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La ferrovia ionica senza fili

Cirò.  I fabbricati di stazione della ionica sono spesso piuttosto anonimi e talora malmessi: fa eccezione Cirò, recentemente restaurato in un bel giallo ocra.
La ferrovia ionica senza fili - Cirò.

 

Cirò.  E i viaggiatori? Il dubbio maggiore è sulla reale utenza di questa lunghissima linea, servita da treni tanto minuscoli. Alle tre del pomeriggio, in stazione di Cirò, mentre attendo il treno, quasi a sorpresa si materializza a poco a poco una quindicina di viaggiatori: approfitto con piacere per questo ritratto animato.
La ferrovia ionica senza fili - Cirò.

 

Cirò Marina.  Primo piano dal binario.
La ferrovia ionica senza fili - Cirò Marina.

 

Cirò Marina.  Per il quarto e ultimo Intercity della nostra gita scelgo l'inquadratura più classica per una ferrovia in riva al mare, a due passi dal binario.
La ferrovia ionica senza fili - Cirò Marina.

 

Cutro.  Sulla strada del ritorno, facciamo tappa nell'isolata stazione di Cutro (il paese è un centinaio di metri più in alto): la sua ragione d'essere è la presenza della galleria di valico, d 2 km, al termine della rampa che sale da San Leonardo. I grandi ventilatori che circondano il portale sono una caratteristica tipica e vintage di questo tunnel.
La ferrovia ionica senza fili - Cutro.

 

S.Leonardo di Cutro.  All'altro estremo della rampa, quello inferiore, è la stazione di San Leonardo, con la sua bella torre dell'acqua. Nell'ultima tenue luce del tardo pomeriggio, questa è proprio l'ultima foto: da qui torniamo in aeroporto, saluto il compagno di viaggio e prendo il bus per la stazione di Lamezia Terme Centrale. Il notturno per Roma Tiburtina partirà solo qualche minuto dopo mezzanotte: l'attesa è lunga, ma pazienza! Ne valeva senz'altro la pena. Poi da Roma l'indomani, con Italo, in un balzo sono a casa.
La ferrovia ionica senza fili - S.Leonardo di Cutro.

 

Cirò Marina.  A febbraio 2019 torno in Calabria per il vapore sulla Sila, e l'indomani tento la sorte sulla costa ionica. Il clima non è clemente... se in montagna trovo la neve, al mare tira un vento glaciale, sotto un cielo a dir poco plumbeo. Nel frattempo, dall'autunno 2018, i mini-IC sono svolti con carrozze Z nella nuova colorazione bianco-rossa, mentre già compaiono le fondazioni per i pali della linea aerea. Con tanta pazienza in postproduzione, cerco di rendere presentabile lo scatto del treno da Reggio Calabria, nonostante il meteo.
La ferrovia ionica senza fili - Cirò Marina.

 

Cirò Marina.  Ed ecco l'altro IC nella direzione opposta. A questo punto è inutile indugiare di più: faccio un giretto a Catanzaro, dove quanto meno il vento si è chetato, e poi punto su Reggio Calabria, dove mi aspetta l'ICN di ritorno!
La ferrovia ionica senza fili - Cirò Marina.

 

Lo Jonio a novembre

Nuovo! Bova Marina.  Domenica 10 novembre 2019 è previsto un treno storico in Sicilia. Ne approfitto per impostare un viaggio al sud, che si rivela fortunatissimo: ogni volta arrivo in ciascun luogo nell'unica giornata di sole! Il giovedì mi dedico ai tram di Roma, partendo in serata con l'ICN per la Sicilia. Scendo però a Villa San Giovanni, prendo al volo un Minuetto per Reggio Calabria e da qui il bus 27 per l'aeroporto. Alle 8.20, ancor prima dell'apertura, sono già davanti al chiosco dell'autonoleggio. Si parte, direzione Melito, dove termina l'elettrificazione e inizia la vera ferrovia ionica, rigorosamente diesel!

Prima tappa, il punto classico di Bova Marina, sotto la rupe, guardando verso ponente, nel tratto orientato est-ovest della costa calabra. Transita un'ALn 663 isolata.

Lo Jonio a novembre - Bova Marina.

 

Nuovo! Capo Spartivento.  Proseguo ora verso est. La stazione di Capo Spartivento non è ancora in luce giusta; è invece perfetto il lungo rettifilo che la precede, in un paesaggio profondamente mediterraneo, tra ulivi, canneti e fichi d'india. L'ALn 663.1182, al pari di varie altre, è una vecchia conoscenza piemontese. Di questa in particolare ricordo un lucente e innevato inverno sulla Ceva-Ormea.
Lo Jonio a novembre - Capo Spartivento.

 

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