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La «stazione» di Via Valtellina

 

 

Scritto da Marco Felisa

Io - che sono ancora giovane...! - ho un ricordo di via Valtellina più recente dei veri veterani. Niente più Carate, anche se sulle velette dei Desio c'era ancora scritto il vecchio capolinea, niente più OM, Abbiategrasso né locomotori, niente più pertegheta.

Detto ciò, Valtellina era una vera e propria stazione, con tre lunghi binari paralleli e una comunicazione tra i tre a metà lunghezza; i tram entravano sul binario centrale e grazie agli scambi di mezzo venivano instradati sul binario dal quale partivano. La parte posteriore dei binari laterali era usata per la sosta lunga dei tram e dei rimorchi, presenti fin dagli anni più antichi in svariate unità.

La macchina da manovra ai miei tempi era una Desio e stava presso gli scambi di mezzo, solitamente sul binario più vicino al muro dello Scalo Farini, pronta ad agganciare rimorchi ai treni in partenza, spingendoli, ovviamente, da dietro. Quelli che chiamavamo "treni pesanti", composti cioè da motrici e rimorchi, a inizio anni '90 giravano solo su Limbiate, due corse al mattino, altrettante alla sera (18,05 e 18,35: me lo ricordo ancora). Su Desio giravano solo Bloccati, con rimorchi, uno o due, nelle ore di punta. Su Limbiate i bloccati di metà giornata, cioè all'uscita delle scuole, avevano anch'essi un rimorchio. Sul capolinea intermedio di Milanino girava una littorina per tutto il giorno, più un'altra nelle ore di punta; anche le littorine, nelle ore di punta, agganciavano uno o due rimorchi. Durante il giorno, anche su Limbiate giravano solo Bloccati. I rimorchi di tipo "Carovana" andavano a Limbiate, i "porte al centro" su Desio e Milanino.

I Limbiate partivano dal binario centrale, i Desio e i Milanino dal binario più esterno, dove sotto i platani c'era anche un vespasiano, che non ho fotografato.In giornata un "treno pesante" e la littorina di rinforzo andavano a ricoverarsi al Deposito Messina, con uno o due rimorchi; uno dei due "pesanti" stazionava in Valtellina tutto il giorno, sul binario all'ombra del muro di Farini.

Se Valtellina era una stazione, lo era anche dal punto di vista "umano"; come le stazioni delle Ferrovie dello Stato degli stessi anni, anche Valtellina era piena di ferrovieri, anzi: di tramvieri. C'era un ufficio dove i tranvieri aspettavano l'orario di partenza, con sedie sgangherate e un fornelletto elettrico con moca da 12 sempre pronta (era anche l'epoca prima delle cialde del caffè); c'era una serie di panchine e uno di quei pergolati presenti in ogni stazione, dove i ferrovieri e tranvieri ingannavano il tempo tra un servizio e l'altro. Sotto il pergolo c'aerano alcune ciotole per i gatti randagi della zona.

Vicino agli scambi a metà stazione c'era una garitta in legno arancione dove stava un ometto in tuta azzurra, addetto agli scambi; nei momenti di morbida raggiungeva gli altri, sotto il pergolato, ma nelle ore di punta aveva un gran lavoro, per smistare i bloccati in arrivo e per gestire, a colpi di fischietto, le manovre di aggiunta dei rimorchi. Ovviamente c'era un altro tranviere addetto alla motrice Desio utilizzata per le manovre e forse ancora un altro che agganciava i rimorchi, anche lui a colpi di fischietto...

Purtroppo, non ho mai dato peso a questi aspetti umani, che solo oggi riconosco come preziosissimi; quindi non ho fatto foto a tutte queste persone, né ai loro gesti...


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