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LINEA DI COSTA - Le linee costiere della Sicilia

Cefalù, importante città d'arte sulla costa tirrenica della Sicilia, disegna il profilo della sua cattedrale normanna ai piedi della celebre rupe. Nel settembre 1990, la E.656.097 lascia la città con un treno per Palermo. Anche sulla linea Messina - Palermo il raddoppio del binario sta procedendo, sia pure lentamente. Mentre nel primo tratto, tra Pace del Mela e Terme Vigliatore, la linea originale è stata soppressa, nel successivo tratto fino a Patti, attivato a febbraio 2006, per ora la ferrovia litoranea è stata mantenuta in esercizio, decisamente in controtendenza rispetto a tutti i casi analoghi nel resto d'Italia (foto C. Pusch).
LINEA DI COSTA</b> - Le linee costiere della Sicilia - Cefalù

 

Due automotrici ALn 668.1000 effettuano un treno Palermo - Caltanissetta Xirbi, fra Bagheria e Termini Imerese, nel tratto iniziale a doppio binario che la linea costiera Palermo - Messina condivide con la trasversale interna Palermo - Catania, il 18 settembre 1990 (foto C. Pusch).
LINEA DI COSTA</b> - Le linee costiere della Sicilia - Termini I.

 

La E.636.265 è in testa a un treno merci Messina - Palermo, composto da carri di vecchio tipo, fra Tusa e Pollina, il 20 settembre 1990 (foto C. Pusch).
LINEA DI COSTA</b> - Le linee costiere della Sicilia - Tusa

 

Fino alla fine della loro carriera (2006), le locomotive E.636 sono state utilizzate in Sicilia anche in testa ai treni più importanti. La E.636.010 (Breda, 1940) con un espresso Palermo - Messina è fotografata fra Gioiosa Marea e Oliveri-Tindari, il 14 settembre 1990 (foto C. Pusch).
LINEA DI COSTA</b> - Le linee costiere della Sicilia - Gioiosa Marea

 

Una moderna locomotiva E.464 per servizi regionali spinge il treno diretto 3853 Messina - Palermo, tra Pollina e Castelbuono, il 22 maggio 2006. In questo tratto la S.S. 113 Settentrionale Sicula interseca la linea ferroviaria con quattro passaggi a livello: una situazione un tempo assai comune per le strade litoranee, ma oggi diventata rata.
LINEA DI COSTA</b> - Le linee costiere della Sicilia - Castelbuono

 

La costa tra Cefalù e Santo Stefano di Camastra si presenta aperta e deserta per ampi tratti, popolata solo dalle piccole frazioni balneari di nuclei urbani dell'interno. Il 22 maggio 2006, in un ampio golfo poco oltre Tusa, transita la E.645.306 in testa a un treno di carri tramoggia diretto a Sant'Agata di Militello.
LINEA DI COSTA</b> - Le linee costiere della Sicilia - Tusa

 

La baia di Taormina è un classico paesaggio della costa siciliana, dietro al quale l'Etna si nasconde tra le nuvole. Il merci per Messina, trainato dalla E.656.298 con una E.636 di rimando, ha da poco lasciato la stazione di Taormina-Giardini, il 22 aprile 2005 (foto G. Demuru).
LINEA DI COSTA</b> - Le linee costiere della Sicilia - Taormina

 

Nonostante la sua condizione di isola, la Sardegna dal punto di vista ferroviario è assai più un paesaggio di terra che non di mare. Una delle poche tratte costiere è la breve linea che da Olbia conduce a Golfo Aranci, approdo delle navi traghetto FS da Civitavecchia. Il 15 giugno 1981, nel golfo di Marinella è in transito un'automotrice ALn 772, per molti anni una presenza tipica sulle linee sarde (foto F. Dell'Amico).
LINEA DI COSTA</b> - Le linee costiere della Sicilia - Golfo Aranci

 

L'EUROPA IN RIVIERA

Capitolo 2
L'Europa in Riviera

Nel dicembre del 2005 è stato soppresso l'ultimo collegamento ancora esistente tra il Nord Europa e la Riviera di Ponente: l'Intercity Riviera dei Fiori Basilea - Nizza. Oggi gli unici treni internazionali che percorrono la Genova - Ventimiglia sono gli Eurocity Milano - Nizza, composti da carrozze italiane, inizialmente cadenzati ogni quattro ore e dal 2008 ridotti a due sole coppie. Con la scomparsa del Basilea - Nizza, in Riviera non circola più alcuna carrozza straniera: è questa una situazione che diventa sempre più comune anche su molte altre linee, ma che qui appare particolarmente significativa.

