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Cogne.  Se la ferrovia del Drinc fosse stata semplicemente chiusa con l'abbandono della miniera (1979), la nostra storia sarebbe finita qui. Invece, a fine anni '80 si ipotizzò il riutilizzo della linea a scopo turistico/sciistico, per collegare Cogne con la funivia di Pila, il cui tracciato ricalcava quello della teleferica originale. In realtà la sagoma estremamente ridotta della linea, e in particolare della lunga galleria di valico (9 km), doveva far sorgere molti dubbi sulla effettiva praticabilità della cosa. I dubbi non sorsero, e la ferrovia venne totalmente ricostruita, prolungata di circa 1 km lato Acquefredde per arrivare alla fermata della funivia, e vennero realizzati due treni, trainati, nelle intenzioni, da locomotive ad accumulatori (in modo da guadagnare un po' di sagoma rinunciando alla linea aerea).

Dopo vari anni... e 30 milioni di euro spesi, il progetto è stato abbandonato, per una serie di problemi, in parte inevitabilmente noti fin dal principio (le condizioni di sicurezza critiche a causa della sagoma ridotta, e la capacità di trasporto poco più che irrisoria, per via dei pochi posti disponibili sui mini-treni) e in parte emersi nelle prove (le prestazioni negative delle locomotive, costruite da Firema, i cui accumulatori non parevano in grado di garantire il servizio previsto).

Nell'immagine si vede la stazione originale di Cogne, nella tipica architettura in pietra, con a sinistra l'infausta ricostruzione mai entrata in esercizio, e una delle tre loco ad accumulatori.

La ferrovia del Drinc - Cogne.

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