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La fine e la vergogna

 Pré Saint Didier.  Con il 24 dicembre, la linea chiude. Nessun treno, dopo quella data, è mai salito oltre Aosta, e qualche timida proposta di mantenere la linea almeno a livello turistico, come si è fatto su varie altre ferrovie piemontesi, è stata stroncata sul nascere: segno eloquente che il "veto" alla ferrovia ha goduto di un generale (inquietante?) consenso politico. Come sempre avviene, non sono mancati gli studi sulla riapertura, né, certamente, le relative laute parcelle agli estensori; ma ogni studio si concludeva con una stima al rialzo - decine di milioni di euro - per l'ipotetico ripristino, allontanandolo sempre di più.

A gennaio 2018, quindi poco più di due anni dopo la chiusura, torno a Pré Saint Didier; non avendo alcuna voglia di un viaggio in auto, scelgo la versione - per me del tutto inedita - di un bus diretto in partenza dall'autostazione di Milano Lampugnano. La giornata è tersa e serena, anche se in questa stagione la stazione resta sempre in ombra. Il manto nevoso aiuta a nascondere qualsiasi segno di abbandono, il segnale in fondo è ancora acceso e il binario sembra semplicemente riposare sotto la neve.

La fine e la vergogna - Pré Saint Didier.

 

 Morgex.  A piedi, scendo passo passo fino a La Salle. A Morgex splende un sole radioso, mentre le rotaie increspano appena lo strato sottile di neve.
La fine e la vergogna - Morgex.

 

 Morgex.  Alla curva in uscita da Morgex, il Monte Bianco appare in tutta la sua maestosità: fotografo il paesaggio innevato e mi metto a immaginare il transito di una bella ALn 663. La fotografia digitale aiuta certo l'immaginazione, ed ecco il risultato finale, basato sulla stessa automotrice in versione autunnale nella gita del novembre 2015. Pur ottenuta come in un sogno, è questa l'ultimissima immagine ancora "viva" della mia affascinante Aosta-Pré Saint Didier.
La fine e la vergogna - Morgex.

 

 Morgex.  Sulla successiva controcurva, le rotaie sbucano appena dal manto di neve; la vista invernale, uniformando il prato con il binario, evidenzia ancora meglio il perfetto inserimento ambientale della ferrovia.
La fine e la vergogna - Morgex.

 

 La Salle.  Uno dei numerosi caselli che, in dimensioni minori, riprendevano lo stile architettonico delle stazioni.
La fine e la vergogna - La Salle.

 

Arvier.  Torno in valle a luglio 2021, ormai sesta estate senza treni. Ora non c'è più la neve a celare le rotaie, e il mondo è davvero cambiato: la vegetazione si è fatta infestante, con una rapidità quasi sorprendente, ed è andata a ricoprire il binario con un'intensità ben maggiore di quanto poteva fare il sottile strato nevoso. I segnali sono spenti, e il Vnx, ancora miracolosamente intatto, spunta tra un albero e l'altro.
La fine e la vergogna - Arvier.

 

Saint Pierre.  Nell'agosto della stessa estate, anche a Saint Pierre l'edera ha ormai ricoperto il binario, benché il fabbricato di stazione appaia ancora integro. Al lettore non sfuggirà la consueta, amara sequenza di cartelli moderni: il nome della località (che duplica quello tradizionale), l'imprescindibile "binario 1", l'indicazione dell'uscita (come se si potesse non trovarla), il divieto di introdursi nella sede ferroviaria. Probabilmente qualcuno è stato premiato per aver così ben applicato la cartellonistica, e qualcun altro per aver così oculatamente scelto la chiusura di una linea con pochi viaggiatori.
La fine e la vergogna - Saint Pierre.

 

Morgex.  Nell'ex piazzale merci della stazione è stato realizzato un parco giochi. Il giardino non è di per sé incompatibile con la ferrovia (il binario di corsa è ancora presente, di là della rete visibile nella terza immagine), ma suona quasi grottesco, e sicuramente molto amaro, vedere il gioco per bambini che imita le forme e i colori di una ALn 663 - quella stessa che i bambini non vedranno mai nel loro paese.
La fine e la vergogna - Morgex.

 

Pré Saint Didier.  Siamo arrivati alla fine: l'estate 2025 è ovviamente la decima senza treni, e penso sia doveroso far vedere come è ridotta oggi la linea. Giovanni Demuru è stato in vacanza in Valle d'Aosta quest'estate, ed ecco cosa ha trovato. Credo sia superfluo commentare.
La fine e la vergogna - Pré Saint Didier.

 

Pré Saint Didier.  Per chi facesse fatica a raccapezzarsi, stiamo sempre guardando il fabbricato dal lato ferrovia. La giungla sulla sinistra non è dal lato esterno della stazione, ma è proprio sul primo binario, quello dove sostavano le automotrici.
La fine e la vergogna - Pré Saint Didier.

 

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