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Le macchine classiche


Le macchine classiche - E.551 (con caldaia)
E.551 (con caldaia) (1921-25, 183 unitÓ). Del medesimo gruppo, Ŕ disponibile anche un'unitÓ senza il grosso armadio dell'invertitore (che era stato aggiunto a posteriori alla maggior parte delle macchine) ma con la caldaia per il riscaldamento del treno e con i contrappesi del biellismo realizzati con un differente profilo. Gli accoppiatori del riscaldamento a vapore si riconoscono sotto i respingenti.

 


Le macchine classiche - E.551 (senza invertitore)
E.551 (senza invertitore) (1921-25, 183 unitÓ). Infine una versione senza nÚ caldaia nÚ invertitore. Per diversificare ancor pi¨ i disegni, questa Ŕ inoltre mostrata dal lato sinistro, come si riconosce dal fatto che la "A" che identifica la cabina anteriore Ŕ posta a sinistra.

 


Le macchine classiche - E.431
E.431 (1922-24, 37 unitÓ). Costruite tutte dal TIBB e destinate ai treni pi¨ veloci, sono sopravvissute sino alla fine del sistema trifase nel 1976. Sono conservate due unitÓ: la 027 a Savigliano e la 037 in Germania.

 


Le macchine classiche - E.552
E.552 (1922, 15 unitÓ). Piccolo gruppo di macchine per treni merci, costruite da Romeo e di fatto utilizzate quasi esclusivamente per la manovra negli scali genovesi, fino al 1962. Nessuna unitÓ Ŕ stata conservata.

 


Le macchine classiche - E.552 (biella Kandˇ)
E.552 (biella Kandˇ) (1922, 15 unitÓ). Le prime due unitÓ del Gruppo montavano una biella articolata sistema Kandˇ (dal nome del celebre progettista ungherese, giÓ "padre" delle prime macchine trifasi italiane). Per differenziarsi ulteriormente dall'altra E.552 con la tradizionale biella a V, il disegno riproduce la colorazione d'origine nera.

 


Le macchine classiche - E.333
E.333 (1923, 40 unitÓ). Ultime locomotive di scuola ungherese, realizzate da Romeo e OMN/Romeo, sono arrivate fino al 1968 presso il deposito di Alessandria, dopo un lungo periodo di utilizzo sulla Riviera di Ponente. L'unitÓ 033 Ŕ conservata a Pietrarsa (in colorazione nera).

 


Le macchine classiche - E.432
E.432 (1928, 40 unitÓ). Insieme alla E.554 rappresenta l'ultimo stadio evolutivo del sistema trifase a frequenza ferroviaria, con una progettazione totalmente italiana, senza utilizzo di brevetti delle case madri estere. Interamente realizzato da Breda, il gruppo Ŕ arrivato al 1976 e due unitÓ esistono ancora, la 001 a Pietrarsa e la 031 a Savigliano.

 


Le macchine classiche - E.554
E.554 (1928-30, 183 unitÓ). E' lo stadio finale della macchina trifase per treni merci. Realizzato da un gran numero di costruttori (OMN/CEMSA, Odero Terni/TIBB, TIBB, Reggiane/Savigliano, OM/CGE, Ansaldo, Cemsa), anche questo gruppo Ŕ arrivato alla fine del sistema nel 1976. Ne esistono ancora due unitÓ: la 078 a Ranco e la 174 a Savigliano.

 


Le macchine classiche - E.554.134+161 a comando multiplo.
E.554.134+161 a comando multiplo. (sistema Bolzano, 1959). Tra il 1957 e il 1965, 47 locomotive trifasi, di cui 34 E.554, furono attrezzate per il comando multiplo in modo da permettere ad un unico macchinista di pilotare due locomotive accoppiate in doppia trazione, per trainare i treni pi¨ pesanti. Il vincolo tecnico che ha condizionato maggiormente l'introduzione (a posteriori) di sistemi di comando multiplo era il comando meccanico del reostato, che era evidentemente impossibile azionare dalla cabina dell'unitÓ accoppiata.

Nel sistema Bolzano, il primo realizzato, si installava un reostato aggiuntivo sull'unitÓ di testa, che permetteva di comandare i motori dell'unitÓ accoppiata; il sistema era pertanto unidirezionale, in quanto mancava un ulteriore reostato sull'altra unitÓ per comandare la prima, ed era quindi utilizzabile su linee con acclivitÓ in un solo senso. L'accoppiamento avveniva dal lato posteriore di ambo le macchine, quello che conteneva appunto i reostati di avviamento (nel disegno, questo ha richiesto di riprodurre anche la fiancata destra della E.554, oltre a quella sinistra, giÓ vista come macchina singola).

In totale furono attrezzate con il sistema Bolzano 8 coppie per la linea del Brennero e 8 per quella dei Giovi. Al primo insieme appartengono le unitÓ 134 (pilota, a sinistra) e 161 (comandata), attrezzate nel maggio 1959. Nell'estate 1965, con la conversione a corrente continua della linea del Brennero, le macchine di Bolzano vennero trasferita a Genova Rivarolo; questa coppia venne accantonata per la demolizione, tuttavia la 161 venne rimessa in esercizio qualche tempo dopo. In ogni caso, tutti i sistemi di comando multiplo - sia il sistema Bolzano, sia le altre sperimentazioni - conclusero il servizio attivo proprio intorno al 1965, non per carenze tecniche, ma a causa di istanze sindacali e della progressiva riduzione della rete a trazione trifase.


 


Le macchine classiche - FAV E.440
FAV E.440 (1932-34, 4 unitÓ). Realizzate da CEMSA e OM/TIBB per la Ferrovia Alta Valtellina (linea Sondrio-Tirano) dove hanno fatto servizio fino al 1968. L'unitÓ 3 Ŕ conservata a Pietrarsa. Queste locomotive hanno mantenuto sino alla fine la colorazione nera, imponendo il difficile compito di restituire l'effetto nero anche nel disegno.

 

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