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 Pré Saint Didier.  Con il 24 dicembre, la linea chiude. Nessun treno, dopo quella data, è mai salito oltre Aosta, e qualche timida proposta di mantenere la linea almeno a livello turistico, come si è fatto su varie altre ferrovie piemontesi, è stata stroncata sul nascere: segno eloquente che il "veto" alla ferrovia ha goduto di un generale (inquietante?) consenso politico. Come sempre avviene, non sono mancati gli studi sulla riapertura, né, certamente, le relative laute parcelle agli estensori; ma ogni studio si concludeva con una stima al rialzo - decine di milioni di euro - per l'ipotetico ripristino, allontanandolo sempre di più.

A gennaio 2018, quindi poco più di due anni dopo la chiusura, torno a Pré Saint Didier; non avendo alcuna voglia di un viaggio in auto, scelgo la versione - per me del tutto inedita - di un bus diretto in partenza dall'autostazione di Milano Lampugnano. La giornata è tersa e serena, anche se in questa stagione la stazione resta sempre in ombra. Il manto nevoso aiuta a nascondere qualsiasi segno di abbandono, il segnale in fondo è ancora acceso e il binario sembra semplicemente riposare sotto la neve.

La fine e la vergogna - Pré Saint Didier.

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