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Dalla collezione di Leandro Colli.

Ancora nel 1950 sono ben evidenti le tracce dei danni bellici: la mappa documenta la ricostruzione in atto dei ponti sull'Arno, che erano stati distrutti dai tedeschi in ritirata, ad eccezione del Ponte Vecchio che, come noto, venne risparmiato, distruggendo però gli accessi, cioè le vie Por Santa Maria, dei Bardi e Guicciardini, rispettivamente a monte ed a valle. Al 1950 erano stati ricostruiti i ponti alle estrelimità della città, quello di San Nicolò verso sud e della Vittoria verso nord mentre per tutti gli altri erano ancora in opera le passerelle provvisorie costruire al passaggio del fronte nel 1944-45, che la mappa documenta con l'eloquente dicitura "(distrutto)".

I bombardamenti aerei fecero danni notevoli anche nelle zone vicine agli insediamenti ferroviari, così come alla rete dei trasporti. Quest'ultima era gestita dal 1946 dalla nuova azienda pubblica ATAF, subentrata alla Società Trasporti Urbani (STU), controllata dalla Fiat, che aveva gestito la rete nel periodo bellico, sostituendo a sua volta la precedente società di capitali belga, fallita nel 1934.

La mappa presenta sia i percorsi tramviari, con linea continua, sia quelli automobilistici e filoviari (contraddistinti da lettere) con linea tratteggiata. Si osserva anche la riorganizzazione del servizio tranviario nella zona centrale, avviato nella seconda metà degli anni '30 con l'abbandono progressivo dei capilinea di Piazza della Signoria e delle Logge del Mercato Nuovo - visibili nella mappa del 1929 - e con il concentramento delle linee radiali in via dei Pecori, in prossimità del Battistero e del Duomo, o in Piazza della Stazione (a Firenze non è mai stato utilizzato il toponimo semplificativo di "Ferrovia" comune in altre città italiane). Con la riorganizzazione vennero inoltre realizzate delle linee diametrali ancora oggi presenti nella rete, a distanza di 70 anni. I tram scompariranno comunque a gennaio 1958, per riapparire solo nel 2010, con una rete totalmente nuova.


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