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Partendo da Parma e scendendo lungo la Via Emilia, la cosa che immediatamente salta all'occhio è che ogni città capoluogo era il fulcro di una rete composta da ferrovie concesse e tranvie, elettrificate o a vapore. Il fatto poi che tutte queste reti fossero in qualche modo interlacciate fra di loro generava una fitta maglia di linee che copriva tutto il territorio pianeggiante della Regione. E' in particolare impressionante la vasta e fitta rete di tranvie interurbane facenti capo a Parma, per lo più a trazione a vapore.
Si notano poi le costruende ferrovie Casalecchio - Vignola, attivata nel 1938 in sostituzione della parallela tranvia; Fidenza - Salsomaggiore, attivata nel 1937, anch'essa per rimpiazzare una linea tranviaria; Rolo - Mirandola, quest'ultima mai completata. Da notare anche il tronco Massalombarda - Imola, aperto nel 1934 e che verrà chiuso solo dieci anni dopo assieme alla tratta Imola - Fontanelice.

Scendendo lungo la costa adriatica della Romagna, troviamo le perdite più significative dal punto di vista turistico: le due ferrovie concesse che partivano da Rimini e raggiungevano da una parte Novafeltria (a quel tempo e fino al 1941 ancora chiamata Mercatino Marecchia) e dall'altra la Repubblica di San Marino. Quest'ultima, tecnicamente rilevante per il forte dislivello da superare, rimase in esercizio appena 12 anni, dal 1932 alle distruzioni belliche del 1944.

Oggi l'Emilia è nonostante tutto ancora abbastanza ricca di ferrovie regionali: sette reti sono sopravvissute, ormai tutte confluite nella gestione FER. E' disponibile una situazione più recente nella mappa del 1986 dalla rivista Voies Ferrées Ediz. Italiana.


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