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Il volume riporta anche la stessa visione del precedente Piano del 1934. Le due immagini sono state digitalizzate esattamente nella stessa scala, in modo da risultare perfettamente sovrapponibili. Il confronto è quanto mai eloquente: quello del 1934 era quasi un esercizio scolastico di espansione della città "unendo i puntini", come nel gioco della Settimana Enigmistica!

Tranne che sul lato est, il tessuto urbano veniva espanso in modo rigidamente geometrico, all'incirca con uno spessore pari al raggio della circonvallazione esterna (linea 90/91 per i milanesi), generando una metropoli che con gli occhi di oggi ci è persino difficile immaginare (non sono andato a verificare per quanti abitanti fosse calcolata ma immagino che il dato fosse presente nel piano del 1934).

Eppure le cose non vanno mai guardate da un solo punto di vista: in realtà una crescita simile a quella prospettata per Milano nel 1934 è stata poi distribuita nei comuni circostanti, la cui popolazione è aumentata anche di un fattore 10 nel trentennio 1950-80, nella maggior parte dei casi non seguendo alcuna pianificazione preventiva, soprattutto dal punto di vista viario (per non parlare del trasporto pubblico!). Il risultato è stato quello di ottenere la stessa densità abitativa milanese, ma abbinata a una trama stradale ridicolmente inadeguata: si può dimostrare che in molti casi essa abbia semplicemente ricalcato i precedenti viottoli del tessuto agricolo! E' ragionevole pensare che, anche se il piano del 1934 non sarebbe stata una soluzione ottimale, quello che è accaduto in realtà sia stato, per ampi versi, persino peggiorativo.


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