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Il nuovo "Centro Direzionale" rappresenta il terzo elemento di rilievo del Piano, dopo gli assi attrezzati e la racchetta. In questo caso un esito concreto vi fu senza dubbio, anche se di estensione nettamente più limitata rispetto alle previsioni: con una stima ad occhio, potremmo dire circa un quarto. L'area su cui effettivamente sorsero i nuovi palazzi fu sostanzialmente il rettangolo superiore destro, compreso tra via Gioia, via Galvani, via Filzi e l'ampia strada est-ovest che verrà poi denominata viale della Liberazione. Anche in questo rettangolo tuttavia la sostituzione non fu completa e rimangono tutt'oggi molti edifici ben più antichi.

Il colore verde è nell'originale. Ho invece evidenziato in marrone le aree ferroviarie: a sinistra la nuova stazione di Porta Garibaldi, che verrà effettivamente realizzata in questa foggia nel 1961. Essa andava a sostituire la precedente stazione di Porta Nuova, posta contro via Galilei, sull'altra area marrone (si vedano le varie mappe di Milano del tempo per confronto). Dismessa la stazione di Porta Nuova, tale area non verrà edificata per i successivi 40 anni e diventerà il celebre luna park delle Varesine (il nome venne ripreso dalla denominazione popolare della stazione di Porta Nuova, legata al fatto che vi partivano i treni per Varese). Infine il tracciato curvilineo che da Porta Garibaldi punta verso nord è il progetto della galleria ferroviaria poi realizzata e che ancora oggi connette la stazione con la linea di Monza.

Per quanto riguarda le altre aree della mappa, di fatto venne compiuto ben poco. Una certa sostituzione con nuovi edifici si ebbe a ovest di Corso Como, in misura un po' minore rispetto alle previsioni di piano, mentre pressoché nulla si mosse all'Isola, cioè nel quartiere compreso tra la stazione Garibaldi e la via Gioia. In particolare non venne mai ridefinita la struttura viaria (le vie Confalonieri, De Castilla e Sassetti sono ancor oggi tal quali) e tutto il vasto spicchio immediatamente a ovest di via Gioia rimase non solo inedificato, ma anche in totale abbandono fino agli anni 2000, tanto che non si trovò di meglio che ospitarvi i tendoni da circo (una foto di denuncia di Italia Nostra del 1979).

Ultimo ma non meno essenziale, ho evidenziato in rosa il tratto iniziale dell'Asse attrezzato che avrebbe dovuto attraversare la città in senso nord-sud, da Piazzale Lagosta all'Arco della Pace, per poi proseguire grosso modo su strade esistenti fino alla circonvallazione esterna. Al pari della Racchetta o della risistemazione dell'Isola, anche l'Asse attrezzato avrebbe richiesto uno sventramento significativo. Nelle prossime immagini vedremo che cosa è realmente avvenuto.


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