| Casletto. Nonostante la giornata festiva e l'orario mattutino, la viabilità intorno a Cantù è già critica, così non sono certissimo di riuscire a raggiungere nuovamente il treno. Punto al prato di via Brianne, poco oltre Casletto. Quando vedo un fotografo ancora appostato, capisco che siamo arrivati in tempo. |
| Sala al Barro. Al ponte di Lecco eravamo già stati a dicembre, così, arrivando al bivio di Civate, mi viene l'idea di puntare su Sala al Barro, giusto lì a due passi. Le automotrici sono inquadrate in posizione tattica per mostrare le magnolie fiorite e nascondere la rete arancione dell'(utilissimo?) cantiere per l'ETCS. Come sempre in questa tratta, i Corni di Canzo dominano lo sfondo. |
| Vercurago. Giunto a Lecco, il treno va a ricoverarsi a Calolziocorte, così anche stavolta una piccola folla lo attende a Vercurago. Il centenario palo ex trifase in primo piano mimetizza con precisione pali e cartelli ben più moderni. |
| Calolziocorte. Calolziocorte è appena un kilometro più avanti: tanto vale andare a dare un'occhiata alle automotrici ferme al sole. |
| Sala al Barro. In attesa della ripartenza, girovaghiamo in zona, attendendo anche che si dissolva la classica velatura del primo pomeriggio. In stazione di Sala al Barro, la magnolia in fiore si accompagna alla scritta vintage (e a nessun cartello inutile). |
| Valmadrera. Il ritorno è previsto alle 17.30. C'è tutto il tempo per prendere un gelato sul lago a Valmadrera; nel mentre la velatura si dissolve e il profilo del Resegone torna a disegnarsi sul cielo azzurro. Appena prima della stazione di Valmadrera, in realtà ancora a Malgrate, c'è questo bel sovrappasso pedonale, di cui pare difficile trovare notizie, almeno sul web. |
| Casletto-Rogeno. L'incrocio di Valmadrera permette di avere una mezzora per raggiungere Casletto, anche se l'immancabile coda della SS 36 non aiuta. Il navigatore mi fa prendere uno sterrato abbastanza da brivido, ma arriviamo sani e salvi, e naturalmente per tempo. Devo dire che, come sempre, Casletto merita assai! |
| Casletto-Rogeno. Visto che è prevista la fermata, faccio in tempo a scegliere una seconda inquadratura un po' più elevata. A questo punto tento di riprendere il treno verso Brenna, ma la coda oltre Merone e il PL chiuso di Fabbrica Durini giocano a sfavore. Mi accontento di ammirare ancora una volta la villa sulla collina di Fabbrica Durini, nella luce del pomeriggio inoltrato, e poi di puntare più che soddisfatto verso casa. |
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Nuovo! Biassono-Lesmo. Anche la stagione 2026 dei treni storici lombardi si apre (altrettanto non casualmente...) con le ALn 668 in Brianza, stavolta sulla Monza-Molteno. Il primo appuntamento è quello assolutamente imperdibile: a settembre 2026, la linea verrà interrotta per un anno (...) per i lavori dell'autostrada Pedemontana, poche centinaia di metri a nord di Biassono, e la completa modernizzazione - cioè devastazione - dell'incantevole fermata è pressoché certa. La mattina era iniziata con una velatura piuttosto pesante, ma per le 10 il cielo si fa sempre più sereno: il passaggio accanto al minuscolo fabbricato, che rivela l'origine come ferrovia in concessione (1911), è proprio come lo desideravo! |
| Nuovo! Sala al Barro. In realtà l'immancabile passaggio a livello guasto ha causato 40 minuti di ritardo, facendo saltare tutti gli incroci con i treni ordinari. Le ALn 668 se ne vanno fin troppo veloci ed è impossibile star loro dietro. Solo appena prima di Sala al Barro vedo accendersi la luce rossa del PL. Per fortuna 500 metri più avanti c'è un ottimo punto, con il binario che serpeggia a fianco della collina e la consueta vista dei Corni di Canzo e del Monte Moregallo: la foto mescola le sensazioni di questa stagione di mezzo, con il fondovalle già primaverile e le montagne ancora invernali. |
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