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Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto

 Moneglia.  Uno dei brevi tratti allo scoperto tra Riva e Moneglia. Il promontorio sullo sfondo è quello che separa Sestri Levante da Riva.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Moneglia.

 

Deiva.  Imbrunire all'estremità occidentale di Deiva, con il semaforo rosso presso la galleria De Barbieri.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Deiva.

 

Deiva.  Il casello riutilizzato come abitazione e la medesima galleria De Barbieri.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Deiva.

 

Framura.  Tra Deiva e Framura il tracciato originale non è mai stato riutilizzato, se non per un'unica galleria, all'estremità di Deiva, che dà accesso a un camping (in precedenza esisteva un raccordo dalla nuova stazione di Deiva, dato che l'area oggi a camping era utilizzata come cava dalle stesse FS). Lato Framura la linea è invece ampiamente franata, come si vede in questa immagine. A destra la linea del 1932 in esercizio: il portale è quello della galleria Picchi, di 2335 m, proveniente direttamente da Deiva. Un ripristino della vecchia linea, pur impegnativo, potrebbe permettere di collegare Deiva con la ciclopista Framura-Levanto che vedremo nelle prossime immagini.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Framura.

 

Framura.  Framura era il punto di passaggio dal raddoppio del 1932, proveniente da Sestri, a quello del 1970 Framura-Levanto, che completava la posa del secondo binario sull'intera Genova-La Spezia. Le gallerie originali della tratta Framura-Bonassola-Levanto, rimaste inutilizzate per oltre 40 anni (salvo un breve tratto presso Levanto), sono state finalmente riaperte come ciclopista nel 2011-12. Si tratta sicuramente della più singolare ciclopista italiana, dal momento che si svolge per buona parte in gallerie, anche di notevole lunghezza. Tuttavia le finestre che si aprono improvvise sul mare, la raffinata costruzione in pietra e mattoni, il panorama selvaggio e deserto dei tratti allo scoperto ne fanno un tracciato di profonda e unica bellezza. In questa doppia immagine vediamo un'apertura laterale e il robusto muro esterno della medesima galleria, a picco sulla spiaggia. Le foto sono state rese possibili grazie a un utile balconcino metallico, realizzato insieme alla ciclopista. L'immagine di sinistra è stata scattata all'imbrunire, in modo da rendere visibile sia la pietra esterna sia l'interno della galleria.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Framura.

 

 Framura-Bonassola.  Uno dei punti più affascinanti è questo triplo finestrone aperto sul mare, con il profilo antico e così caratteristico degli archi. Negli istanti di un tramonto invernale, la luce rossa e debole permette di rendere al meglio i toni caldi del mattone, senza perdere la leggibilità del tunnel.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Framura-Bonassola.

 

Framura-Bonassola.  Le tavole di orientamento del segnale di avviso di Bonassola, realizzate con piastrelle di ceramica, sono sopravvissute all'abbandono e caratterizzano questo tratto di galleria, proprio là dove si passa dalla roccia nuda al rivestimento in pietra.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Framura-Bonassola.

 

Framura-Bonassola.  Ancora una vista del triplo finestrone (è una doppia esposizione ricomposta, per leggere il forte contrasto tra ombre e luci).
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Framura-Bonassola.

 

Framura-Bonassola.  Altre due finestre e ancora una doppia esposizione.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Framura-Bonassola.

 

 Framura-Bonassola.  Il rettifilo verso Bonassola porta tutto il fascino delle gallerie originali del 1874.
Riva Trigoso-Deiva e Framura-Levanto - Framura-Bonassola.

 

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