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L'essenza del Piano è riassunta in questo schema colorato, tracciato sul tradizionale 1:100.000 IGM, che presenta almeno in parte una utile visione "sovracomunale" (tutta la zona nord, a partire da Novate, Bresso e Sesto, è esterna al Comune di Milano). Il livello di dettaglio è naturalmente molto variabile: ad esempio la larga maggioranza dei "nuovi quartieri autonomi" è indicata per puro riferimento: sono dei semplici rettangolini arancioni! Tra quelli che avranno un qualche esito pratico, si notano il QT8 (peraltro già in corso di realizzazione), il Gallaratese, qualcosa a Lorenteggio e nella zona di Piazza Udine, mentre stupisce un'area arancione che avrebbe dovuto sostituire buona parte dell'Ippodromo.

Per le autostrade si indicano solo le tre prebelliche esistenti: nulla appare della A1 per Bologna e della A7 per Genova, che pure saranno inaugurate di lì a poco (rispettivamente nel 1959 e 1960). Sono invece presenti degli abbozzi di tangenziale ovest ed est, non molto lontani da quelli che poi vedranno effettivamente la luce (nel 1968 e 1974). A titolo di curiosità, compare anche un collegamento SS 33 - SS 11 (Pero-Settimo) che verrà effettivamente realizzato intorno al 1995, anche se è difficile stabilire se vi sia stato un nesso causale. In ogni caso il disegno va preso in senso molto qualitativo: ad esempio la freccia completamente rettilinea con cui è fatto proseguire il viale Fulvio Testi (senza l'ansa di Cinisello) oppure il tracciato iniziale della strada per Erba sono verosimilmente indicazioni di larga massima.

Ma dal punto di vista viabilistico, l'aspetto più interessante sono gli "Assi attrezzati" vale a dire l'idea di disegnare una viabilità di scorrimento veloce interna alla città storica, sui due percorsi Nord-Sud e NordOvest-SudEst. Il primo è l'esempio forse più didattico di "incompiuta dal fallimento immaginabile", di cui avremo modo di parlare fra poco; del secondo non verrà realizzato nulla, in particolare nel tratto in affiancamento alla ferrovia, ma è singolare che esso disegni quello che sarà poi il tracciato del Passante Ferroviario sotterraneo (progettato nei primi anni '80). Infine la riga rossa che attraversa orizzontalmente il centro storico (giallo) è la cosiddetta "racchetta", che analizzeremo in dettaglio nel seguito.

Dal punto di vista del trasporto pubblico, il piano si limita a recepire la ferrovia esistente, con un'improbabile destinazione "Spluga" per la linea di Lecco e il fatto curioso di non evidenziare la rete FNM, tutt'altro che marginale per la mobilità su Milano. Infine la cerchia dei navigli viene "simpaticamente" colorata di giallo come "zona esclusa al traffico tranviario": pochi cenni che mostrano chiaramente come l'impoverimento sostanziale del trasporto su ferro degli anni seguenti avesse origini già ben radicate nella cultura del primo dopoguerra!

Le aree industriali recepiscono in buona parte lo stato di fatto, con zone di espansione (viola più scuro) che avranno pochi riscontri reali, soprattutto se si pensa all'industria pesante (ad esempio la zona monzese di S.Alessandro - S.Rocco verrà successivamente dedicata soprattutto a un confuso uso residenziale). Presso Rogoredo compare la darsena di quello che avrebbe dovuto essere il canale navigabile Milano-Cremona-Po (da cui l'attuale denominazione "Porto di Mare" della stazione della M3) e che ovviamente non ebbe alcun esito reale (mentre la sua prosecuzione verso nord ovest penso non sia mai andata oltre il segno su questa mappa). Punto singolare del piano è infine il "nuovo centro direzionale" nella zona di Porta Garibaldi, l'esempio più eloquente di una realizzazione parzialmente compiuta, ma senza dubbio rimasta a metà.


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