Foto 19-28/28  << Pag. precedente   ^ Indice ^      (foto singola)

Locomotive a vapore


Locomotive a vapore - Gr. 745
Gr. 745 (1913-23, 73 unità). Realizzate da Breda e da Ansaldo, erano locomotive a vapore surriscaldato per traffico misto, con velocità massima di 75 km/h, carrello italiano e ruote motrici di medio diametro (1600 mm, simile a quelle delle locomotive trifasi a ruote grandi), inizialmente pensate per la Tirrenica meridionale, da Salerno a Reggio Calabria. L'uso dei cilindri interni, come sulle 625 e 640, conferiva a queste macchine un'estetica molto pulita.

 


Locomotive a vapore - Gr. 735
Gr. 735 (1917-19, 393 unità). Questo gruppo ha una genesi singolare tra le macchine delle FS, in quanto, durante la prima guerra mondiale, venne commissionata all'industria statunitense non solo la costruzione ma anche la progettazione: ne derivò una macchina che aveva le sembianze di massima delle 740, accompagnate da alcune modifiche e semplificazioni tipiche della tecnica americana e utili a garantire una maggior rapidità di costruzione, come ad esempio l'uso del bissel per l'asse portante, al posto del carrello italiano. ALCO consegnò le prime 100 macchine già nel 1917, a pochi mesi dall'ordine (di cui sette vennero però affondate durante la traversata dell'Atlantico). Le rimanenti arrivarono nel 1919, costruite dalla canadese Montreal Locomotive Co. Queste locomotive mostrarono un ottimo funzionamento e vennero utilizzate fino agli anni '60.

 


Locomotive a vapore - Gr. 480
Gr. 480 (1923, 18 unità). Nei primi anni '20, la necessità di ulteriori macchine per treni merci pesanti sulle linee di valico fece progettare le 18 unità del Gruppo 480, confermando i 5 assi accoppiati delle 470 con l'aggiunta di un asse portante anteriore. Tuttavia l'elettrificazione in trifase della linea del Brennero, che risolse in maniera ben più brillante il difficile esercizio di questo valico, tolse quasi subito alle 480 il principale campo d'azione, relegandole in Sicilia. L'unità 017 è oggi esposta al Museo di Pietrarsa.

 


Locomotive a vapore - Gr. 746 Walschaerts
Gr. 746 Walschaerts (1922-27, 50 unità). Le 746 appartengono all'ultima generazione di macchine a vapore italiane, prima del definitivo abbandono di nuove progettazioni, in favore della trazione elettrica. Con quattro assi accoppiati e ruote di grande diametro ottenevano un buon mix di potenza e velocità (1280 kW e 100 km/h) mantenendo un carico assiale di appena 16,5 t, necessario a garantire la circolazione nel maggior numero possibile di linee. Ne sopravvivono due unità, la 031 a Pietrarsa e la 038, conservata per molti anni nelle Officine di Verona Porta Vescovo e ora a Pistoia.

 


Locomotive a vapore - Gr. 746 Caprotti
Gr. 746 Caprotti (1922-27, 10 unità). Dieci unità 746 vennero realizzate con distribuzione a valvole secondo il sistema Caprotti, che garantiva un miglior rendimento energetico. Dal punto di vista estetico, il biellismo Caprotti si presenta molto più semplice, con la sola biella motrice, dato che mancano tutte le bielle legate alla normale distribuzione Walschaerts.

 


Locomotive a vapore - Gr. 744
Gr. 744 (1927, 25 unità). Con la seconda metà degli anni '20 si conclude la progettazione ex-novo di locomotive a vapore per le FS. Da lì in poi vennero realizzate solo ricostruzioni e adattamenti, che abbiamo già incontrato - segnatamente Franco-Crosti e Caprotti. L'ultimo Gruppo a vapore delle FS fu pertanto costituito dai 50 esemplari di 744, una edizione migliorata delle 745, ora con normali cilindri esterni, anziché interni. Le prime 25 avevano la tradizionale distribuzione Walschaerts e in particolare l'unità 024, oggetto del nostro disegno, venne dotata nel 1956 di un eiettore Giesl, che si distingueva soprattutto per l'insolito fumaiolo a sezione fortemente ovale, anziché circolare.

 


Locomotive a vapore - Gr. 744 Caprotti
Gr. 744 Caprotti (1928, 25 unità). Le altre 25 unità furono fin dall'origine dotate di distribuzione Caprotti, in linea con le tendenze tecniche della fine degli anni '20.

 


Locomotive a vapore - Gr. 691
Gr. 691 (1928-31, 33 unità). Nel 1911-14 vennero realizzate in 33 esemplari le prime e uniche locomotive "Pacific" - cioè di rodiggio 2'C1 - delle FS, classificate nel Gruppo 690. Penalizzate dall'elevato carico assiale, che ne limitava la circolazione alle linee principali, e da prestazioni non del tutto soddisfacenti, le 690 vennero rimaneggiate già al principio degli anni '30, tra l'altro con l'installazione di un preriscaldatore Knorr (visibile alla sinistra del fumaiolo), ottenendo il nuovo Gruppo 691; ora con buone prestazioni, le 691 rimasero in servizio soprattutto sulla Milano-Venezia fino alla sua elettrificazione (1957). L'unico esemplare sopravvissuto, la 691.022, è conservata al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano.

 


Locomotive a vapore - A.691.026
A.691.026 (1938, esemplare unico). Se la carenatura delle 683 era principalmente dovuta alla necessità di occultare i preriscaldatori Franco-Crosti, la carenatura applicata nel 1939 alla 691.026 poteva essere giustificata solo con i benefici aerodinamici, che in realtà diventano solitamente rilevanti oltre i 120 km/h, proprio la massima velocità ammessa per tutte le carrozze FS anteguerra! Ma la passione aerodinamica era un aspetto tipico degli anni Trenta, e la A.691.026 (A sta appunto per Aerodinamica) può essere considerata come un interessante prodotto di quella moda, impreziosito anche dal grande monogramma FS dipinto di rosso sulla fiancata. La carenatura tuttavia complicava parecchio le ordinarie operazioni di manutenzione, e pochi anni più tardi venne rimossa.

 


Locomotive a vapore - Gr. 736
Nuovo! Gr. 736 (1940-43, 243 unità). L'autore ha fotografato l'unità 114 accantonata a Verona nel 1979.

 

Foto 19-28/28  << Pag. precedente   ^ Indice ^   

 

Vedi anche le locomotive trifasi.

 

[Indice della sezione / This Section]

[Home page]