montagna del CAI (che ha anche il significativo vantaggio di essere ben riscaldato!). Proprio all'ingresso, mi ha colpito questa iscrizione con le quote altimetriche della città, in cui il linguaggio utilizzato denota chiaramente l'antichità dei testi. |
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