P.le Labicano. Subito dopo, torna indietro la 7063, che già avevo visto lungo la Prenestina. Lo stato estetico in questo caso è decisamente vissuto, ma la vettura ha ancora il tradizionale archetto romano, al posto del pantografo, probabilmente l'ultima ancora in servizio così. |
P.za di Porta Maggiore. Fermi tutti, passa il treno! Il 423 attraversa la piazza in direzione di Via Giolitti, arrestando per qualche istante il traffico automobilistico. |
P.le Labicano. Contro il muraglione della ferrovia di Roma Termini arriva un'altra Stanga. Nell'inquadratura laterale, mi diverto ad abbinare la modella della pubblicità con la riproduzione di sculture classiche, lungo la parete che dà accesso alla Basilica Sotterranea di Porta Maggiore. |
Fontana delle Naiadi. La giornata tranviaria volge al termine: dedico l'ultima ora e mezza, prima del treno del ritorno, a un giro per la città storica (le foto), Alla fine, restituisco la bici dopo 26 km di tour e, prima di andare in stazione, mi fermo a salutare la fontana delle Naiadi, davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, caposaldo di tante mie precedenti gite romane. |
Nuovo! P.le Labicano. Il 15 dicembre 2025 è convocata a Roma una riunione in presenza del Coordinamento tecnico delle Regioni, quello stesso gruppo di lavoro a cui avevo fatto parte decine di volte tra il 2007 e il 2019. Poi i miei compiti erano un po' cambiati, e in più il gruppo si era riunito sempre in call, secondo le regole di efficienza del mondo postpandemico. Quando vengo invitato per questa specie di rimpatriata, aderisco con piacere, immaginando possa essere anche l'occasione per un minitour tranviario. Le previsioni non sono del tutto ottimali, ma al mattino ce la si dovrebbe cavare. Così la sera prima prendo una Freccia per Tiburtina, un albergo in piazza Bologna (all'imperdibile cifra di 45 euro) e alle 7.50 sono già al capolinea di via Giolitti, direzione Porta Maggiore. La piazza è ancora tutta in ombra, ma vedo arrivare la Stanga 7017, linda, senza pubblicità e con l'archetto! Regolando con cura l'esposizione, ottengo una foto che credo restituisca l'atmosfera invernale con cui si apre la giornata. |
Nuovo! Via Giolitti. C'è in realtà un punto che è già al sole: via Giolitti, presso il Tempio di Minerva Medica, a cui girano intorno i binari della linea di Centocelle. Lo stato estetico dei Bloccati mostra qualche segno di degrado, ma avere la linea ancora viva a fine 2025 è cosa quasi miracolosa. Il 424 si dirige verso il capolinea nella lama di luce. |
Nuovo! Via Giolitti. Poco dopo, ritorna il 421, e lo inquadro sullo sfondo dei palazzi di uffici della stazione Termini e della sua torre piezometrica (Angiolo Mazzoni, 1950), caratterizzata dalla scala esterna elicoidale. |
Nuovo! Via Giolitti. Mi avvicino a Porta Maggiore, scegliendo per sfondo l'unico palazzo che non ha il piano terra ricoperto di scarabocchi vandalici: tenere il degrado fuori dalle foto è un esercizio caparbio e indispensabile. Arriva il "diversamente bello" 834 Firema. |
Nuovo! Via Giolitti. Conviene attendere anche il successivo Bloccato, il 106. Benché apparentemente simile alle altre, questa composizione ha un finestrino in più: 6 anziché 5 nelle vetture di estremità e 7 anziché 6 nella motrice centrale. |
Nuovo! P.za di Porta Maggiore. Nella brevità delle giornate di dicembre non conviene avventurarsi su tratte periferiche. Vado quindi sul sicuro e punto a Porta Maggiore; vari tratti sono ormai usciti dall'ombra, e sono fortunato: la prima Stanga che arriva è la 7063, che già avevo fotografato a febbraio 2024. Ora è stata interamente riverniciata, ma ha mantenuto lo storico archetto! |
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