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 S.Vito-Lanciano.  Arriviamo alla seconda gita, quella di novembre. Visto il meteo - che poi si aprì l'indomani - il primo giorno avevo fatto il turista ad Ancona, riuscendo persino a viaggiare su un'ALe 601, da Ancona a San Benedetto del Tronto (la bici non si sa proprio dove metterla, ma si capisce subito che è tutt'altra classe: l'elettromotrice corre via liscia liscia, non una scossa di troppo, non uno strattone; appena appena si vede la lancetta dell'amperometro che rintocca l'esclusione del reostato e poi i cinque gradini dell'indebolimento di campo, e il mezzo si adegua al servizio locale, mentre provo i divani della Le 780, signorilmente robusti).

Così arrivo a San Vito che è già buio; ma c'è il rumore del mare; e lievemente percepibile, ma preciso, il suo profumo, nel freddo della sera di novembre. Il segnale verde, giù in fondo, sembra ancora più solo, e transita un Intercity con E.656. Poi si ferma, e al volo riparte, il Lanciano-Pescara con l'ALn 776 isolata, la più bella. Scattare foto notturne a pellicola era certo un azzardo, ma stavolta tutto va per il meglio.

Ortona-Casalbordino - S.Vito-Lanciano.

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