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Autunno alle porte della Valle

 Borgofranco.  Pensavo di dover arrivare fino a Ivrea ma scopro che alle 16.20 c'è uno dei tre (!) treni che ferma anche a Borgofranco. Così mi rispamio la salita di Ivrea e, come di consueto, faccio la foto "finisce la giornata", con l'ultimissimo sole sui crinali.
Autunno alle porte della Valle - Borgofranco.

 

 Chivasso.  A Ivrea cambio treno con un bimodale, che arriva a Chivasso intorno all'ora blu. L'ultimo scatto è per lui, e alle 18.45 sono in Centrale.
Autunno alle porte della Valle - Chivasso.

 

Inverno!

 Donnas.  Nella gita precedente avevo privilegiato Bard, così a metà dicembre scelgo di dedicarmi a Donnas. Qui l'orientamento della valle, aperta a sud-est, fa sì che il sole arrivi decisamente presto per la stagione. Per sfruttare la mattina, parto alle 18.40 della sera prima, faccio la consueta "cena frugale" in centro a Chivasso e pernotto a Pont S.Martin, in un albergo letteralmente a pochi metri dal confine con il Piemonte. Scendere dal treno nel freddo della notte e "volare giù" per la discesa in bici è una sensazione forte e quasi dimenticata.

Alle 8 dell'indomani l'aria è frizzante ma accettabile, e pedalo rapidamente fino a Donnas. L'app PeakFinder mi dice che il sole comparirà alle 8.36 e non sgarra di un minuto: per fortuna, perché il Bimodale ascendente è atteso non più tardi di cinque minuti dopo! Per questo treno scelgo lo sguardo verso sud, con il versante verso Pont nerissimo e le case e il treno già illuminati.

Inverno! - Donnas.

 

 Donnas.  Il tratto classico lungo la Dora esce dall'ombra, e alle 9 si presenta una doppia di Minuetti da Ivrea, che si tuffa nuovamente nell'oscurità appena dietro la curva.
Inverno! - Donnas.

 

 Donnas.  Il successivo treno discendente dovrebbe essere un Bimodale, ma si presenta un altro Minuetto. In questa stagione il sole scorre quasi a filo del crinale e le case a sinistra entrano ed escono dall'ombra, in base alla conformazione della montagna!
Inverno! - Donnas.

 

 Donnas.  Per una successiva foto lungo la Dora è meglio attendere un'oretta, così per il Bimodale ascendente vado al prato verso Pont S.Martin. Le case di Donnas si distendono sulle prime pendici, ma è soprattutto evidente, a sinistra, la rupe che sbarra l'accesso alla valle: nell'ombra alle sue spalle si trova la gola di Bard.
Inverno! - Donnas.

 

 Donnas.  Tornando verso il centro del paese, mi fermo ad ammirare l'affresco sulla facciata della cappella di San Rocco, lungo la statale.
Inverno! - Donnas.

 

 Donnas.  Sulla parete di una casa lungo la Statale sopravvive una scritta d'epoca fascista: "Camminare e costruire e, se necessario, combattere e vincere". Si intuisce in basso anche la versione originale della grafia Donnaz con la "z". Per la cronaca il nome, già Donnaz, venne italianizzato in Donas dal 1939, ritornò poi alla grafia con la "z" dal 1946 e diventò infine l'attuale "Donnas" dal 1976 (anche se la stazione rimase "Donnaz" fino a tempi recentissimi).
Inverno! - Donnas.

 

 Donnas.  Anche la scuola materna merita un'inquadratura, sullo sfondo della rupe. Dal sito della Soprintendenza Archivistica, si apprende che l'asilo è stato inaugurato nel 1897, ad opera di Federico Selve, definito "industriale tedesco, propulsore in Donnas di fiorenti officine metallurgiche".
Inverno! - Donnas.

 

 Donnas.  Alle 10.40 il sole ha finalmente guadagnato un'illuminazione completa del lungo Dora: il Bimodale ascendente risplende al meglio!
Inverno! - Donnas.

 

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