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"La città che sale"

Milano, 1904. 
Lato 4200 pixel, 13,9 Mpixel (4,6 MB), 150 DPI. 
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Le tre mappe dell'Editrice Sacchi, realizzate in cromie differenti su una base cartografica simile, mostrano lo sviluppo della "città pianificata" nei primi due decenni del XX secolo. Inizialmente le nuove vie sono un semplice tratteggio sulla carta, particolarmente interessante nei quartieri di nord-ovest (Cenisio-Sempione) e ovest (futura via Washington) che verranno poi realizzati con notevole fedeltà al progetto. L'area interna alla cerchia dei Bastioni spagnoli è ormai quasi completamente saturata e il confine della città è spesso legato alla cerchia ferroviaria, soprattutto a nord e a ovest. In particolare appare già la nuova edificazione dello "spicchio" tra la linea delle Ferrovie Nord Milano e il corso Magenta (zona di via Vincenzo Monti), tra i primi quartieri dello sviluppo moderno fuori mura: non a caso la prima tranvia elettrica del 1893 passò proprio di qui. Il centro città è già nella configurazione definitiva: il Parco al posto della Piazza d'Armi (1893), il Foro Bonaparte, la via Dante (1895) e la piazza del Duomo (1865). Si nota anche il "Trotter" nell'area che poi verrà scelta per la nuova Stazione Centrale.
Collezione Matteo Sonz.

 

Milano - Bertarelli/Sacchi, 1906 
Lato 10000 pixel, 83 Mpixel (21,7 MB), 140 DPI. 
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"Pianta di Milano coll'indicazione dei piani di ampliamento e regolatori esecutivi, compilata dall'ufficio tecnico municipale - 1906 - Edizione dello Stabilimento d'Arti grafiche A. Bertarelli e C. In vendita presso la Ditta Artaria di Ferd. Sacchi e Figli. Milano".

Si tratta di una mappa che abbraccia un'area decisamente ampia, allora in larga parte inedificata, ma con il grande vantaggio di indicare anche le strade future, appunto i "piani di ampliamento" del titolo, permettendo di legare il tessuto preesistente, le cascine, le strade campestri, con quello che sarebbe venuto poi. I 96 riquadri sono stati forniti da Sergio Pischiutta e ricomposti, con certosina pazienza, da MIR45. Va precisato che il riquadro della piazza d'armi (futura fiera campionaria) era mancante, e quindi ne è stato utilizzato un altro di un'edizione a qualche anno di distanza. Dal punto di vista ferroviario, la mappa riproduce l'assetto tradizionale con la vecchia Stazione Centrale e tutte le linee di cintura, mentre la nuova Centrale, che si sarebbe progettata di lì a poco, non è indicata nemmeno a livello di aree.


 

Esposizione di Milano, 1906. 
Lato 2100 pixel, 3,4 Mpixel (0,9 MB), 300 DPI. 
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Da una cartolina dell'epoca, la pianta della celebre Esposizione di Milano del 1906, realizzata in occasione dell'apertura del traforo ferroviario del Sempione. L'Esposizione era suddivisa in due parti, una al Parco Sempione (a destra), l'altra alla nuova Piazza d'Armi, l'area della futura Fiera Campionaria. E' curioso notare come, a sua volta, il Parco Sempione era stato realizzato intorno al 1890, proprio sulla vecchia Piazza d'Armi (cfr. le mappe del 1860 e 1865). Le due sedi dell'Esposizione erano collegate da una tranvia realizzata in viadotto, di cui sono indicate le due stazioni. Come noto, di tutta l'Esposizione è sopravvissuta fino a noi la sede dell'Acquario Civico (Collezione Matteo Cerizza).

 

Milano, 1910. 
Lato 3700 pixel, 13,3 Mpixel (4,8 MB). 
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Ad appena sei anni di distanza compaiono molti nuovi progetti: al posto del Trotter è indicata la nuova Stazione Centrale (che verrà però inaugurata solo nel 1931) e appaiono anche gli altri impianti ferroviari in via di realizzazione, in primo luogo lo scalo merci Farini; l'area che diventerà la futura Fiera Campionaria, dopo l'esposizione universale che vi si era tenuta nel 1906, non è più indicata come Piazza d'Armi ma come tessuto urbano; compare il Verziere (mercato della frutta e verdura) accanto alla nuova stazione di Porta Vittoria. Le nuove vie della città pianificata sono un po' meno disegni sulla carta e un po' più reali, soprattutto nella zona di Piazza Firenze e della via Mac Mahon. Per l'ultima volta vengono indicati i vecchi cimiteri abbandonati.
Harward Map Collection Digital Library.

 

Milano, 1925. 
Lato 4200 pixel, 16,8 Mpixel (5,9 MB), 150 DPI. 
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Le nuove vie sono sempre più complete e l'estensione della rete tranviaria ne è la riprova (Lorenteggio, Piazza VI Febbraio, P.le Susa, ...). Compare esplicitamente la Fiera Campionaria. La Circonvallazione esterna è ormai una realtà (ma la filovia circolare 90/91 verrà completata solo negli anni '50).
Collezione Matteo Sonz.

 

Milano, 1925 (fabbriche). 
  
