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Quadri di Francesco Dall'Armi

746 in Adriatica.  Ci portiamo sulla Bologna-Bari, dove, prima dell'elettrificazione (1957-59), erano protagoniste le grandi locomotive del Gruppo 746. In questo caso è raffigurata un'unità con distribuzione Caprotti e siamo a sud di Ancona, dato che in fondo si distingue il Monte Conero.
Quadri di Francesco Dall'Armi - 746 in Adriatica.

 

Nelle Langhe.  La prima neve autunnale accompagna il transito di una locomotiva 743 con preriscaldatori Franco-Crosti, caratterizzata dai due fumaioli simmetrici sui fianchi della caldaia.
Quadri di Francesco Dall'Armi - Nelle Langhe.

 

In attesa dell'incrocio.  L'altro Gruppo di locomotive a vapore trasformate con il sistema Franco-Crosti è rappresentato dalle 741, con un unico preriscaldatore sotto la caldaia, e dunque un fumaiolo singolo in posizione laterale. In una notte invernale di luna piena, una 741 attende il treno incrociante lungo la linea della Val Pusteria, tipica di queste macchine fino ai primi anni '70.
Quadri di Francesco Dall'Armi - In attesa dell'incrocio.

 

Val Gardena.  Il paesaggio alpestre più ameno e solare, ma chiuso all'orizzonte dalle vette delle Dolomiti, fa da scenario al transito dell'indimenticabile treno della Val Gardena. La ferrovia a scartamento ridotto Chiusa-Plan, realizzata in terra austriaca durante la prima guerra mondiale, diventò la più elevata della rete FS, salendo fino ai 1590 m del capolinea, poco oltre Selva. Le 7 locomotive R.410 erano una costruzione Krauss a quattro assi, con sistema di articolazione Klien-Lindner, che favoriva la marcia sulle tortuose rampe della valle. La linea venne chiusa nel 1960 e la R.410.004 è oggi esposta come monumento a Ortisei (tutto il racconto).
Quadri di Francesco Dall'Armi - Val Gardena.

 

Direttissimo Venezia - Milano.  Le locomotive 685 della serie 500 provengono dalla trasformazione delle 680, attraverso l'applicazione di surriscaldatore del vapore e del distributore a valvole sistema Caprotti. Queste modifiche produssero negli anni '20 una locomotiva che può essere considerata la punta di diamante della trazione a vapore in Italia. L'unità raffigurata sviluppa tutta la sua potenza alla testa di un treno veloce sulla linea Milano-Venezia, prima dell'elettrificazione inaugurata nel 1957. L'immagine è ambientata nel secondo dopoguerra: l'estetica della macchina riflette una scarsa manutenzione, legata alla difficile situazione a cui le ferrovie furono sottoposte nel conflitto.
Quadri di Francesco Dall'Armi - Direttissimo Venezia - Milano.

 

Nuovo! L' "Autotreno"  L'autotreno ATR100 esprime i concetti di modernità e velocità propri degli anni '30, ma ebbe una carriera breve e sfortunata. Dei 9 treni costruiti, 4 furono distrutti dai bombardamenti quando erano praticamente nuovi. Per i superstiti, rimessi in funzione nell'immediato dopoguerra, l'utilizzo sulla Genova-Torino, dove avrebbero dovuto offrire prestazioni migliori rispetto alla trazione trifase, si rivelò più problematico del previsto, a causa della rampa dei Giovi e della presenza di due soli assi motori. Gli unici servizi che svolsero con una certa regolarità furono i rapidi Milano-Torino e Bologna-Torino.

Un'eccezione è rappresentata da questo "Autotreno Bergamo Torino" presente sull'orario del 1950, e qui ritratto in transito a Cassano d'Adda, mentre sul binario di precedenza è in sosta un merci trainato da una locomotiva 735. I servizi degli ATR cessarono nel 1961, quando l'elettrificazione della Milano-Torino rese inutile il loro oneroso mantenimento.

Quadri di Francesco Dall'Armi - L'

 

Breve sosta a Salvaterra.  Benché progettate per servizi di un certo prestigio su una rete ferroviaria, quella del dopoguerra, in cui gran parte delle linee principali non erano elettrificate, le automotrici ALn 880 Breda conclusero la loro carriera su linee secondarie della Bassa Padana, suddivise tra i depositi di Bologna e Verona. Sulla Verona-Rovigo, negli anni '70 spodestarono il vapore e portarono un'immagine di rinnovamento, anche se le precarie condizioni del binario, in molti tratti, limitavano la velocità a 50 km/h, costringendo queste automotrici, nate per correre, a viaggiare in terza marcia.

In questa immagine estiva, la piccola fermata di campagna, il passaggio a livello con il cancello e la casellante che, nei pochi attimi della sosta, scambia due parole con il macchinista, ci riportano con nostalgia ad un mondo ferroviario ormai scomparso.

Quadri di Francesco Dall'Armi - Breve sosta a Salvaterra.

 

Treno Azzurro.  Si tratta del celeberrimo Rapido Milano-Napoli che, nei primi anni '60, ricevette una colorazione specifica basata sulle tinte blu e celeste. La locomotiva è una delle E.646 di prima serie, in particolare la 013 (poi trasformata in E.645.021 per servizi merci, che ha concluso la carriera proprio nella storica colorazione verde magnolia). A centro treno si notano le tre carrozze Pullman e ristorante della CIWL. Il paesaggio toscano è di fantasia, ma rappresenta naturalmente la vecchia linea Firenze-Roma.

Il quadro è stato scelto per apparire sulla copertina del libro di Claudio Vianini e Stefano Zicche "Composizioni ferroviarie anni '60" (2019).

Quadri di Francesco Dall'Armi - Treno Azzurro.

 

Primavera lomellina.  Arriviamo in Lomellina, dove un'automotrice ALn 773 (OM, 1956-1962) con il suo rimorchio Ln 664 effettua un servizio locale tra risaie e filari di pioppi. Il segnale di protezione di seconda categoria (il "2" sull'ala) è relativo a una stazione evidentemente nascosta dietro al treno.
Quadri di Francesco Dall'Armi - Primavera lomellina.

 

Nuovo! Vapore in Brianza.  Le 940 del deposito di Lecco, nella prima metà degli anni '70, furono le protagoniste degli ultimi merci a vapore sulla linea di Como, una tratta che, correndo a ridosso delle Prealpi, offriva scorsi paesaggisticamente molto suggestivi, come in questo dipinto caratterizzato dalla inconfondibile cresta del monte Resegone. La 006 (Officine Meccaniche di Napoli, 1922) è stata proprio l'ultima 940 a svolgere servizio a Lecco, trasferita poi nel 1980 in Centro Italia, dove avrebbe conosciuto una nuova stagione al traino di treni turistici.
Quadri di Francesco Dall'Armi - Vapore in Brianza.

 

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