Un gran numero di treni internazionali provenienti dall'Europa del Nord ha affollato i binari della Riviera fino a pochi anni fa. Già negli anni Cinquanta, Ventimiglia era collegata direttamente con Vienna, Innsbruck, Stoccarda, Monaco, Zurigo, Berna (Simplon-Riviera), Ginevra, Basilea, Hoek Van Holland, Amsterdam (Italien-Holland Express). Prima della guerra, addirittura, in una differente situazione politica e naturalmente nell'assenza di ogni tipo di concorrenza, stradale o aerea, erano esistiti collegamenti per Ventimiglia anche da Berlino, Praga e Budapest. Ancora nei primi anni Settanta, il Riviera Express aveva anche carrozze da Puttgarden e Copenaghen. Tra il 1981 e il 1987 era attivo anche un singolare collegamento estivo tra Berna e Ventimiglia attraverso la spettacolare linea del colle di Tenda. Al principio degli anni Ottanta, il Diretto 246 portava fino a Marsiglia la sezione da Vienna del Gondoliere, quella da Monaco dell'Italicus e un'altra da Trieste. Successivamente molti collegamenti internazionali sono stati integrati dentro la nuova maglia cadenzata, di modo che buona parte degli Espressi Milano - Ventimiglia, pur tutti uguali per orario, avevano in composizione una sezione internazionale.

Questi collegamenti rendevano quanto mai abituale la presenza in riva al mare di carrozze Tipo X tedesche nell'elegante colorazione turchese e avorio, svizzere in verde vagone, francesi in verde e blu, e poi belghe, austriache, o nei vivaci colori dell'agenzia turistica TUI. E in mezzo a tutta questa varietà, si poteva scommettere sulla fortuna di trovare alla trazione una macchina anch'essa "speciale", diversa dalla solita E.656: praticamente tutte le locomotive elettriche delle FS hanno trainato questi treni.

A partire dalla fine degli anni Ottanta tutti questi treni sono via via scomparsi: da Vienna nel 1988, da Calais nel 1989, da Zurigo e Stoccarda nel 1991, da Bruxelles nel 1992, da Monaco e per Bordeaux nel 1993, da Amsterdam e Francoforte nel 1994, per Marsiglia nel 1995, da Ginevra nel 1996, per Port Bou e Irun nel 1997, da Berna nel 1998. Le ragioni di queste soppressioni sono certo molte, interne ed esterne: l'apertura del traforo autostradale del Gottardo (1980) ha avvicinato la Germania, rendendo assai più competitiva l'automobile: c'è voluto un decennio, ma l'effetto è stato notevole; al contrario le tariffe ferroviarie internazionali hanno introdotto offerte a basso prezzo solo in tempi recentissimi, troppo tardi. Inoltre, la creazione di sistemi cadenzati interni ai singoli paesi ha fatto preferire modelli di orario basati su relazioni più brevi e più frequenti, capaci di offrire tempi di viaggio simili ai vecchi servizi diretti, pur con l'onere del trasbordo.

E i viaggiatori dove sono finiti? Certo, molti si saranno adattati ad usare i nuovi treni. Però, fino al 1997 c'erano tre treni estivi che andavano in Spagna e tutti e tre letteralmente scoppiavano. Fino al 2002 ne è sopravvissuto uno, e continuava a scoppiare. Oggi non ce n'è neanche uno. Su nessuno dei treni attuali ho mai più notato viaggiatori che, con i loro zaini, l'aspetto, i discorsi, ricordassero anche lontanamente quell'inconfondibile esercito di vacanzieri per la Spagna.

In quanto a me, ho usato più volte il Riviera Express nella sua versione invernale, l'Espresso 205; salivo a Milano nelle carrozze di testa: cuccette belghe, il riscaldamento intenso nel freddo di fuori. Dopo l'alba e la nebbia, arrivava la costa, esplodeva il profumo dell'inverno, quel nastro colorato di quattro nazioni assecondava le controcurve di Alassio, accelerava per i rettifili di Diano. Del vento e del mare sento ancora l'odore, il rumore delle porte sbattute. Poi in autobus arrivavo a Cervo, a San Lorenzo, che era già il sole vivo del mezzogiorno. Si può fare anche adesso, su una carrozza per Medie Distanze; ma non è la stessa cosa.


 

La Passeggiata Imperatrice di San Remo si snoda nella parte occidentale della città, a partire dalla stazione ferroviaria. I pali della ferrovia, con i caratteristici archetti dell'elettrificazione trifase, hanno rappresentato per anni un segno caratteristico e tuttavia discreto della presenza del treno. Dal 2004, la sottostante sede ferroviaria dismessa, per una lunghezza di oltre 1700 metri, è utilizzata come parcheggio per autovetture.
Foto Edizioni Angeli, Terni, viaggiata il 24 aprile 1950.
L'EUROPA IN RIVIERA - San Remo

 

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