In questo caso, come già per le acque del 1860, ho evidenziato digitalmente tutte le fabbriche, sfumando il resto. Come c'era da aspettarsi, emerge anche qui un quadro interessante, di una "città di industrie", in cui gli stabilimenti non sono relegati solo nelle estreme periferie, ma fanno parte integrante del tessuto urbano. Tra i più interessanti, notiamo gli stabilimenti A.L.F.A.al Portello e i vicini Romeo, futura Alfa Romeo, i Pirelli nell'area dove verrà appunto edificato il grattacielo Pirelli, la Carminati e Toselli (materiale tranviario, edificio ancor oggi esistente). Poi, più in periferia, gli stabilimenti tessili De Angeli (riedificati ormai da tempo), l'enorme area delle Officine Meccaniche (rasa al suolo nell'ultimo decennio), il Tecnomasio di piazzale Lodi. La Società Edison a pochi passi dal Duomo è l'erede della centrale termoelettrica di via Santa Radegonda, primo impianto cittadino di produzione di energia elettrica.
L'elenco completo, con le diciture originali della mappa, è riportato in basso.

 

 

1. Off. A.L.F.A. 24. Arti Graf. Bertarelli
2. Officine Romeo e C. 25. Soc. Edison
3. Stab. Isotta e Fraschini 26. Stabilimento De Angeli
4. Stabilim. Carminati e Toselli 27. Macello, Mercato del Bestiame
5. Stab. Alfieri e Lacroix 28. Stab. Fratelli Bertarelli
6. Officina Edison 29. Mercato di Frutta e Verdura
7. Stab. G.B. Izar, Stab. F.lli Radaelli, Stab. F.lli Pangrazzi 30. Arti Grafiche Navarra
8. Stab. A. Vallardi, Gipsoteca Vallardi 31. Stabilim. Monti e Martini
9. Tecnomasio Italiano 32. Stab. Cappelli
10. Soc. Riscaldamento Sanitari 33. Stab. Berardi
11. Officine E. Breda (l'Elvetica) 34. Officine del Gas
12. Off. Stigler 35. Off. Mecc. Riva
13. Stab. Pirelli e C. 36. Colorif. Ital. Meyer
14. Pastif. Tommasini 37. Soc. Elettrot. G. Ferraris
15. Stabilim. Lombardi e Macchi 38. Società Ital. Siry Chamon
16. Off. Insubri 39. Stabilimento Richard-Ginori
17. Dir. e Off. d. Secolo 40. Istit. Industr. Feltrinelli
18. R. Manifattura dei Tabacchi 41. Officine Meccaniche Miani e Silvestri
19. Stab. Johnson 42. Centrale Elettrica Municipale
20. Soc. "La Tessile" 43. Tecnomasio Italiano
21. Soc. Ceramica Lombarda 44. Off. Mecc. Aurora
22. Officine Bianchi 45. Fonderia Milanese di Acciaio
23. Stab. Ricordi 46. Off. Atala

 

Milano, 1937. 
Lato 5000 pixel, 20 Mpixel (8,2 MB), 110 DPI. 
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Una mappa dettagliatissima che si presta a molteplici chiavi di lettura. L'assetto ferroviario del 1931 (nuova Stazione Centrale e tutti i suoi raccordi) è ormai completato, ma si vedono ancora la stazione di Porta Nuova (ultimo residuo della vecchia Centrale, che sopravvivrà fino al 1960) e tutti gli "spazi vuoti" lasciati dai binari dismessi: scalo Sempione, linea originale per Monza lungo la via Restelli, ecc. Tra i numerosi raccordi merci, spicca quello che raggiunge gli stabilimenti Alfa Romeo dalla stazione Certosa.
La tracciatura della circonvallazione esterna è ormai quasi completata, se ne legge il disegno pur con alcuni tratti mancanti, soprattutto tra l'attuale Piazzale Lugano (il ponte della Ghisolfa è ancora una semplice strada semiagricola che scende alla Pecetta) e Piazzale Lotto, a sud del quale la circonvallazione si identifica con il percorso canalizzato del fiume Olona.
In centro, si vedono gli "spazi vuoti" corrispondenti agli sventramenti che daranno origine alle aree di corso Matteotti e piazza Diaz, mentre sono ancora tutti da disegnare gli assi di corso Europa e delle vie Albricci-Larga (che qui appare con l'effimera denominazione Adua - il termine Larga è invece quello storico, risalente alla dominazione spagnola, dove aveva il significato di "lunga").
Al di fuori della circonvallazione esterna, si notano le tracciature parziali di alcuni assi, che rimarranno in un certo senso incompiuti, non inquadrati in un disegno più organico (via Giovanni da Cermenate, viale Caterina da Forlì) o che viceversa saranno completati di lì a poco, prima della guerra (viale Argonne, con "chiusura prospettica" della chiesa dei S.S. Nereo e Achilleo, del 1940).
Collezione Matteo Sonz.

 

Milano - Atlante Zanichelli, 1947. 
Lato 2200 pixel, 4 Mpixel (1,6 MB). 
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Concludiamo la visione della "città che sale" con un'ultima mappa, un po' diversa dalle precedenti, in quanto è tratta da un atlante scolastico, quindi a più piccola scala, ma ugualmente assai dettagliata, e soprattutto inquadrante un'area più vasta, con ampi tratti di periferia. Si riconoscono così le aree allora in corso di espansione: soprattutto verso Sesto S.Giovanni intorno a Viale Zara (indicato ancora a tratteggio) e nella periferia ovest, oltre la circonvallazione esterna.
Mancano invece ancora del tutti i grandi quartieri di edilizia popolare, in primo luogo Quarto Oggiaro e il Gallaratese, mentre i nuclei urbani a nord (Affori, Niguarda, Bruzzano, ...) sono ancora ben distinti dalla città. Infine l'assetto ferroviario è quello quasi definitivo (è presente la vecchia stazione di Porta Nuova, al posto di Porta Garibaldi) e a nord ovest si vede il "trivio" delle autostrade prebelliche (Torino, Laghi e Brescia).

 

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