C.so Cairoli. Nel frattempo arriva un altro 16, e stavolta c'è anche la bici! |
P.za Castello. L'occasione della gita è il 15 deviato, che percorre il binario attraverso i Giardini Reali, normalmente utilizzato solo dai tram storici. In questa stagione la parte nei giardini è praticamente tutta in ombra, ma ci si può dedicare al passaggio sotto i portici, bello e caratteristico. |
Rondò Rivella. Alla ricerca di itinerari in luce, passo due volte dal Rondò Rivella, e scopro che vi fa capolinea il 3, anch'esso limitato a un percorso parziale. Nonostante l'ampiezza della piazza, evitare le ombre non è affatto facile, così mi invento due inquadrature un po' anomale, che unisco in un collage, con le Torri Rivella (quasi) gemelle. Costruite nel 1929 da Eugenio Ballatore di Rosana in stile Art Deco, presero il nome dall'atelier di pellicceria di Francesco Rivella, per il quale erano state originariamente realizzate. |
P.za Castello. Torno ora in Piazza Castello. Va detto che il sito GTT, anche senza usare alcuna app, non mi dice solo la posizione in tempo reale di ogni vettura, ma addirittura la sua matricola! Così so già che sta arrivando una 5000 ed eccola qui! |
P.za Castello. Mi porto al centro della piazza per la 2800 successiva. I binari di via Po sono interrotti per mesi di lavori (...) così l'unico tram che passa è proprio il 15 deviato. Sulla destra si trova il Teatro Regio. |
C.so Sommeiller. Non sono ancora le tre ma trovare vie ancora in luce diventa davvero arduo. Provo a seguire i binari del 15 verso sud, raggiungo un bello spiazzo aperto (in fondo a Corso Re Umberto) ma...ho sbagliato strada! Il 15 svoltava qualche isolato prima. Così torno indietro e mi ritrovo sul ponte di Corso Sommeiller, che scavalca i binari ferroviari in uscita da Porta Nuova. Arriva un 16, e mi piace lo sfondo della Collina, che spesso chiude la scena in questa parte della città.Fatta la foto, posso puntare su Porta Nuova per il Regionale delle 15.55. Un tramonto tinto di arancio, con una fetta di luna e il Monviso di sfondo, chiuderanno la giornata dalle parti di Novara. |
Nuovo! P.za Castello. La prima domenica di dicembre si svolge il Trolley Festival, celebre festival tranviario, tanto di lunga tradizione per la città di Torino, quanto tuttora un caso unico nel panorama tranviario italiano. Sembrerà strano, ma c'ero stato solo nel 2007 e 2008 e poi mai più (va anche detto che, vista la stagione, le edizioni con meteo consono non sono state moltissime...). Nel 2023 si preannuncia un weekend di bel tempo e così organizzo due giorni di ottima gita, in modo da essere sul posto già di primo mattino. Sono da poco passate le 9, quando le prime vetture si presentano in piazza Castello a caricare cittadini e turisti, dirette allo stadio, come vedremo nelle prossime foto. La prima ad arrivare è la 312 Stefer, che fotografo nella lama di luce dell'alba invernale. |
Nuovo! Capolinea Stadio. La novità di questa edizione era il "carosello" al capolinea dello Stadio, un anello di 230 m di lunghezza e circa 560 m di sviluppo, in cui i tram hanno girato, con passeggeri a bordo, per un'ora abbondante. Ai fotografi che li attendevano lungo l'anello sembrava davvero un plastico, con in più il fascino delle Alpi a chiudere il panorama. La Stefer romana è ritratta sul raddoppio lato ovest (la salita e la discesa dei viaggiatori avvenivano sui tre binari lato est). |
Nuovo! Capolinea Stadio. La curva a sud è l'osservatorio privilegiato per godersi lo spettacolo: ecco la 116, una delle due vetture a due assi storiche. La vettura 116, costruita da Diatto a Torino nel 1911, fa parte di un lotto di 130 esemplari, messi in servizio anche in vista dei festeggiamenti per i 50 anni dell'Unità d'Italia. Come spesso accade, le ultime vetture superstiti sono state trasformate in mezzi di servizio. La 116 è stata restaurata una prima volta nel 1976, esposta per alcuni anni a Sassi e infine rimessa in esercizio nel 2006, diventando il tram più anziano ancora in esercizio. |
Nuovo! Capolinea Stadio. La 3179, classica vettura a carrelli non articolata, costruita dalla Fiat Materfer nel 1958, è stata trasformata in "tram teatro" nel 2007: il lato porte si apre con un portellone incernierato superiormente e la vettura diventa un palcoscenico. L'altro lato è però integro, e l'abbinamento del suo arancio con il verde della Due Camere con Cucina dà vivacità all'immagine. |
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